Mondo Coop

Vent’anni di Solidal Coop: li festeggiamo con gli sconti!

Prodotti_solidal_2.jpgSi chiamava “Il caffè per la solidarietà” e fu il primo prodotto equosolidale a marchio Coop. Uscì nei negozi in vista del Natale del 1995. Da allora, sono passati vent’anni nel corso dei quali la storia dei prodotti equo-solidali a marchio Coop ha conosciuto una straordinaria crescita, diventando radicata abitudine di consumo per migliaia di famiglie. Così da un pionieristico progetto si è arrivati a costruire un’intera linea “Solidal Coop”, che oggi conta ben 41 referenze e che ha venduto per 32 milioni di euro nel corso del 2014 (per dare un’idea, nel 2003 le vendite di questo comparto erano sui 3 milioni e dunque sono cresciute di 10 volte).

Dunque ora si festeggia un compleanno e per l’occasione, il Caffè 100% arabica Nicaragua Solidal, viene riproposto da Coop in una confezione speciale, in stile vintage, piena di colori che evocano proprio il paese centroamericano da cui arriva questa preziosa materia prima.

Dunque, per tutti i soci e clienti Coop l’invito è a partecipare attivamente a questo ventesimo compleanno, proprio comprando prodotti Solidal Coop che saranno proposti con speciali offerte nel corso del mese di ottobre (negli Ipercoop nella prima parte del mese di ottobre e nella seconda parte del mese nei supermercati) in coincidenza con la campagna nazionale di promozione dei prodotti Fairtrade.

Se il caffè è stato il primo, pian piano si sono aggiunti il , il pallone da calcio (ricordate lo scandalo dei palloni cuciti dai bambini?), e via via diversi tipi di cioccolato, gli ananas, le banane, diversi succhi di frutta, biscotti, zucchero, sino ad arrivare ad alcuni prodotti tessili, alle rose solidal del Kenya e all’avere la quasi intera linea del tè Coop a marchio Solidal.

Per chi ancora avesse bisogno di un ripasso, ricordiamo che prodotti del commercio equo, significa che vengono da produttori di paesi emergenti che, sfuggendo alle impietose leggi della speculazione di mercato, si vedono riconosciuto e garantito nel tempo un prezzo equo per il loro raccolto, in modo da garantire a queste comunità crescita economica stabile ma anche forme di tutela sociale e ambientale. Questo perché spesso, i contratti che vengono siglati, prevedono interventi come la costruzione di scuole o centri educativi, di strutture sanitarie, o di infrastrutture che migliorino la capacità produttiva in una logica di sostenibilità e rispetto dell’ecosistema.

Così, chi acquista questi prodotti, contribuisce a ridurre e combattere gli squilibri che l’economia mondiale continua purtroppo a produrre. Ma acquistare prodotti Solidal Coop non è solo un generico gesto di buona volontà. Perché parliamo ovviamente di prodotti che sono certificati da un’organizzazione internazionale come Fairtrade, per garantire il rispetto di accordi, standard e tutele. Fairtrade a livello mondiale è il più importante marchio etico e garantisce un fatturato ormai vicino ai 6 miliardi di euro, coinvolgendo 1 milione e mezzo di produttori in 74 paesi diversi

Dunque un qualcosa di importante sul piano economico che, pur essendoci paesi dove la diffusione dei prodotti equosolidali ha livelli molto più alti (come Svizzera, Francia, Germania e Gran Bretagna), anche in Italia incontra sempre maggior gradimento. Questo anche perché i prodotti di cui stiamo parlando, e quelli Solidal Coop in particolare, sono buoni e di qualità. Una sfida inevitabile dato che il consumatore era portato inevitabilmente a fare confronti con quel che era abituato a utilizzare, per cui già da tempo la crescita dei prodotti equo-solidali si è fondata sul garantire standard qualitativi di assoluto livello.

Coop, come spiegato, ha progressivamente ampliato la sua gamma, con uno sforzo importante ed apprezzato dai soci. “Sostenere il commercio equo, per noi che siamo cooperative, è una scelta coerente e naturale – spiega Vladimiro Adelmi che per Coop Italia è responsabile di questa linea -. Ed è importante che si comprenda sempre più, anche di fronte alla crisi di questi anni, che favorire un commercio trasparente, fondato sul rispetto delle regole e dei diritti è importante non solo per i produttori che vivono nei paesi in via di sviluppo, ma anche per noi, perché appunto stimola una logica economica, e quindi una concorrenza, fondata su presupposti che non siano solo quelli dello sfruttamento e della speculazione”.

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