Onlife

Per una ecologia della vita digitale

Dovrei terminare un lavoro, ma Facebook mi segnala un commento a una mia foto e sul tab della posta risultano due nuovi messaggi da leggere; oppure è sera, sono stanca e so che dovrei andare a dormire perché domani sarà una giornata impegnativa, ma la tentazione di compulsare lo smartphone per controllare se sono arrivati messaggi o leggere gli ultimi post degli amici è troppo forte e finisco per passare due ore a fare zapping fra le app.

Vi riconoscete in una di queste situazioni? La quantità di informazioni e dati che produciamo cresce a ritmo esponenziale e siamo noi stessi ad alimentarla: con gli strumenti digitali è facile e quasi automatico lasciare tracce di noi, e le parole che in passato volavano via, ascoltate solo dagli astanti, ora diventano un post, un commento, un messaggio WhatsApp, con un pubblico potenzialmente molto più vasto. E noi finiamo sommersi dalle notifiche e dalle informazioni, in un flusso in cui le chiacchiere da pausa caffè si mescolano alle notizie di politica e cronaca, i link utili per il nostro lavoro stanno in mezzo ai commenti e alle faccine allegre o tristi che amici e sconosciuti attaccano alle nostre foto.

È facile farci travolgere e perdere il controllo del nostro tempo e della nostra attenzione. D’altra parte tutti questi strumenti ci danno vantaggi e opportunità a cui non vogliamo rinunciare: come fare per mantenere l’equilibrio?

Perdersi qualcosa non è un problema Il primo passo è accettare una realtà ineludibile: non possiamo seguire tutto, non siamo tenuti a essere dappertutto, non siamo obbligati ad accettare tutti nella nostra rete. La cosiddetta F.O.M.O. (Fear of Missing Out), la paura di restare indietro se ci perdiamo qualcosa, è un fantasma ingannevole: non succederà niente di grave se non prendiamo parte all’ennesimo flame o non leggiamo tutti i messaggi del gruppo WhatsApp della scuola.

Le notifiche funzionano come una vera e propria droga: sapere che qualcuno ci ha mandato un messaggio, che una foto è piaciuta, che abbiamo una nuova richiesta, è una piccola gratificazione che stimola il rilascio di dopamina nel nostro sistema nervoso.

Purtroppo col tempo tendiamo a divenire dipendenti da questo tipo di stimoli e ad averne bisogno in dosi sempre maggiori per mantenere il nostro benessere; così passiamo il nostro tempo a controllare lo smartphone alla ricerca di qualche dimostrazione della nostra esistenza e importanza.

Per riprendere il controllo del nostro tempo e della nostra attenzione dobbiamo spegnere le notifiche: un po’ alla volta la gratificazione che ne otterremo, guadagnando in focus e in capacità di dedicarci pienamente alle cose davvero importanti, sarà molto più fondata e solida del piacere di un like.

Non aumentiamo il rumore Così come non succederà niente di grave se ci perdiamo qualcosa, allo stesso modo non spariremo dal mondo se ogni tanto evitiamo di dire la nostra su un argomento, soprattutto se si tratta di qualcosa di cui non sappiamo molto. Parlare per dare aria alla bocca non fa bene né a noi né a chi ci ascolta o ci legge su Facebook.

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;