Durante l’inverno la riduzione delle ore di luce può causare oscillazioni del tono dell’umore. Alcune delle più frequenti sono quelle ansioso-depressive. Esiste una dieta per ottimizzare il nostro tono dell’umore? Troviamo la risposta in una scoperta relativamente recente, nominata anche nell’ultimo articolo di questa rubrica su dieta e studio: l’asse intestino-cervello.
Può sembrare speculativo pensare che vi sia una comunicazione tra “pancia” e “testa”, qualcosa di cui si può sentir parlare informalmente e chissà se esiste davvero; lo scetticismo è lecito e la scienza si nutre di esso per trovare dimostrazioni credibili. Per anni sono stati pubblicati studi di correlazione su questo tema, nei quali chi ha un microbiota (flora batterica intestinale) con determinate alterazioni (disbiosi) è più suscettibile ai problemi di tipo ansioso-depressivo. Tuttavia, mancava ancora la dimostrazione tangibile dell’esistenza reale di questa comunicazione.
Su Science, nel 2020, è stato pubblicato un lavoro in cui vengono isolate nel cervello molecole la cui esistenza (in tale particolare luogo) è possibile solo grazie alla presenza di batteri che fanno parte del microbiota dell’individuo stesso. Nella sindrome ansioso-depressiva sono stati pubblicati diversi studi che analizzano la popolazione microbica, ma non è ancora chiaro quali sono le caratteristiche del microbiota che possano rendere maggiormente suscettibile l’individuo a manifestare i sintomi. Tuttavia, una ulteriore dimostrazione concreta della potenza di questa comunicazione viene fornita da studi in cui si effettua il trapianto di microbiota da soggetti affetti da sindrome ansioso-depressiva in modelli animali che non ne sono affetti, ricreando tutti i sintomi del caso.
Molti farmaci comunemente utilizzati per curare la sindrome ansioso-depressiva agiscono sulla serotonina, ed il 90% della serotonina viene prodotta nel corpo proprio dal microbiota intestinale a partire dal triptofano (presente nelle proteine). Tuttavia, la serotonina prodotta nell’intestino ha altre funzioni rispetto a quella presente nel nostro cervello: per questo l’integrazione con triptofano non ha dato ad oggi risultati interessanti rispetto ad alimenti edonistici, come ad esempio il cioccolato. Questi alimenti ci gratificano stimolando i circuiti del piacere principalmente attraverso la dopamina; tuttavia, un loro consumo eccessivo o compulsivo è legato ad oscillazioni verso il basso del tono dell’umore.
Migliorare la salute del nostro microbiota dovrebbe essere il primo obiettivo per chi desidera cercare di ottimizzare il ruolo che la dieta può avere sul tono dell’umore: attraverso la dieta è possibile “allenare” il microbiota e migliorarlo, come abbiamo già avuto modo di approfondire su queste pagine. A questo si aggiunge che il comportamento alimentare dell’essere umano è spontaneamente selettivo, ovvero tende ad essere ripetitivo soprattutto nella scelta delle tipologie di verdura e frutta. Mentre sforzarsi di variare risulta cruciale per stimolare la diversità dei batteri, caratteristica fondamentale per la salute di un ecosistema come quello del microbiota.

Tag: dopamina, buonumore, triptofano, microbiota

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