Mondo Coop

Una buona spesa giusta per tutti

Tre persone raccolgono verdure a foglia per una buona spesa; uno inscatola i prodotti, un altro spinge una carriola attraverso il campo.

Una buona spesa? E’ quella che combatte lo sfruttamento. “Fatela dove volete, purché sia buona per tutti”, recitava infatti l’annuncio diffuso da Coop dopo la tragedia di Satnam Singh, il bracciante indiano che il datore di lavoro ha abbandonato con un braccio mozzato senza chiamare i soccorsi. Un appello nato perché per combattere un sistema che sfrutta e uccide le persone in nome del profitto a tutti i costi e di prezzi stracciati è necessario che agiscano insieme diversi attori: dalle istituzioni ai produttori, passando per la distribuzione fino ai consumatori. 

Una buona spesa è consapevole

L’invito a fare una spesa consapevole significa assicurarci, quando compriamo un prodotto della terra, che sia coltivato senza calpestare i diritti di chi lavora. Sui prodotti a marchio Coop, questa garanzia è il frutto di un percorso iniziato nel 1998, quando Coop ha ottenuto la certificazione in base allo Standard Etico SA8000, prima azienda in Italia e in Europa e ottava nel mondo. Ancora fino a un anno fa, nessun’altra insegna della grande distribuzione italiana aveva aderito alla SA8000.

In conformità a questa certificazione volontaria, Coop chiede ai fornitori del prodotto a proprio marchio di sottoscrivere un codice di comportamento etico che contempla impegni su molti aspetti: i diritti dei lavoratori, il lavoro infantile e minorile, il lavoro coatto, il divieto di ogni forma di discriminazione (di sesso, razza e religione), la tutela della salute e la sicurezza, le condizioni dell’ambiente lavorativo, la libertà di associazione, la retribuzione e l’orario di lavoro. Il rispetto degli accordi, aggiuntivi a quelli di legge, è verificato con ispezioni periodiche che, in caso di gravi infrazioni, possono portare all’esclusione del fornitore.

Una buona spesa è giusta

Nel 2014 la norma si è evoluta divenendo ancora più stringente: Coop si è adeguata e nel 2016 ha deciso di impegnarsi anche sull’ortofrutta non a proprio marchio che mette in vendita, varando la campagna Buoni e giusti. Tra le varie azioni, si è puntato a promuovere e incentivare l’adesione da parte delle imprese fornitrici alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Nel settore dell’ortofrutta, a fine 2023, circa 8% delle aziende agricole fornitrici di Coop risultava iscritta (la media nazionale era inferiore al 3% nel 2023); nella filiera del pomodoro da industria il dato per quanto riguarda le imprese legate a Coop sale a oltre il 50%.

La direzione Qualità di Coop Italia ha il compito di presidiare i percorsi di filiera sia sul versante etico che produttivo: dal 1998 a oggi sono state svolte circa 2.500 ispezioni etiche per prevenire e impostare azioni di miglioramento, andando a verificare soprattutto le filiere più critiche. Dal 2015 sono state sospese per le gravi problematiche rilevate 4 aziende e, in caso di non conformità non critiche, è stato sempre richiesto un piano di miglioramento che è stato seguito nel tempo.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

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