I costi del caro clima per Il riscaldamento globale aumentano sempre di più! Uno studio del Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici condotto per l’Unione Europea ha individuato i settori che pesano sul bilancio delle famiglie. Si tratta di maggiori spese sanitarie dovute ai colpi di calore durante le ondate di caldo africane, costi di energia per i condizionatori (che nei Paesi come l’Italia non sono compensati dal risparmio del riscaldamento grazie a inverni meno freddi), costi per siccità e perdite economiche in agricoltura e altri settori industriali, danni da alluvioni e incendi boschivi. I valori sono diversi per i 27 Paesi europei e incideranno in futuro per alcuni punti percentuali del reddito familiare, andando a impattare soprattutto le fasce economicamente più deboli. Ma come sempre si tratta di medie, spalmate su tutta la popolazione. Il problema è che quando i fenomeni estremi ci capitano addosso, lo fanno sempre con mano pesante, con vittime e danni gravi a case e oggetti.
I costi del caro clima per danni meteorologici
Prendiamo le grandinate, sempre più frequenti e violente soprattutto al Nord Italia. Se i chicchi di dimensione medio-piccola si limitano a danneggiare i raccolti agricoli, quando le dimensioni arrivano a circa 5 cm di diametro e un peso di 65 grammi ecco che iniziano a rompersi anche le tegole, i parabrezza delle auto, i lucernari, i mobili da giardino. Chicchi di 12 cm di diametro, grossi come pompelmi, pesano un kg e possono distruggere completamente un tetto, magari aiutati dal vento forte che scoperchia ogni cosa e stronca alberi. È accaduto in Friuli il 24 luglio 2023, dove interi paesi come Mortegliano sono stati devastati e ogni famiglia ha dovuto rifare il tetto e cambiare l’automobile con spese di decine di migliaia di euro. Le assicurazioni, per chi le aveva, nel 2023 hanno dovuto sborsare oltre 5 miliardi di euro in Italia per danni meteorologici. E poi ci sono i costi pubblici, dovuti al danneggiamento di strade, fognature, acquedotti, scuole, ospedali, impianti sportivi: l’alluvione che si è abbattuta su Cogne, in Val d’Aosta il 29 giugno 2024, tagliandola fuori dal mondo, è costata alle casse regionali un centinaio di milioni di euro solo per il ripristino della strada.
I costi del caro clima, sommersione delle coste e uragani
Sempre uno studio del Cmcc ha calcolato che entro il 2100 i costi dovuti alla sommersione delle coste europee per via dell’aumento del livello marino potrebbero raggiungere 872 miliardi di euro, la maggior parte dei quali in aree come la nostra Laguna Veneta e il Delta del Po, dove la riduzione di Pil locale toccherebbe il 21%. Sarebbe un disastro, non siamo preparati a proteggerci dai danni dei cambiamenti climatici, la strategia di adattamento per ora è solo sulla carta. Se vogliamo capire cosa potrebbe capitare tra qualche decennio anche qui da noi, basta guardare oggi ai Paesi meno fortunati: lo stato caraibico di Grenada, nello scorso agosto, è stato il primo ad applicare la clausola “uragano”, che sospende il rimborso del suo debito pubblico fino a maggio 2025 per un valore di 11 milioni di euro a causa della distruzione totale dovuta al passaggio dell’uragano Beryl a inizio luglio 2024: in poche ora un terzo del Pil dell’isola è andato perduto.
Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.
