Il “papà” dei dietologi italiani, il professor Eugenio Del Toma, da tempo sostiene che la dieta non si fa tra Natale e capodanno, ma tra capodanno e Natale: un’affermazione che nel corso degli anni è divenuta ancora più vera. Il motivo è che le “occasioni speciali” in cui concedersi qualcosa in più si sono moltiplicate, creando un continuum che cercherò di descrivere, condividendo osservazioni di vita quotidiana.

Anni fa a fine gennaio, in un supermercato, rimasi colpito dalla contemporanea presenza su un lungo scaffale di panettoni, pandori in sconto e frittelle di carnevale, che poco dopo sarebbero state sostituite con uova di Pasqua e colombe. In molti casi l’abbondanza è tale da creareroblemi “gestionali”, come testimoniano i numerosi articoli divulgativi presenti sul web su “come riciclare le uova di Pasqua”. Nel periodo successivo si concentrano i matrimoni e i relativi banchetti, diventati sempre più frequenti anche per cresime e comunioni, seguiti dalle sagre prima dell’esodo estivo.

Con il caldo dovremmo essere portati a consumare alimenti più leggeri, in generale più frutta e verdura… tuttavia, l’aspetto gastronomico ha la sua importanza anche in vacanza, come si osserva nelle analisi delle oscillazioni di peso annuali rilevate in migliaia di persone e pubblicate da Jake Turicchi, professore presso la facoltà di Medicina e salute dell’Università di Leeds: a fine estate vi è il secondo aumento ciclico più rilevante dell’anno, dopo quello natalizio. Dopo un poco di tregua, l’arrivo delle castagne è l’occasione per riprendere sagre di paese dov’è facile trovare una grigliata a tema, per poi continuare con la festa di Ognissanti, che in molte parti del Paese è stata contaminata da Halloween, nuova occasione di consumo di dolciumi la cui unità di misura è il secchiello, strumento prodotto e venduto per l’occasione, frequentemente utile vista la copiosa raccolta durante il nuovo rito del “dolcetto o scherzetto”. A fine ottobre si osservano i dolciumi in vendita per Halloween affiancati a quelli presentati con largo anticipo e tipicamente natalizi, creando in tal modo il continuum citato poc’anzi.

I bambini più virtuosi, oppure tenuti a bada dai genitori, probabilmente non riusciranno a consumare tutte le caramelle raccolte quando il dicembre arriveranno quelle di Santa Lucia, tradizione ancora viva in alcune zone del Nord. A questo si aggiungono ricorrenze personali come compleanni, anniversari e altre occasioni speciali che rappresentano frequentemente il momento per poter gustare in compagnia qualcosa di altrettanto speciale. Tutto questo coinvolge una pluralità di persone, ed è relativo ad abitudini sociali che influenzano i comportamenti individuali.

Dobbiamo essere consapevoli che le occasioni speciali oggi sono un continuum, e dobbiamo porci la domanda su come gestirle per evitare che contribuiscano ai problemi di salute dati da un’alimentazione scorretta. Il tema è rilevante, tanto da essere trattato in un libro scritto da John Germov e Lauren Williams e pubblicato dalla Oxford University Press dal titolo emblematico: “Sociologia del cibo e della nutrizione: l’appetito sociale”. Consapevoli della rilevanza degli aspetti sociali nel comportamento alimentare, potremo cercare di gestire al meglio la nostra auspicabile e piacevole vita di relazione.

Tag: Halloweeen, Natale, pasqua, ricorrenze

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