Futuro presente

Fast fashion nel deserto di Atacama

Uno scaffale e pile di vestiti fast fashion si trovano al centro di un paesaggio desertico e soleggiato, con le montagne sullo sfondo.

Si chiama “fast fashion”, “moda veloce”. La fanno le aziende di abbigliamento che producono e vendono capi economici e alla moda. E ne producono e ne vendono continuamente di nuovi. Nuove magliette, dopo molte altre magliette; nuovi pantaloni attillati dopo molti pantaloni meno attillati o attillati uguale. Nuovi colori: c’è sempre un colore che è il colore della stagione, dell’estate, del momento. E il momento dura sempre un po’ di meno e ne arriva subito un altro, con un altro colore. C’è il nostro desiderio di comprare sempre qualcosa di nuovo: per segnare un evento, per chiudere un vuoto a cui non sappiamo dare un nome o perché ci sono i saldi e guarda che affare questa maglietta a 14 e 99 invece di 25.

Fast fashion usa e getta

Poi c’è il deserto di Atacama. Sta nel nord del Cile ed è lungo e stretto come tutto il Cile. È il deserto più arido del mondo. Ad Arica, la “capitale”, piove mezzo centimetro di pioggia all’anno, quando piove. C’ero stato tanti anni fa – viaggio di nozze, figurarsi – e mi era piaciuto molto chiedere alle persone quando avevano visto l’ultima pioggia. Tanti non lo ricordavano («¿Fue en 1987? No, en 1985»), molti sapevano anche il giorno preciso. Perché quando piove c’è il Desierto Florido: esplodono milioni di fiori in milioni di colori e tutto cambia. Uno spettacolo bellissimo, raccontava un anziano chiacchierando al bar, da vedere assolutamente. Succede ogni 4/5 anni, massimo 7. «L’anno prossimo potrebbe essere la volta buona, dovete tornare». Non lo abbiamo fatto e non siamo mai andati neppure a veder la fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia. Gliela avevo raccontata, nel mio spagnolo migliorabile, e lui era molto sorpreso che anche in Italia ci fosse un deserto.

Adesso il deserto di Atacama è pieno di colori alla moda che emergono dalla sabbia.
Fioriscono e non se ne vanno più. Sono le migliaia di tonnellate di magliette, camicie, jeans e altri indumenti che arrivano da tutto il mondo e finiscono in una enorme, gigantesca discarica illegale. Quella maglietta da pochi euro ha fatto un lungo viaggio: è nata in Cina o in Bangladesh, messa al mondo da persone che lavorano come schiavi; poi è stata una settimana sulla pelle di un ragazzo in Europa o negli Stati Uniti, poi chiusa in un armadio, poi è ripartita per il porto di Iquique, Cile. A finire a sua esistenza affiorante – un fiore nuovo – nel deserto. A volte la maglietta è nuova. Ma è fuori moda. La sua vita è pensata per essere breve perché altre magliette premono nei negozi. Così finisce in discarica anche se è ancora nella sua busta di plastica trasparente.

M’illumino di meno dedicato alla moda

l Cile ha una legge sulla “responsabilità estesa del produttore”, che rende le aziende responsabili dei costi ambientali di tutto il ciclo di vita dei loro prodotti, anche per i danni che fanno quando vengono buttati. Adesso vuole estenderla anche ai prodotti tessili.
Noi possiamo cominciare a fare qualcosa. “M’illumino di Meno”, la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, lanciata da Rai Radio 2, quest’anno è dedicata alla moda che non distrugge il mondo. Il 16 febbraio spegniamo le luci non indispensabili e tiriamo fuori dall’armadio una maglietta o un cappotto. Li abbiamo già.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

 

 

Tag: discarica, moda, fast fashion, m'illumino di meno

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;