Secondo lei

Il potere dei libri, nonostante tutto

Quattro persone sono sedute a stretto contatto in una biblioteca, ognuna a leggere, circondate da pile che rivelano il potere dei libri.

“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere” (Michel Foucault)

Un milione di lettori in meno

Uno splendido signore novecentesco, ma ben ancorato al presente, mi ha confessato che non potrebbe vivere senza libri. Arrivato oltre la settantina sostiene che l’unica vera consolazione, l’unico rifugio ai disguidi dell’esistenza e soprattutto alla noia, siano i libri: romanzi, saggi storiografici, biografie e, se un libro nuovo non rapisce, ci sono sempre i classici da rileggere. Ad esempio Kafka, o Conrad, o l’infinito Simenon, autore che sempre offre nelle sue pagine una casa alle e agli sperduti. La penso così anche io, non solo di questi autori in particolare, ma dei libri in generale. Eppure, solo lo scorso anno le statistiche dicono che nel nostro Paese sono andati perduti un milione di lettori. In costante calo, ma non da oggi, né da ieri, anche la lettura e la vendita di libri, il che mette il settore editoriale in serie difficoltà. Troppi libri pubblicati per pochissimi lettori. E anche qui, vediamo come sia forte la distanza sul territorio: al Sud si legge molto meno. Il Ministero della Cultura cerca di introdurre agevolazioni, economiche e strutturali, per supportare le biblioteche, le librerie e tutta la filiera, ma basterà?

La lettura ha questo potere ipnotico di trasportarti in uno spazio-tempo nel quale il tuo vivere accelera o rallenta, si approfondisce e ti fa spostare anche se resti immobile. Anche con il cinema è possibile far accadere questo miracolo, ma la lettura richiede un di più di partecipazione, un di più di fatica: un libro lo costruisci tu, proprio tu che leggi. Evidentemente però i libri stanno diventando un accessorio nelle nostre vite perennemente connesse. È una perdita? Credo di sì.

Il potere dei libri e dell’italiano

È stato un caso che ha fatto discutere, quello del Liceo Minghetti di Bologna, con la richiesta degli insegnanti (e non delle materie umanistiche, ma di quelle scientifiche!) di aggiungere un’ora di italiano settimanale agli studenti del biennio ginnasiale perché accedono alle superiori con, di media, una scarsa capacità di comprendere ed elaborare i testi che leggono, figuriamoci produrne. Le lacune hanno a che fare sia con l’ortografia, che con il lessico, che con la sintassi. Durante il triennio delle scuole medie si scrivono pochissimi temi. Le statistiche sulle competenze degli adulti non sono migliori.

Certo, è difficile imparare a scrivere e ad arricchire il proprio eloquio e il proprio lessico se non si legge. Si conoscono sempre meno parole e come faceva notare ormai molti anni fa Don Milani, «il padrone conosce 1.000 parole, tu ne conosci 100 ed è per questo motivo che lui è il padrone». Non che sia sempre vero o che sia un assoluto, il mondo è ben cambiato da quei tempi, ma certo è che la povertà linguistica ed espressiva in un certo grado corrisponde a una povertà immaginativa, e senza immaginazione non è certo possibile trovare soluzioni creative alle difficoltà e riuscire a metterle in pratica.

Leggere, una delle attività più creative

Non avevo intenzione di aprire l’anno con una geremiade e me ne scuso (che parola bizzarra, eh? Il lemma significa, dal sito della Treccani: geremìade s. f. [dal fr. jérémiade, dal nome del profeta Geremia, con allusione alle Lamentazioni a lui attribuite (v. lamentazione)]. – Piagnisteo, discorso lamentoso e importuno: continue, noiose geremiadi). Il punto è chiederci se davvero i libri sono diventati un accessorio di modernariato del quale potremmo tranquillamente fare a meno, oppure se vale la pena, ancora, di investire risorse, tempo e sforzi per fare in modo che una delle attività umane più creative in assoluto per l’immaginazione possa ancora avere uno spazio-tempo nelle nostre vite.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

Tag: libri, lettura, leggere

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