La salute è servita

Le regole per un Natale intelligente, anche a tavola

disegno di una tavola imbandita per significare la possibilità di attuare regole per un Natale intelligente anche a tavola

L’Abbondanza di alimenti edonistici, cioè piacevoli, caratteristici del periodo natalizio invita a riflettere su come regolare il comportamento alimentare: è poco realistico pensare di evitarli totalmente, anzi è quasi impossibile considerando anche quanto le occasioni sociali condizionino il comportamento a tavola. A Natale, in particolare, si moltiplicano momenti in cui si incontrano colleghi, amici e parenti, e le tentazioni sono continue. Ma si possono seguire alcune regole per un Natale intelligente, anche nel cibo.

Noi professionisti, solitamente, tendiamo a liquidare la questione dicendo che si dovrebbe consumare il meno possibile proprio gli alimenti che più ci piacciono, così come rappresenta la classica piramide alimentare: in cima, nella parte più piccola della piramide, ci sono gli alimenti edonistici. Probabilmente invece è più utile interrogarsi sul come imparare a gestirli, nel contesto di un’alimentazione che rimanga bilanciata. Questa scelta si contrappone a un’altra modalità con cui si cerca di affrontare il tema: l’astensione. Alle volte è più semplice non avere a disposizione o non consumare del tutto alimenti edonistici: un approccio chiamato “dicotomico”, ovvero un sì o un no netto, che può sembrare più semplice rispetto a opzioni più flessibili, che includano questi alimenti con la dovuta moderazione. Questo fenomeno, ovvero l’approccio dicotomico, è evidente nel periodo post-natalizio quando, dopo il periodo di indulgenza, uno degli argomenti ricorrenti a livello mediatico è la dieta post-natalizia. Tuttavia, la letteratura scientifica evidenzia come l’approccio dicotomico alla dieta sia legato a oscillazioni di peso cicliche, con trend in aumento nel medio e lungo periodo, ovvero porti al sovrappeso. Infatti è improbabile poter gestire sempre l’astensione dagli alimenti edonistici: abbiamo bisogno di un po’ di dopamina, la sostanza secreta nel cervello legata agli stimoli piacevoli, ma senza esagerare. L’argomento è delicato: troppa dopamina dà dipendenza, ma l’astensione prolungata da alimenti edonistici non è realistica, sia per motivi neurologici che sociali.

Nel merito di comportamenti che possono dare dipendenza, si può decidere di smettere di fumare, di bere, di usare sostanze stupefacenti, mentre non possiamo smettere di mangiare. E quando mangiamo è normale e istintivo mangiare ciò che ci piace. L’idea di dover sempre mantenere un controllo cognitivo di quanto mangiamo, ovvero imparare a gestire l’abbondanza, è particolarmente difficile quando consideriamo alimenti che ci piacciono; tuttavia, è su questo campo che si gioca, oggi, la sfida nel cercare di mantenere una dieta bilanciata. La maggior parte delle persone in sovrappeso, o affette da obesità, non ha accumulato peso consumando troppi ravanelli, lenticchie o arance, ma con alimenti a elevata densità energetica ed edonistici. Se vogliamo concretamente gestire l’abbondanza, è necessario misurarsi sul campo più difficile: imparare a gestire il piacere del cibo, piuttosto che cercare solo di limitarlo o eliminarlo.
“Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”, scriveva nel 1664 il filosofo francese François de La Rochefoucauld; la sua massima è ancora attuale e, in quell’“intelligentemente”, dovremo includere non solo i fabbisogni nutrizionali, ma anche la gestione dell’edonismo.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

Tag: Natale, Alimentazione, dieta

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