Futuro presente

La scomparsa degli sportelli e la desertificazione bancaria

immagine di particolare di mani con smartphone per operare su una banca online perchè ormai c'è la desertificazione bancaria

C’era un problema sul conto corrente e ho chiamato la banca. È una banca online, ormai lo sono tutte. Gli sportelli fisici stanno scomparendo: si chiama “desertificazione bancaria”. Tra il 2019 e il 2024 hanno smesso di operare 4.557 filiali.
A Londa, Toscana, 1.800 abitanti, Intesa Sanpaolo ha chiuso. Aveva promesso di mantenere il bancomat, poi ha detto: «Togliamo anche quello». L’ultimo giorno di vita dell’ultima banca di Londa, due minuti prima della chiusura, il sindaco Tommaso Cuoretti è entrato nella filiale. Ha guardato gli operai che stavano smontando gli allestimenti, si è seduto e ha detto: «Io resto qui finché non mi portano via». È uscito dopo sette ore di telefonate e trattative tesissime. Ha ottenuto di salvare il bancomat.
A Londa, ha raccontato mentre era barricato dentro, non c’è più il pediatra. Il medico di base per il momento resiste ma stanno chiudendo laboratori artigianali e negozi. E adesso la banca: «Le filiali più vicine saranno a 9 e 15 chilometri. Come faranno i tanti anziani a gestire l’home banking su internet?».

Chattare coi robot

Pensavo a Londa e ai suoi anziani quando, da anziano, ho chattato online con Ariberto, il robot della banca dedicato a me, che a me sembrava mi prendesse abbastanza per i fondelli. Poi sono passato in sequenza alla chat online con Francesco, un umano (ma sarà davvero un umano?) che mi ha indirizzato al sistema di risposta automatica che – Vivaldi, “Le quattro stagioni”, in sottofondo – mi ha detto di digitare uno se e due se… Poi Rossini, “Il barbiere di Siviglia”, e un umano che mi ha instradato a un altro umano. In mezzo Strauss, “Danubio Blu”. Entrambi gli umani mi hanno autentificato. Ho obiettato che mi ero già autentificato in automatico. «Un attimo» ha detto l’umano. Poi Vivaldi, “Le quattro stagioni”, ma mi pareva un’altra stagione. «Scusi l’attesa. Deve autentificarsi di nuovo. Le passo il servizio». Non ho fatto in tempo a dire grazie. Forse non l’avrei detto: Boccherini, “Minuetto”. Poi voce registrata che mi suggerisce l’installazione della nuova app della banca. Con il tono che dice «Solo un anziano rincoglionito come te non lo ha ancora fatto». Poi un brano jazz che non riesco a identificare ma mi chiedo perché siamo passati dal classico al jazz. Poi umano due risolve il problema. Io ringrazio.

Digitalizzazione e desertificazione bancaria

Penso – confusamente, ma sono stato quasi un’ora al telefono – che forse c’è un legame tra la digitalizzazione velocissima dei servizi finanziari e la desertificazione bancaria. Tra i grandi profitti delle banche e la razionalizzazione della rete operativa, che è il modo con cui le banche chiamano le chiusure. Al sindaco di Londa avevano promesso un bancomat un po’ più evoluto, che accettasse anche i versamenti. Invece niente.
Niente capita per caso e a Londa è nata la Londa School of Economic. È un’idea di Ugo Biggeri, a lungo presidente di Banca Etica, con il supporto della Chiesa Valdese. C’è un riferimento alla prestigiosa London School of Economic, il tempio dell’economia mondiale dove hanno studiato una ventina di premi Nobel e 60 Capi di Stato. Biggeri dice che tocca immaginare e sperimentare modelli di sviluppo diversi, che mettano al centro le persone e l’ambiente. C’è un po’ di Don Milani. Il sito è londaschoolofeconomics.com e non c’è risponditore automatico.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

 

Tag: banca, conto corrente, desertificazione bancaria

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