La pandemia in atto, e il confinamento in casa  stanno cambiando, per molti italiani, il modo con cui viviamo il passare del tempo: il numero di attività che possiamo svolgere è per forza ridotto, e abbiamo il tempo per pensare a quali valga la pena di svolgere. Molti dei nostri comportamenti sono cambiati, e con essi anche il comportamento alimentare. I cambiamenti sono stati così repentini che alcuni generi si sono esauriti: all’inizio è stata la paura di non avere da mangiare a dominare, e allora si sono visti gli scaffali svuotati dei beni di prima necessità, come la pasta. Poi si è verificato un fenomeno curioso: non si è trovato più il lievito e tutt’oggi, mentre scrivo, le aziende faticano a soddisfare la richiesta.

Cosa può essere successo? Ecco alcune delle possibili motivazioni. Finalmente abbiamo un po’ di tempo anche per cucinare, la frenesia che caratterizza molte delle nostre vite ha cancellato uno degli ingredienti cruciali della dieta mediterranea: il Tempo. Oggi non è più così necessario fare la spesa scegliendo in base a cosa mi fa risparmiare tempo, variabile tanto importante da avere un settore merceologico che in inglese è chiamato “convenience food”, dove “convenience” non significa conveniente, ma pronto e di veloce utilizzo. Il tempo sembra aver cambiato unità di misura non solo per la preparazione ma anche durante il consumo: abbiamo più tempo per masticare e gustare ciò che mangiamo, per chiederci cosa desideriamo e aumentare quei processi cognitivi che contribuiscono alla regolazione del comportamento alimentare.

Il secondo ingrediente che abbiamo potuto riscoprire è la Condivisione, termine molto utilizzato in ambienti virtuali come i social, che in questo contesto ha il suo significato più reale: fare qualcosa insieme. L’evoluzione della nostra alimentazione ha dovuto sfruttare la forza della condivisione per poter gestire le scarse risorse alimentari una volta disponibili: è dunque un tratto ancestrale del nostro comportamento. Anche oggi, in occasione di ricorrenze, persone custodi di ricette e modalità di preparazione si trovano per preparare, ad esempio, i culurgiones nell’Ogliastra piuttosto che i casoncelli a Bergamo. Probabilmente certe preparazioni complesse non si sarebbero tramandate se non ci fosse stato l’aspetto della condivisione sociale per la loro preparazione.

Tempo e condivisione, nessuno di questi due “ingredienti” ha un valore nutrizionale, eppure la loro importanza è condivisa dalla comunità scientifica, tanto da averli inseriti graficamente, attraverso la rappresentazione del convivio, nella piramide alimentare mediterranea realizzata della Mediterranean Diet Foundation. Questi “ingredienti”, in misura variabile, possono aver condizionato l’esaurimento del lievito; l’auspicio è che l’esperienza vissuta ricondizioni le nostre abitudini anche al termine dell’emergenza, perché molti dei vantaggi osservati della dieta mediterranea sono veicolati anche da questi preziosi “ingredienti”.

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