Quante volte abbiamo sentito parlare di diete miracolose, oppure osservato azioni di marketing che promettono dimagrimenti facili? Molte di queste proposte vengono poi giudicate ingannevoli, come si osserva dalle numerose procedure del Garante della concorrenza riguardanti il mondo della “diet-industry”.

L’aspetto più delicato del proporre false speranze è il mancato rispetto per la fatica e la sofferenza di molte persone che lottano con il proprio peso. Alcuni hanno solo qualche problema estetico, comunque sia non stanno bene con il proprio corpo e questo merita rispetto, altre hanno una vera e propria malattia: l’obesità. L’obesità è associata a maggiori rischi per la salute e frequentemente è causa o fonte di sofferenza emotiva. Speculare su persone con una malattia è ancor più discutibile: l’obesità non è una scelta per i milioni di italiani che ne sono affetti, mentre faticare a gestire il proprio peso è la norma, e non l’eccezione per l’essere umano, e in particolare per chi ha la tendenza al sovrappeso, che è poi la madre dell’obesità.

Chi fatica a perdere peso, chi in seguito a un evento stressante aumenta di peso, chi fatica tanto a perdere peso ma appena si distrae lo rimette subito non ha particolari problemi… è semplicemente un essere umano. I geni dell’homo sapiens sono il risultato di decine di migliaia di anni di evoluzione, molti dei quali passati da cacciatore raccoglitore; tali geni hanno dovuto aiutare l’uomo a sopravvivere in condizioni di carenza di cibo, senza neppure conoscere tecniche di conservazione per i rari momenti di abbondanza. Dunque, quando c’era cibo, era preferibile mangiarlo, e anche alla svelta altrimenti sarebbe deperito. I nostri stessi geni ci spingono a consumare qualcosa in più, e anche velocemente, senza che si debbano fare test del Dna per spiegare fenomeni, quali sovrappeso e obesità, che hanno una diffusione epidemica nel mondo.

Guardando i dati di studi scientifici significativi come l’Action-IO, che ha coinvolto 14.500 pazienti e 2.800 operatori sanitari in 11 paesi differenti, vediamo che il 70% circa dei pazienti che inizia una dieta riacquista il proprio peso dopo sei mesi. Questo dato è solo apparentemente scoraggiante: dobbiamo sapere che le difficoltà sono la norma, e non l’eccezione nella terapia dell’obesità, e imparare a viverle come parte del percorso, e non come una sconfitta personale può essere di aiuto. Esattamente come in uno sport, è necessario saper vivere le sconfitte e i momenti di difficoltà per poter essere vincenti.
Emblematica è la storia di Jurgen Klopp, calciatore e allenatore che nella vita ha perso una infinità di partite, di possibilità di salto di categoria, di finali salvo poi… essere arrivato a vincere la coppa dei campioni! Lui non ha mai smesso di crederci, e il suo approccio è fonte di ispirazione per chi si trova a combattere con l’obesità: dalle sconfitte si può imparare, perché si vuole poi provare a vincere.

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