Tempo fa rimasi colpito da una paziente che, a più di 70 anni, mostrava una muscolatura tonica nonostante avesse accumulato qualche chilo di troppo a livello addominale. Istintivamente mi chiesi che sport avesse praticato, poi, ricordandomi che aveva vissuto la sua infanzia nel periodo dell’immediato dopoguerra, le chiesi come giocava da bambina. Incredibile quanta attività fisica facessero i bambini al tempo, semplicemente giocando nei cortili delle cascine, in strada, ed aiutando i genitori in diverse mansioni lavorative. Tra le varie attività, spesso accompagnava le mucche al pascolo in prima mattinata, ma era così stanca che si attaccava alla coda della più mansueta tra loro.
Aiuto dai cibi fermentati, specie per l’intestino
Pensai che il concetto stesso di igiene al tempo fosse ben diverso da quello odierno, essendo la coda di una mucca un posto tutt’altro che lindo; a questo aggiungiamo che sia le strade che i cortili dove i bambini abitualmente giocavano non erano pavimentate, erano popolate da animali da soma o da cortile, e dai relativi escrementi. Era decisamente più probabile che, fin da bambini, si venisse a contatto con una pluralità di batteri ben maggiore di quanto accade oggi: ora si gioca, si lavora e in generale si vive in ambienti puliti. A questo punto mi sono venute in mente pubblicazioni scientifiche in cui i diversi ricercatori hanno osservato un microbiota intestinale più sano nelle ultime popolazioni rurali, che vivono ancora come cacciatori raccoglitori nella foresta, oppure nella savana, rispetto a chi vive in contesti urbani. Il motivo è principalmente dovuto alla maggiore diversificazione delle specie di batteri che popolano il loro microbiota, considerata un elemento cardine per avere un microbiota sano.
Aiuto dai cibi fermentati, ecco quali
La maggiore diversificazione è solo in parte imputabile alla dieta, perché da qual che parte le diverse specie di batteri che abbiamo nell’intestino devono provenire; sappiamo che durante il parto un grande influenza viene data dal microbiota materno. Tuttavia, anche l’ambiente e i cibi contaminati da batteri possono contribuire alla diversificazione. Questo non significa che dovremmo tornare a vivere in contesti più sporchi, in quanto assisteremmo a un drastico aumento delle malattie infettive che un tempo erano addirittura la principale causa di mortalità.
Una possibilità è quella di “contaminarci” in modo controllato, senza esporci ai rischi portati dall’esposizione ai batteri che il caso presenta, come avveniva nei bambini che giocavano in strada. Come? L’utilizzo di alimenti fermentati (yogurt, kefir, crauti, tempeh, miso), e di integratori alimentari contenenti probiotici, possono essere utili per ingerire ceppi batterici che contribuiscano a mantenere sano il nostro microbiota. Da un lato consapevoli che molti alimenti fermentati presentano una grande variabilità di specie batteriche utilizzate, dall’altro che l’utilizzo costante di integratori probiotici non è ancora stato ben sperimentato, e alcuni studi su modelli animali suggeriscono cautela nell’utilizzo a lungo termine. I batteri che compongono il nostro microbiota sono vivi, ma moriranno di fame se non potranno nutrirsi adeguatamente; per questo una dieta corretta, contenente nutrienti utili al microbiota chiamati prebiotici, risulta indispensabile a mantenere l’auspicabile diversificazione preziosa alla nostra salute.
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