Mondo Coop

Ricominciare dopo l’alluvione. Con Coop

due dipendenti Coop al lavoro per l'alluvione

Una manciata di chilometri dietro le spiagge tirate a lucido, pronte ad accogliere e coccolare i turisti, c’è la Romagna da ricostruire. La conta dei danni, per miliardi, dell’alluvione di metà maggio in Emilia-Romagna e parte delle Marche è ancora in corso, insieme alla stima dei tempi di un ritorno alla normalità tutt’altro che semplice. Ma la macchina della solidarietà corre veloce. 

A metà giugno Coop aveva già raccolto oltre 515 mila euro: 345 mila euro di donazioni alle casse, a cui vanno sommati circa 170 mila euro che sono arrivati direttamente sul conto corrente solidale aperto subito dopo l’alluvione. Una cifra che, sommata al milione di euro stanziato dalle Cooperative di consumatori in piena emergenza, servirà ora a opere di ricostruzione concordate con le autorità locali. Mentre i dipendenti Coop di tutta Italia sono impegnati in una gara di solidarietà per donare ore di permesso ai lavoratori più colpiti dalla catastrofe ambientale. 

Già, i dipendenti Coop, sommersi dall’acqua in casa e nei luoghi di lavoro: esondazioni e frane hanno devastato un’area dove le Cooperative di consumatori sono particolarmente presenti e l’alluvione ha travolto anche il tessuto dei negozi – essenziali per la comunità – insieme alla vita dei soci e dei lavoratori dei punti vendita. 

Onda di fango all’ipercoop «Mercoledì 17 maggio – racconta Cristina Foscoli, direttrice dell’ipercoop Centro il Globo di Lugo, nel Ravennate – siamo stati costretti a chiudere il punto vendita per mancanza di personale perché i colleghi avevano le case allagate o erano nei centri di raccolta, oppure impossibilitati a uscire di casa. Giovedì mattina alle 9 l’acqua era arrivata nel pieno centro di Lugo, a poca distanza da noi. A quel punto abbiamo dovuto chiudere subito per mettere in sicurezza i lavoratori e alcuni clienti».  Giusto in tempo prima che un fiume torbido e fangoso tracimasse all’interno del parcheggio sotterraneo, sommergendo gli impianti. 

«Nei giorni di chiusura – continua Cristina Foscoli – l’iper di Lugo si è messo a disposizione della Croce Rossa per aiutare le persone collocate nei centri di assistenza, donando i beni alimentari di cui avevano bisogno». Nel frattempo, nel supermercato di Ravenna Teodora si producevano pasti caldi per gli sfollati e a Forlì i negozi Coop, fra i pochissimi aperti, hanno dato un servizio importante a soci e clienti per reperire beni di prima necessità.  

Già dal 17 maggio erano stati chiusi per le conseguenze dell’alluvione l’ipercoop di Cesena (il più devastato) e i supermercati di Faenza, Conselice e Russi, nel Ravennate, e Saffi a Bologna. Subito dopo si è resa necessaria la chiusura di altri negozi nel territorio romagnolo: oltre all’ipercoop di Lugo, l’extracoop Esp di Ravenna e i supermercati di Alfonsine, Massalombarda e Lavezzola. Mentre più vicino a Bologna le esondazioni avevano toccato anche i punti vendita Coop di Monteveglio, Riolo Terme e Bagnara di Romagna; a Vado, Loiano e Monghidoro le frane hanno impedito ai mezzi più grandi di raggiungere e rifornire i negozi. 

Arrivano i nostri Intanto, per soccorrere la popolazione, Unicoop Firenze aveva inviato un camion di aiuti in prodotti di prima necessità, arrivato al punto vendita Coop di Conselice, in provincia di Ravenna, domenica 21 maggio. E, fino al 30 giugno, Coop aveva deciso di azzerare i costi di consegna della spesa a domicilio nei territori di Forlì, Cesena e Ravenna.

A fine maggio la maggior parte dei negozi aveva già riaperto, anche se in molti casi con personale ridotto a causa delle difficoltà che hanno colpito i lavoratori. Chi ha potuto ha anche dato una mano agli altri. È il caso di Silvia Palmirani, dipendente Coop che ha preso un giorno di ferie per andare a Sant’Agata Bolognese da volontaria: «Appena abbiamo messo piede in paese, per 30 secondi siamo rimasti senza fiato – racconta – Il nostro cervello non riusciva a capire come fosse possibile che ci fosse tutto quel fango, ovunque. Una voce dentro di me ripeteva: “Silvia, come facciamo?”. Poi la me stessa razionale ha ripreso il controllo. Mi sono rivolta agli altri e abbiamo iniziato a coordinarci: due vanno a spalare di qua, due in quella casa, altri due lì in fondo. Abbiamo lavorato per tutto il giorno». 

Tag: Coop, solidarietà, alluvione

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