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Olio Coop, così vigiliamo sulla filiera

Olio Coop, così vigiliamo sulla filiera

Sono una grande consumatrice di olio d’oliva. Apprezzo quello extra vergine a marchio Coop, ma vorrei sapere quali controlli effettuate per evitare sofisticazioni che so essere possibili su questo tipo di prodotti?
Bruna Montorsi – Piacenza

Risponde Claudio Mazzini
responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia:

Partiamo da una notizia. L’olio d’oliva a marchio Coop ha da pochi giorni ottenuto il Premio Italia a Tavola 2011 dal Movimento della difesa del cittadino e Legambiente. Si tratta di un riconoscimento che, oltre alle caratteristiche qualitative, premia il controllo dell’intera filiera garantito da Coop, a partire dalle aziende agricole e dai frantoi fino al confezionamento. Questo consente di offrire al consumatore prodotti con caratteristiche superiori di sapore e sicurezza.
Fin dal 2001 Coop applica uno specifico disciplinare per l’olio extra vergine di oliva che definisce le procedure, la documentazione ed i controlli necessari per la produzione. L’attività viene rivolta sia ai fornitori che ai sub fornitori; in particolare i frantoi utilizzati vengono ispezionati nelle diverse fasi del processo produttivo. Vengono controllate le caratteristiche igienico sanitarie degli impianti di lavorazione, la rintracciabilità, le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche.
Per quanto concerne la tracciabilità Coop è sempre in grado di verificare il ricevimento e la lavorazione delle olive, come anche i controlli riguardano i trasporti ed i magazzini.
Per garantire tutto questo inoltre vengono effettuate analisi presso laboratori altamente qualificati verificando indicatori merceologici, indicatori della conservazione e della genuinità. Si tratta di un controllo che costa oltre 50mila euro l’anno ma che permette di dare garanzie nei confronti dei consumatori.
Tra le varie analisi che vengono effettuate è molto importante ricordare quella degli alchil esteri (composti che si formano in seguito a fenomeni fermentativi e degradativi di olive di scarsa qualità, che comportano la produzione di alcol metilico ed etilico).
Da circa due anni, quindi in largo anticipo rispetto alle disposizioni di legge, il disciplinare Coop prevede dei limiti massimi di questi alchil esteri pari a 70 milligrammi per l’olio “mediterraneo” e 40 milligrammi per i prodotti “italiani”. Si tratta di limiti più restrittivi rispetto alla normativa entrata in vigore proprio a gennaio 2011.
Anche su altri parametri il disciplinare Coop fissa limiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge: ad esempio l’acidità massima è 0,5% contro lo 0,8% previsto per legge, ma anche per i perossidi o le cere i parametri son decisamente più restrittivi.
Questo insieme di controlli impedisce (o rende estremamente difficili) le sofisticazioni. Le “filiere controllate Coop” permettono quindi di conoscere la storia del prodotto fin dalla nascita e di seguirlo lungo tutto il ciclo di vita; tale sistema ci permette di proporre ai nostri consumatori prodotti con le maggiori garanzie possibili in termini di genuinità e sicurezza.

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