Mondo Coop

Noi soci Coop, colibrì per il futuro delle comunità

Immagine della Consulta dei soci Coop, intervento del presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive

C’ è chi ha immaginato una app che, come Tinder, aiuti i soci Coop a rompere l’isolamento, incontrarsi, trovare nuove amicizie e – perché no? – magari l’amore della vita. Chi è tornato a casa deciso a creare, in un piccolissimo negozio di provincia, uno spazio per prendere e donare libri gratis, con cartelli anche in lingua straniera per i tanti nuovi abitanti della zona. Chi vuol tenere nel proprio supermercato appuntamenti in cui i più giovani insegnino agli anziani a destreggiarsi con Spid, cellulare e altre attività digitali. Chi si è detto convinto che Coop debba portare sugli scaffali i nuovi cibi come la carne coltivata e le confezioni commestibili. Tutti insieme hanno generato una miriade di “Idee per la Coop del futuro”, come indicava il titolo della Consulta nazionale dei soci Coop, l’appuntamento che il 7 e 8 novembre ha portato a San Vincenzo, in provincia di Livorno, i rappresentanti di oltre 6,4 milioni di consumatori italiani: i proprietari della Coop.
Idee, spunti, suggestioni, anche qualche sogno, frutto dell’incontro di centinaia di donne e uomini provenienti da tutta Italia, diversi per età, competenze, storie lavorative e bagaglio personale, accomunati da un’intenzione: essere come il colibrì della fiaba africana che, portando nel becco una goccia d’acqua, aiuta a spegnere l’incendio nella foresta. E riaffermare così che ciascun socio, unito a tanti altri, può fare la propria parte per ridurre le disuguaglianze e migliorare la vita di tutti, tenendo insieme impresa e comunità, mercato e diritti, efficienza e solidarietà.

Il benessere è di tutti i Soci Coop

Il colibrì era appunto il simbolo della due giorni, che ha visto confrontarsi rappresentanti volontari dei soci, giovani lavoratrici e lavoratori dei negozi e delle sedi, dirigenti e presidenti delle Coop di consumatori, ai quali nella giornata di apertura si sono uniti esperti e ospiti esterni chiamati ad arricchire e alimentare il dibattito: il segretario generale di Euricse Gianluca Salvatori, il professore di Marketing, Innovazione e Sostenibilità dell’Università Roma Tre Carlo Alberto Pratesi in dialogo con la giovane reporter e autrice Silvia Lazzaris, il professore del Politecnico di Milano Ezio Manzini e la Ceo di Collaboriamo Marta Mainieri, l’associata di Psicologia sociale all’Università Milano Bicocca e presidente della Fondazione Ossicini, Elisabetta Camussi.
Camussi ha chiuso il round di interventi della mattinata e ha scaldato la platea citando una ricerca pubblicata quest’anno sulla rivista Nature Mental Healt: «In un contesto di forti disuguaglianze, non sta male solo chi è svantaggiato, ma anche chi è avvantaggiato. Perché chi sta meglio non necessariamente è disinteressato agli altri, può subire un effetto di sofferenza empatica o comunque di ansia legata alla paura di perdere i propri privilegi e ritrovarsi in una posizione di svantaggio. Emozioni, queste, che inducono un’attivazione eccessiva del cortisolo e hanno conseguenze neuropsicologiche sul nostro cervello, sulla sua forma e su come si sviluppa, soprattutto nella fase evolutiva. Dunque, la scienza ci dice che il benessere individuale non si protegge se non in relazione al benessere collettivo».

Molto più di una rete di negozi

Nel pomeriggio i lavori si sono sviluppati su cinque filoni chiave per altrettanti gruppi tematici: la sostenibilità, il cibo, i nuovi modelli di partecipazione, il benessere individuale e collettivo, la sfida digitale. I temi alla base del confronto tra i gruppi erano il frutto di un’indagine sulle priorità per il futuro condotta da Euricse tra i soci attivi delle Cooperative: «La Coop – ha sintetizzato il segretario generale Salvatori – è vista come qualcosa in più di un’impresa commerciale: è considerata un’infrastruttura sociale di comunità, sostenuta da visione etica e valoriale ma anche da una solida capacità imprenditoriale. Questa combinazione è il suo punto di forza».
Gomito a gomito, a interrogarsi sulle priorità e come dare loro sviluppi concreti, si sono trovati a dibattere i soci della Lombardia e quelli della Romagna, chi arrivava dal Friuli, chi dalla Puglia, chi dal Piemonte, da Bologna, dalla Liguria e dai paesini della Toscana o dalle valli del Trentino. In un clima, come è stato osservato alla fine della due giorni, fertile, di confronto aperto, entusiasmo e partecipazione.
Quali indicazioni sono arrivate? In plenaria, ciascun gruppo ha restituito una sintesi dei lavori, approdando a proposte per molti versi simili anche partendo da punti diversi: un ricchissimo “serbatoio” a cui si potrà attingere nei prossimi mesi e anni per sviluppare le attività di Coop.
Ad esempio, sul versante sia della sostenibilità che della partecipazione e del benessere individuale e collettivo, il bisogno di punti vendita che siano veri “hub” di comunità, cioè insieme spazi civici e sportelli sociali: luoghi di aggregazione a servizio del territorio dove si ascolta, si dialoga, si impara, si partecipa, si risolvono problemi, capaci di accogliere le persone ed erogare anche servizi di welfare. Oppure l’importanza di rendere più chiari, visibili e centrali i valori di Coop, e di sfruttare app e web per rafforzare il dialogo e intercettare i più giovani, il mondo della scuola e dell’associazionismo.
O ancora, l’approdo a una nuova sostenibilità accessibile, con un giusto prezzo dei prodotti che sappia unire equità economica e tutela del potere d’acquisto, valorizzazione del lavoro e rispetto dell’ambiente, puntando con forza sulla riduzione degli imballaggi e il ricorso alle energie rinnovabili.

Il coraggio di innovare

Sui temi del cibo, è stato il coraggio di innovare la richiesta chiave arrivata dai soci, per generare una nuova efficienza che abbia ricadute positive sui prezzi e su tutta la filiera produttiva. In ogni passaggio: dalla scelta delle tecnologie di produzione all’avanguardia fino ad arrivare alle etichette parlanti e agli imballaggi commestibili. Anche la sfida del digitale era il tema di uno dei tavoli di lavoro, ma in realtà questo argomento è stato uno dei più trasversali. L’innovazione in cui siamo già immersi come cittadini e consumatori, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, è un tema ineludibile, da governare con consapevolezza, in modo cooperativo e con un forte presidio etico, coerente con i valori di Coop, per generare vantaggi reali e semplificare la relazione con i soci e l’esperienza dei consumatori.
Non tutto potrà trovare un’applicazione facile o immediata, ma un’indicazione è chiara, ha sottolineato il presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive nelle conclusioni: «In un mondo dove l’individualismo sembra irrefrenabile, i punti vendita devono essere luoghi gentili, aperti, disponibili al confronto, all’accoglienza, ad attivare una nuova rete nelle comunità di cui si sente davvero la necessità. E di fronte alle grandi sfide e alle difficoltà odierne Coop vuole rilanciare, non arretrare nei territori e nel mercato. Oggi più che mai c’è bisogno di cooperatori e cooperazione, di un nuovo protagonismo, e di un sistema di imprese che crei ricchezza per poterla redistribuire ai consumatori, ai lavoratori e alle comunità».

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

Tag: Sostenibilità, partecipazione, soci Coop

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;