Lo scorso mese di dicembre è stato pubblicato il consueto numero di GdoWeek, un giornale specializzato del mondo della vendita al dettaglio italiana ed estera in cui segnala Nova Coop TopStore 2024.
Nelle prime pagine vengono raccontate infatti le ristrutturazioni di due negozi di Nova Coop, il rinnovato Superstore Coop di Tradate e l’Ipercoop di Beinasco, primo esempio di applicazione del nuovo format Iper. Prima di arrivare a parlare della pubblicazione ripercorriamo la nascita di questi due concept di retail store ed in particolare di come nasce un format.
Ci sono i numeri alla base della consapevo lezza che la modalità di risposta ai bisogni dei propri clienti non è più adeguata. Tra questi, la redditività al metro quadro di un negozio, ovvero quanto fatturato produce per unità di superficie oppure l’efficienza legata ai costi, ovvero quanti costi sono necessari per sviluppare un’unità di profitto. A questi si affiancano concetti come una bassa efficienza energetica, la non ottimale gestione degli spazi e dei percorsi di caricamento e tanto altro. La motivazione principale per cambiare rimane andare incontro ai nuovi bisogni dei clienti.
Dopo una prima fase di brainstorming, si parte dallo studio e dall’analisi dei dati. Analisi attiva tramite strumenti come questionari, focus group o interviste, oppure ascolto passivo attraverso l’analisi dei reclami ricevuti, delle segnalazioni al Filo Diretto, delle recensioni Google sulla scheda negozio. Tutto questo per cercare di capire le necessità dei clienti in quel particolare territorio e cosa poter introdurre, a livello di novità, servizi e prodotti fino a quel momento non presenti.
Il processo creativo
Individuati i bisogni strategici il team designato a sviluppare il format, comincia il vero e proprio lavoro creativo attraverso le leve a disposizione che vanno dall’assortimento, al layout (la disposizione spaziale della merceologia e delle famiglie di prodotto per orientare meglio il cliente all’interno della struttura), al display (ovvero come vengono messi i prodotti a scaffale per rendere più facile ed intuitiva la lettura dello stesso dal cliente), ai prezzi, alla tecnologia di punto vendita, alla cartellonistica e le indicazioni, alla teatralizzazione ed ambientazione degli spazi.
Parallelamente si lavora a tutti gli aspetti tecnici, come progettazione dei banchi, attrezzature necessarie, scaffalature eventuali opere murarie, pavimentazioni ecc. e tutti i relativi ordini e appalti.A queste fasi segue la realizzazione e la partenza di un vero e proprio cantiere, a volte condotto a negozio aperto, se le condizioni di sicurezza lo permettono, altrimenti a negozio chiuso, durante il quale si susseguono diversi stadi lavorativi nelle varie zone del negozio. Questi danno vita, man mano, ad un cambiamento che fino a poco tempo prima era solo stato immaginato. Le lavorazioni si spostano di reparto in reparto con un susseguirsi di chiusure e riaperture, fino al giorno dell’inaugurazione e apertura al pubblico.
L’importanza delle persone
Torniamo al retail TopStore 2024 dove si parla di Tradate e Beinasco, due negozi storici di Nova Coop. Nel primo è stato declinato il format di successo superstore, mentre nel secondo il nuovissimo iper 2024. Ma va ribadito che l’aspetto più importante di una riorganizzazione sono le persone. Lo sono perché sono persone, Soci e clienti, che esprimono i loro bisogni; sono persone quelle che ragionano su come rispondere a questi bisogni, ovvero il team di lavoro e tutti gli specialisti che colla borano con loro; sono persone gli architetti, ingegneri, impiantisti, ditte e specialisti che realizzano i negozi; sono persone le centinaia di dipendenti e supporti che allestiscono, caricano, sistemano ogni particolare fino al giorno dell’apertura; sono persone i dipendenti delle ditte che ci supportano dalle pulizie alla sorveglianza.
Si muove una moltitudine di persone ogni qualvolta nasce un nuovo format, un nuovo negozio, una nuova ristrutturazione. E l’orgoglio sta nel fatto che la sintesi reale del pensiero progettuale, nelle fasi principali e strategiche, sia gestita da persone di Nova Coop o che con Nova Coop hanno una relazione diretta e radicata.
Dunque, a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questi due negozi e alle quali va un sentito grazie, oltre che a tutti coloro che hanno partecipato a ristrutturazioni o nuove aperture negli ultimi anni.
La creazione di un nuovo format rimane un esercizio di assoluta visione, in quanto la durata di uno store dalla sua nascita fino alla data di prima ristrutturazione, oggi si aggira intorno ai 10 anni. Dunque “indovinare” il giusto mix di variabili non solo deve rispondere ai bisogni attuali di Soci e clienti ma deve riuscire, con estrema flessibilità, ad adattarsi ai micro cambiamenti della domanda senza gravare in maniera importante sui costi.
Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.
