Mondo Coop

Pomodoro, così Coop impedisce lo sfruttamento

Il pomodoro da trasformazione è una filiera molto importante, che Coop segue con particolare attenzione. Il settore agroalimentare viene infatti presidiato con un approccio di “filiera” e cioè controllando i passaggi dal campo alla tavola dei consumatori, con una gestione basata sull’analisi del rischio e sulle segnalazioni, anche scarse. Per le filiere particolarmente a rischio, Coop coinvolge nei controlli anche le aziende agricole, attraverso un monitoraggio specifico. In caso di non conformità al Codice di condotta etico, viene richiesto un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, si arriva anche a escludere i fornitori e i subfornitori coinvolti.

Questi controlli, oltre ad analisi di contesto preliminari (che comprendono contatti con interlocutori esterni quali Ong, giornalisti, soggetti impegnati sul fronte della legalità), consistono in ispezioni eseguite con tecniche particolari e auditor specializzati, e prevedono, oltre alle verifiche formali sulla documentazione contrattuale e amministrativa, interviste anonime ai lavoratori. Per le conserve di pomodoro, in particolare, vengono usati solo pomodori italiani e da oltre 15 anni, oltre al lavoro preventivo che viene sistematicamente messo in campo dagli stessi fornitori (con le loro verifiche e la sensibilizzazione di tutta la filiera).

Anche quest’anno quindi, come tutti gli anni dal 2005, sono state effettuate verifiche in tutte le zone di produzione per il prodotto a marchio Coop (nel Sud e Nord Italia), controllando tutti i fornitori ed effettuando audit fino alle aziende agricole del pomodoro  (77). Le regioni interessate sono state Puglia, Campania, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio e nello specifico le province di Foggia, Lecce, Taranto, Brindisi, Salerno, Caserta, Ferrara, Piacenza, Ravenna, Viterbo e Livorno.

Secondo Coop, continua a migliorare costantemente la consapevolezza e la gestione della sicurezza dei lavoratori: vengono infatti registrati buoni risultati anche per quanto riguarda le tematiche previste dal codice etico e nella norma SA8000 (no a lavoro forzato e obbligato, al lavoro minorile, alle discriminazioni di qualsiasi tipo, e sì al rispetto di contratti, retribuzioni, orari di lavoro eccetera). Non sono state rilevate non conformità critiche nemmeno da quanto emerso dalle interviste anonime ai lavoratori. Tutte le aree di miglioramento rilevate, comunque, verranno condivise con le aziende, concordando come mettere in pratica piani mirati. 

Inoltre cresce, sebbene lentamente, l’adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità da parte delle aziende agricole della filiera.

Infine, contestualmente all’attività sul pomodoro da industria, anche quest’anno Coop ha verificato tutti i fornitori di pomodoro fresco per la passata, effettuando audit nelle aziende agricole  di Puglia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Anche in queste è stata rilevata una buona gestione su salute e sicurezza, paghe. Dalle interviste risultano inoltre ambiente lavorativo e clima aziendale buoni.

Tag: caporalato, legalità, pomodoro, controlli

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;