Come dice l’antico proverbio “La casa nasconde ma non ruba”. Vero. Ma dopo aver recitato il mantra, tutte le volte che non trovo qualcosa da troppo tempo mi chiedo in quale casa si sia nascosta. Non credo di essere l’unica.
O forse in quale scatolone ancora chiuso, che tramando di trasloco in trasloco, fosse il servizio di piatti per 24 persone, bordato di oro zecchino comprensivo di zuppiera, antipastiera, insalatiera e vari piatti da portata della trisavola o il baule del corredo della nonna! (Effettivamente, mi porto dietro anche quelli!)
Dal trasloco con amore per sei (o sette) volte
Ho perso il conto di tutte le case che ho cambiato, svuotato e riempito. Sono nata a Reggio Calabria e, nei miei primi 19 anni di vita, ho cambiato indirizzo almeno sei o sette volte. Poi mi sono trasferita a Roma ma ero solo una (aspirante) studentessa universitaria provvista di appena due grandi valigie piene di vestiti, scarpe, sogni… e barattoli di melanzane sott’olio, provole, involtini, parmigiane e cotolette congelate. Credevo fosse un’usanza tutta nostra, tutta meridionale, quella di pensare che non esistessero viveri in altre città al di fuori della terra natia, ma qualunque studente fuorisede (di qualunque sede) io abbia conosciuto, aveva parenti con le stesse granitiche convinzioni. Che a pensarci oggi, non so che darei per ricevere un pacco con tutto quell’Amore dentro. Ma vabbè!
In breve tempo, man mano che cambiavo case e coinquiline, quelle due valige si sono moltiplicate e convertite in scatoloni. La gastronomia calabra lasciava il posto a libri, dischi, regali e varie. In 35 anni trascorsi a Roma ho cambiato una quindicina di case e gli scatoloni, ad ogni trasloco, diventavano sempre più numerosi. Poi si sono aggiunti mobili e ricordi di famiglia a cui è difficile dire addio e quindi avevo sempre uno sgabuzzino/cantina dove tenere gli scatoloni ben chiusi con su scritto “varie n°…”.
Non è di certo una regola ma, il più delle volte, nelle famiglie, nelle coppie c’è sempre una persona che conserverebbe qualunque cosa e l’altra che, quella qualunque cosa, la farebbe volare dalla finestra. Ma se sei single e vivi in affitto, o ti imponi un limite oppure ti ritroverai quelli di Real Time alla porta per consegnarti il titolo di accumulatore seriale!
Il trasloco da una regione all’altra
Il mio limite è arrivato a settembre ’24. Questa volta il trasloco non è solo da una casa all’altra ma addirittura da una regione all’altra: dal Lazio alla Lombardia. Da una casa mediamente grande nella periferia di Roma a una più piccola ma più centrale a Milano.
Ricordo perfettamente il mancamento al pensiero di dover impacchettare nuovamente ciò che avevo spacchettato appena quattro anni prima. E allora via, ho cominciato a regalare, vendere, buttare tutto il possibile. Operazione difficile ma dal sicuro effetto catartico. Il mantra, in questo caso, è liberarsi delle cose vecchie e inutili per far posto a cose nuove e più belle. Ma anche “cerca di fare meno di 200 scatoloni ché i traslochi costano. E pure i fisioterapisti!”.
Solo qualche giorno fa ho aperto il penultimo scatolone ancora chiuso, identificato con “Varie n°27”. Ovviamente ci ho trovato dentro cose che non aveva un senso mettere insieme ma, quando sei circondata da tutto quel cartone, imballeresti anche del parmigiano dentro ai vestiti (si, ho fatto anche questo!). E lì ho visto un portamonete vecchissimo e discretamente bruttarello, sul momento non capivo perché non lo avessi buttato ma poi l’ho aperto e ho trovato un bigliettino scritto a mano: “Alla mia amatissima figlia dalla sua arteriosclerotica madre”. Ero convinta di averlo perso anni fa e invece, quell’enorme tesoro di inestimabile valore, era lì, in un vecchio scatolone mai aperto da almeno tre traslochi.
La casa non ruba… e neanche l’Amore.
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