Secondo lei

Il mese dei ritorni

Un modello di casa in legno è a fuoco sul pavimento, a simboleggiare i ritorni della famiglia, mentre una famiglia gioca sullo sfondo sfocato.

“Il potere di trovare la bellezza nelle cose più umili rende la casa felice e la vita più bella”.
Louisa May Alcott

La scrittrice francese Marguerite Duras, intervistata da Michelle Porte nel 1976 in un bellissimo documentario, parla dall’interno della sua casa a Neauphle-le-Château, nelle campagne dell’Yvelines, a pochi chilometri da Parigi. Non è una casa isolata, si trova invece in un piccolo paese di circa 3 mila abitanti dove ci sono scuole, qualche negozio. È una casa d’epoca, che la scrittrice comprò nel ’58 con la vendita dei diritti cinematografici del suo primo romanzo: “Una diga sul Pacifico”.

Tutti gliela sconsigliavano, perché era troppo vecchia e troppo grande, ma lei si era innamorata, e quella casa era anche il risarcimento di una vita: in Indocina, sua madre aveva investito tutto ciò che possedeva in terreni di risaie invasi dalle acque che le avevano fatto perdere ogni risparmio. Questa casa a Neauphle è enorme, un luogo “magico” dove Marguerite scrive, gira film, vive con il figlio e poi da sola, ospita amiche e amici, ha un giardino che confina con la boscaglia, c’è anche uno stagno. È una casa femmina, così la definisce, una casa utero, che protegge le donne e i bambini. Dice, Duras, che il senso profondo dell’abitare una casa lo hanno solo le donne, così atavico, viscerale, gli uomini no. Questo io non saprei affermarlo, forse da allora qualcosa è cambiato, gli uomini partecipano di più ai lavori casalinghi, molti vivono da soli e hanno imparato il gusto di prendersi cura dei loro spazi, di ingentilirli.
Ecco, il mese di settembre è il mese dei ritorni: ritorno a scuola, ritorno al lavoro, ritorno alla quotidianità scandita dagli impegni e, naturalmente, ritorno a casa. Per qualcuno sarà un momento difficile, per qualcun altro una specie di liberazione: è finito l’affanno delle valigie, del dover correre avanti e indietro. Riscoprire la propria “casa”, il proprio luogo, quello dove si svolge la nostra quotidianità può portare rimpianti e dolore, oppure gioia e sollievo: ognuno ha la sua storia. Ma sicuramente, quello che tutti facciamo in un modo o nell’altro è ripensare i nostri spazi, riappropriarcene. Così come settembre è il mese in cui gli studenti riordinano matite, quaderni e libri prima che ricominci la scuola o l’università, così è il mese per mettere un po’ ordine negli spazi di casa.

Saranno lunghi l’autunno e l’inverno che trascorreremo anche dentro le mura domestiche e sarebbe bene cercare di armonizzare noi stessi e i nostri luoghi, creare dei legami tra interni ed esterni, dove possibile, di modo anche che la natura, pure se viviamo in città, entri in qualche modo nelle case. Gaston Bachelard, filosofo francese, che al tema della casa ha dedicato un testo immortale: “La poetica dello spazio”, scriveva che “l’immagine della casa pare diventare la topografia del nostro essere intimo”. In tempi più recenti, Emanuele Coccia ha pubblicato per Einaudi Stile Libero “Filosofia della casa – Lo spazio domestico e la felicità”, nel quale ci parla della casa come una realtà “morale” nella quale accogliamo “in una forma di intimità la porzione di mondo – fatta di cose, persone, animali, piante, atmosfere, eventi, immagini e ricordi – che rendono possibile la nostra stessa felicità”.

Ricordiamocene, posando le valigie al rientro dalle vacanze. Onoriamo i nostri lari, i nostri penati. Qualunque forma abbia la vostra casa, se saprete almeno un po’ amarla, essa vi riamerà.

Tag: casa, settembre, ritorno

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