“Se volete esprimervi in modo preciso secondo gli stregoni, ma in modo molto ridicolo secondo il vostro linguaggio, potete dire che stanotte avevate un appuntamento con una farfalla notturna. Il sapere è una farfalla notturna”. (Carlos Castaneda)
Con il costante aumento delle sindromi depressive e psicotiche nei Paesi occidentali, e dunque in Italia, e la difficoltà da parte del Sistema sanitario nazionale a tamponare tutte le richieste d’aiuto che arrivano da ogni classe sociale e da ogni ordine e grado d’età – con un’impennata nel caso dei giovani e, purtroppo, giovanissimi -, aggravata dagli anni di Covid, reclusioni, paure, guerre e ansie climatiche, ci ritroviamo in un momento cruciale per decidere quali strade la psichiatria ha a disposizione per trovare soluzioni a depressioni, ansie, fobie, vari e multiformi “mali del vivere”.
Una nuova possibilità ha cominciato a riprendere diritto di parola dopo che per decenni gli esperimenti sulle sostanze psichedeliche sono stati bloccati negli ospedali e proibiti per legge. Sostanze naturali o composti chimici come psilocibina, Lsd, mescalina, Dmt eccetera, sono ora al vaglio in molti paesi o addirittura utilizzati liberamente in altri, come in Svizzera. La comunità scientifica internazionale ha ritenuto che queste sostanze davvero possano avere possibilità terapeutiche là dove gli psicofarmaci “classici” spesso falliscono. Ne parla anche la Fondazione Veronesi.
Microdosi di farmaci psichedelici
Queste sostanze vengono utilizzati in microdosi, che non raggiungono dunque i livelli del cosiddetto “trip”, ma servono per creare nuove connessioni in aeree cerebrali che appaiono come cristallizzate, immobilizzate, comunque mal funzionanti. Una di queste è l’esketamina, un derivato dell’anestetico ketamina che si utilizza sotto controllo medico in forma di spray nasale. Le uniche perplessità al momento riguardano i costi e, ovviamente, gli eventuali effetti collaterali a lungo termine, oltre che, come sempre, i guadagni delle case farmaceutiche. E, per quanto riguarda la mia esperienza personale, la modalità con le quali l’utilizzo dell’esketamina è approvato nei centri di salute mentale italiani. Non esistono infatti “operatori” o infermieri specializzati che possano seguire il paziente – oltre a controllargli gli esami e misurargli la pressione e il battito cardiaco – nel suo breve “viaggio” che è al tempo stesso un sogno ad occhi aperti, fatto anche di “farfalle notturne”, una visione e la manifestazione di una realtà più ampia che ci trascende e tutti ci unisce. Mentre sotto il farmaco il paziente ha bisogno di sapere che potrebbe avere reazioni emotive molto forti, distorsione della realtà e distacco dal corpo. La presenza di qualcuno che sappia guidarlo, ascoltarlo, anche soltanto tenergli la mano è molto importante.
Queste esperienze sono ben raccontate in molti libri che sono usciti e stanno uscendo negli ultimi tempi a cominciare dall’imperdibile “Come cambiare la tua mente” di Michael Pollan, dal quale è stata tratta anche una breve serie tv che si può trovare su Netflix. Ne parla anche, in forma di romanzo, lo scrittore Vanni Santoni nel suo “Dopo il rinascimento psichedelico” uscito per Einaudi nel 2024. È bizzarro scoprire che saranno forse i saperi antichi, rivisti alla luce del sapere nuovo, a darci risposte importanti per la nostra fragile salute mentale in quest’epoca che rinnega la spiritualità e cerca pillole magiche per vivere da automi, quando potremmo sbocciare come fiori.
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