Avete presente il motto olimpico “Citius, Altius, Fortius”? Significa “Più veloce, più in alto, più forte!”. Ecco, cambiatelo in “Più efficienti, più ecologiche, più sostenibili” e avrete il senso di Solar Decathlon, la competizione internazionale per aggiudicarsi la palma di abitazione più ecologica del mondo. La prossima edizione si svolge nel 2012 a Madrid. Noi, lo sapete, siamo fissati col risparmio energetico e quindi potete immaginarvi come abbiamo preso la notizia che per la prima volta è stata ammessa alle finali spagnole una squadra italiana: mortaretti, petardi, sventolio di bandiere, trombe e vuvuzelas per l’italica compagine “MED in Italy”, dove MED sta per Mediterraneo. Il team azzurro è composto da docenti e studenti dell’Università di Roma3 con la partecipazione del Laboratorio di Disegno Industriale della Sapienza.
La gara è durissima, come un vero e proprio decathlon, la specialità che premia i Superman dell’atletica, campioni in grado di reggere dieci prove in due giorni massacranti. I nostri eroi si presentano con un progetto che dovrà essere realizzato realmente, non in scala o modellino, a Madrid. Non solo dovrà essere esposto ma dovrà essere vissuto, i nostri dovranno ospitare gli altri partecipanti per tre cene e la casa sarà testata in ogni aspetto.
Non essendo noi di parte, ma faziosi, vi diciamo subito che il nostro è un progetto straordinario: MED in Italy è una casa che produce sei volte l’energia che consuma, che può essere realizzata in due giorni e montata in otto, che è in grado di rispondere all’emergenza di un dopo-terremoto o ai problemi che ben conosciamo di un improvviso flusso di profughi in fuga da un conflitto. È una casa adatta soprattutto al caldo e come dice il nostro capitano, l’architetto Chiara Tonelli: “È sostanzialmente la prima volta che una casa bioclimatica viene progettata con maggiore attenzione all’isolamento dal caldo piuttosto che dal freddo. Noi mediterranei abbiamo una tradizione antichissima che abbiamo recuperato e reinterpretato. Così la nostra casa resterà fresca nelle ore più calde e si aprirà quando il sole cala”. Sarebbe perfetta per una struttura di turismo sostenibile, le pareti possono essere realizzate con materiali locali per adattarsi a tutti i paesaggi. Tutto è stato studiato nella casa per far sì che consumi un quarto di energia rispetto a una casa “normale”: dalla lavatrice che lava sotto i 43 gradi e mezzo alla lavastoviglie che non va oltre i 49.
E non pensate che siano case tristi e pauperiste, dentro ci deve essere tutto: da un televisore di minimo 21 pollici a un computer con uno schermo di almeno 17 pollici, l’illuminazione dev’essere ottima e abbondante così come il frigo che deve avere una capacità minima di 170 litri.
Le venti squadre in gara dovranno superare dieci durissime prove che riguardano: l’architettura, la capacità costruttiva, l’efficienza, il bilancio energetico, il comfort, la funzionalità, la comunicazione, la produzione e la fattibilità economica, l’innovazione e la sostenibilità. L’inglese Daley Thompson, il più grande decatleta di sempre, diceva degli avversari che per avere una medaglia d’oro olimpica avrebbero dovuto rubare la sua o cambiare specialità. Gli altri team sono avvisati: i nostri sono molto più determinati di Daley.

Massimo Cirri e Filippo Solibello

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