Futuro presente

Grafene e gomme sgonfie. Una rivoluzione made in Italy che comincia in bicicletta

Siete anche voi tra quelli che qualche mese fa, in previsione dell’estate, scendendo in cantina per tirar fuori la bicicletta, ci siete rimasti male, come sempre, guardando quelle gomme sgonfie?

Voi le avete abbandonate al buio della cantina per sette, otto mesi, è vero, e adesso loro si vendicano presentandosi più sgonfie di un paracadute all’atterraggio. Poi avete cominciato a cercare, senza trovarla, una pompa pensando a tutte quelle che avete comprato negli ultimi anni: pompe piccole, grandi, medie, portatili, automatiche, a pedale, a braccia, digitali. Tutte uguali nel fatto che quando servono non se ne trova una!

Alla fine siete riusciti a estrarre la bici dall’ammasso di ferraglie della cantina e avete trovato un modo per rigonfiare le ruote. Ci siete balzati sopra e vi siete subito accorti di quanta fatica ci vuole per far rotolare quei poveri pneumatici intorpiditi da mesi di inedia. Il concetto di scorrimento sembra loro alieno, come uno che ha messo i pattini da ghiaccio ma si accorge che doveva pattinare sul cemento. Così la prima pedalata della stagione diventa un piccolo tormento.

Forse ora tutto questo è finito, come sempre grazie all’italico ingegno. C’è un’azienda del comasco, si chiama Directa Plus ed ha trovato il modo di aggiungere del grafene alla mescola degli pneumatici da bicicletta.

È come quando qualcuno decise di mescolare il pomodoro alla pasta in bianco: la somma è superiore agli addendi. Il grafene è il materiale del futuro, lo si produce dalla grafite, è sottilissimo come un atomo, flessibile  ma duro come un  diamante. Quelli che lo hanno scoperto, dieci anni fa, hanno vinto il premio Nobel per la fisica e secondo molti scienziati il grafene servirà in una miriade di campi diversi, dall’elettronica alle biotecnologie.

Sostituirà materiali costosi, rari e inquinanti. Ci sarà grafene nei nuovi computer più potenti e più piccoli e nei tablet pieghevoli da infilare nel taschino. Quei demoni della Directa Plus hanno pensato di usarlo per la mobilità e sono partiti dalle basi: dalla bicicletta. Il concetto è semplice: se funziona con le bici, funzionerà con tutto. E infatti funziona: grazie alla collaborazione con Vittoria, leader della produzione di pneumatici per biciclette da corsa, sono riusciti a ottenere prestazioni eccezionali. I loro pneumatici al grafene scorrono molto di più e stanno belli gonfi più a lungo. La resistenza al rotolamento è ridotta del 15% (immaginate cosa vuol dire per dei corridori professionisti che gareggiano sul filo dei secondi) e l’impermeabilità all’ossigeno è aumentata del 20%, che non vuol dire lasciare la bici in cantina per quasi tutto l’inverno e andare a riprenderla fregandosene della pompa. Dai pneumatici della bici a quelli dell’auto il passo sarà brevissimo e provate a pensare cosa significheranno questi numeri su scala globale per la riduzione dei consumi di combustibile: una rivoluzione. E visto che il grafene è il futuro quelli della Directa Plus hanno anche deciso di aprire a Lomazzo le Officine del Grafene, che ospiteranno il più grande impianto produttivo industriale di grafene in Europa. Altro che delocalizzazione.

luglio 2014

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