Per la prima volta in 70 anni di edizioni i Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia), contengono una sezione dedicata agli sportivi. Il documento è particolarmente utile in quanto nel mondo della nutrizione sportiva abbondano i “guru”; tuttavia, la condivisione e il consenso scientifico sono necessari per evitare posizioni personali, ideologiche e soprattutto non supportate da evidenze scientifiche. Propongo alcune riflessioni sui temi più comunemente dibattuti, quali il fabbisogno proteico di cui ho contribuito a scrivere il capitolo.

È evidente come le proteine siano il macronutriente del momento: sugli scaffali dei supermercati sono sempre più diffusi prodotti proteici di qualsiasi genere, esiste persino l’acqua arricchita in proteine! L’attenzione all’apporto proteico nasce dal mondo dell’alimentazione per lo sportivo perché i fabbisogni di questi nutrienti per chi pratica sport possono essere aumentati; tuttavia, non dobbiamo confondere gli atleti con persone che praticano attività fisica a livello amatoriale-dilettantistico. Ad esempio, il ragazzo che va in palestra 3 volte la settimana per aumentare un poco la massa muscolare, non avrà bisogno di apporti proteici significativamente maggiori della popolazione, anche perché già consumiamo in Europa, e anche in Italia, circa il 20% in più di proteine rispetto ai fabbisogni per la popolazione. Anche a livello amatoriale, invece, si osserva un’attenzione particolare nei confronti di questo nutriente, non solo attraverso gli alimenti, ma anche con integratori proteici in polvere, che risultano una delle tipologie di integratori alimentari più vendute in Italia.

Solo atleti che praticano attività fisica agonistica possono avere bisogno di livelli di assunzione maggiori di 1,5 g per chilo di peso corporeo; in tale caso, se si desidera impostare una dieta, bisogna stare attenti a figure non qualificate che gravitano attorno al mondo dello sport, e affidarsi a un professionista abilitato, cioè un dietista, un biologo nutrizionista o un medico dietologo.

I carboidrati sono un altro macronutriente oggetto di attenzione, soprattutto per quegli sportivi che vogliono contenere il peso corporeo o definire la muscolatura. Tuttavia l’Italia, che sarebbe una delle culle della dieta mediterranea, è diventata una nazione in cui si consumano meno carboidrati rispetto al livello minimo suggeribile (dati IV SCAI 2017-2020). Alcune delle fonti preferibili di carboidrati a basso indice glicemico si trovano nei cereali, meglio se integrali; ricordiamo che anche la pasta fa parte di questo gruppo, e che non hanno senso atteggiamenti “carbofobici”, in particolare nello sportivo per il quale i carboidrati assumono un’importanza ancor più rilevante. Da ultimo è da sottolineare come, in particolare durante l’adolescenza, la pratica di attività sportiva condizioni i cambiamenti del proprio corpo, che possono essere vissuti con difficoltà; deve essere dunque posta attenzione ad atteggiamenti particolarmente restrittivi, ma anche di eccessiva attenzione allo sviluppo di massa muscolare: la vigoressia o bigoressia o dismorfia muscolare, cioè l’ossessione per la massa muscolare, è un disturbo ancora poco codificato a livello diagnostico, ma evidente in molti ambienti sportivi.

 

 

 

 

 

 

Tag: attività fisica, dieta, muscoli, proteine

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