Futuro presente

Energia di comunità – ed economia virtuosa – a Melpignano

Gli impianti fotovoltaici, quelli che trasformano il sole in elettricità, sono un pezzo importante del nostro futuro energetico: i pannelli hanno cambiato i tetti delle case e anche, a volte purtroppo, il paesaggio delle campagne. Una famiglia che mette i pannelli sul tetto fa un piccolo/grande cambiamento, anche culturale: da consumatore di energia ne diventa anche produttore.

Ne capisce il valore, presumibilmente ne sprecherà meno e la userà meglio. Ma spesso i pannelli sono scesi dai tetti ed hanno invaso i campi. È il fotovoltaico intensivo: grandi distese di pannelli neri che violentano il paesaggio e tolgono spazio all’agricoltura. Silicio al posto del grano per mancanza di programmazione, per incentivi sbagliati, per speculazione finanziaria e anche – non ci facciamo mica mancare niente – per infiltrazioni mafiose.

Così il fotovoltaico sembra costretto in due dimensioni: il molto piccolo o il troppo grande, quello della speculazione. Ma c’è chi tiene insieme produzione di energia e comunità. Succede a Melpignano, 2.200 abitanti in provincia di Lecce, Salento.

Melpignano è famosa per La Notte della Taranta, grande festival di pizzica che porta in Puglia musicisti di fama internazionale. Adesso lo diventerà anche per la sua Cooperativa di Comunità. È nata nell’estate del 2011, con un’assemblea in piazza. C’era il sindaco e il notaio. Hanno aderito in 71, i soci fondatori. Adesso sono 156: cittadini, lavoratori del settore e chi ha voluto investire nel progetto. I cittadini ci mettono i tetti di casa; cinque ingegneri fanno il progetto; due fabbri saldano i telai che tengono su i pannelli; sette elettricisti montano gli impianti.

E già così si crea un’economia virtuosa all’interno della comunità. Chi offre il suo tetto non spende niente per l’impianto – deve solo versare 25 euro di adesione – e per 20 anni ha gratuitamente l’energia elettrica generata con lo scambio sul posto.
Quella non consumata viene venduta: una parte degli utili servono per pagare il mutuo aperto con Banca Etica e con Coopfond, il fondo mutualistico di Legacoop; un’altra viene reinvestita, lo stabilisce lo statuto, per migliorare la qualità della vita di tutti i melpignanesi. “Lo possiamo fare in due modi, dice il sindaco Ivan Stomeo che è socio della Cooperativa ed ha un impianto da 5,5 kilowatt sul terrazzo di casa: investendo sulla la qualità urbana e cioè aggiustando il marciapiede, la buca o gli infissi della scuola. Oppure con questi fondi creiamo altre opportunità di lavoro: la mensa scolastica, gli impianti sportivi, la manutenzione stradale o del verde. Significa generare altra economia all’interno del nostro paese. Ma come spendere lo decide l’assemblea dei soci, cioè i cittadini”.

È già stata costruita una rete di Case dell’Acqua che distribuisce acqua refrigerata e anche gasata in tutto il Salento: serve a diminuire l’uso delle bottiglie in plastica che diventano rifiuti. Ultima inaugurata quella di Maglie, a giugno.

Intanto Melpignano diventa un modello: a Roma per il restyling di Piazza Vittorio, a Ferrara per rinnovare le Case del Popolo. “Salentu: lu sole, lu mare, lu ientu”, certo: ma anche la Cooperativa di Comunità.

settembre 2014

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