Nova Coop

Un Festival da vivere nelle borgate alpine

“Borgate dal vivo” che si terrà dal 28 giugno al 31 agosto con oltre quaranta eventi in Piemonte, arriva alla sua nona edizione. È un festival multidisciplinare unico nel suo genere, che mira a portare cultura e spettacolo nei luoghi meno frequentati delle Alpi piemontesi e oltre. Quest’anno si presenta al pubblico con un gioco di parole tra la grande letteratura e l’immaginazione del futuro: uno, nessuno, multiverso.

Alberto Milesi, direttore artistico del festival, ci descriva il percorso della rassegna estiva… “Uno, nessuno, multiverso” è il tema del 2024. Abbiamo scelto questo titolo perché abbiamo voluto giocare sulle caratteristiche del festival che è sempre più multidisciplinare, non soltanto nei generi, ma anche nella sua relazione con il territorio.

Uno perché unico nel suo genere: Revejo, all’epoca una piccola associazione di Bussoleno, ha creato il festival nel 2016 e, attraverso le varie edizioni, ha concretizzato l’obiettivo di portare grandi eventi in piccoli luoghi, territori in cui spesso l’offerta culturale è ridotta o assente.

Nessuno perché le caratteristiche di estensione territoriale, durata, tipi di luoghi e genere di artisti coinvolti lo distinguono dalle altre proposte culturali di cui il Piemonte è ricco. L’edizione passata ha raccolto ottomila spettatori sul territorio piemontese dividendosi tra grandi eventi e spettacoli più intimi, volti a valorizzare spazi specifici, soprattutto nei piccoli comuni della Valle di Susa.

Multiverso perché il cartellone ha una vocazione multidisciplinare, tra musica, teatro, performance, circo e spettacoli per famiglie. La convivenza tra queste anime differenti accoglie e raccoglie pubblici con età e passioni diverse, che spesso si fidelizzano e tornano per assistere ad altre proposte. Ad esempio quest’anno abbiamo individuato cinque tratti di Via Francigena, lungo i quali una guida naturalistica e un narratore accompagneranno il pubblico di camminatori durante una giornata a piedi. Saranno spettacoli itineranti che andranno a connettere alcuni luoghi e spettacoli del festival.

L’impegno del festival nella rivitalizzazione del territorio passa attraverso la ricerca delle proposte più adatte a ogni contesto. Quanto sono importanti le ambientazioni degli eventi per “Borgate dal vivo”? I luoghi sono fondamentali perché sono, in primis, location accessibili da un punto di vista dell’inclusione sociale e della sostenibilità. Sono siti che cerchiamo di valorizzare, spesso di grande bellezza e importanza. Abbiamo pensato di distinguere tre contesti d’azione principali. Ci sono i beni di importanza storica e architettonica come ad esempio il Forte di Exilles, bene di proprietà della Regione Piemonte che Revejo ha ottenuto in affidamento biennale e di cui cura la direzione artistica, come l’Arena Romana di Susa e la Caserma Musso di Saluzzo che spesso, se non ci fossero le attività di “Borgate dal vivo”, rimarrebbero chiusi. Siamo molti felici di far conoscere questi luoghi mettendoli in rete, ad esempio Jack Savoretti farà tappa a Susa dopo aver toccato, nel suo tour europeo, capitali straniere. Poi, da un punto di vista naturalistico, ci sono luoghi come Chesal, località sciistica nel territorio di Bardonecchia raggiungibile solo a piedi o in seggiovia, che ospiterà il concerto di Daniele Silvestri affacciandosi su un inestimabile panorama alpino. Inoltre c’è sempre attenzione ai piccoli borghi e alle borgate per gli eventi un po’ più piccoli, pensati apposta per determinati luoghi. Per queste performance abbiamo coinvolto l’attore e conduttore radiofonico Matteo Caccia, il narratore Federico Sacchi e lo scrittore Alessandro Barbaglia.

Nova Coop sostiene questa manifestazione dal 2020. Quale legame si è sviluppato tra il festival e la Cooperativa in questi anni? Penso che non sia un caso che Coop sia presente nei territori in cui  si svolge il festival, come ad esempio Avigliana e Susa. È inevitabile che ci sia un legame anche solo dal punto di vista territoriale e in seconda battuta, altrettanto importante, c’è una condivisione dal punto di vista dei valori: la cura dei piccoli centri abitati, lo sviluppo e il sostegno della comunità di appartenenza. Il fatto che “Borgate dal vivo” lavori in rete con i soggetti che sostengono il festival, avvicina e accomuna le due realtà. Anche noi puntiamo molto sulla sostenibilità: faremo eventi ad emissioni zero, cartoline piantumabili con il qr code eliminando la carta e, per lo staff e per gli artisti, l’acqua sarà fornita in cartone. Il prossimo anno ci piacerebbe estendere l’esperienza dell’acqua in cartone anche per il pubblico, ma ci servirebbe un magazzino.

Come si riesce a coniugare la sostenibilità economica di un festival con una proposta culturale di livello?  Quest’anno vogliamo misurare l’impatto del festival, che può diventare uno strumento utile anche per i prossimi anni. È molto importante dimostrare che una manifestazione culturale può generare un impatto sociale in luoghi che possiamo definire svantaggiati da un punto di vista culturale, perché ovviamente c’è uno sbilanciamento fortissimo tra i grandi e piccoli centri abitati. Uno dei nostri partner principali è Piemonte dal Vivo, con cui lavoriamo molto, la cui funzione primaria è proprio quella di riequilibrare l’offerta cercando di portare gli spettacoli laddove è più difficile. Siamo molto contenti di vedere pubblico sempre più numeroso che arriva da fuori regione.

Credo che da un punto di vista economico l’impatto sia evidente: ogni euro investito in “Borgate dal vivo” genera una ricaduta di cinque euro sul territorio. L’anno scorso abbiamo superato le 50 mila presenze, numeri che sono da considerare in relazione ai luoghi, come ad esempio i 14 mila spettatori ad Exilles che conta 300 residenti.

Con quale auspicio ci salutiamo? Spero che ci sia sempre più pubblico, ma un pubblico che possa seguire più appuntamenti, scoprendo più luoghi e artisti, aiutando “Borgate dal vivo” a valorizzare e raccontare un territorio, come quello piemontese, dove vivere di cultura nel 2024 è possibile. Ed è possibile ogni volta sorprendersi, come facciamo noi, per la bellezza di spettacoli dal vivo che abbracciano luoghi unici, così come è facile sorprendersi per l’affetto di un pubblico sempre in crescita e per l’attenzione costante di tutti i nostri partner.

Tag: teatro, spettacolo, alpi

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