Mondo Coop

Intervista a Maurizio Zucchi: “Per Coop la parola d’ordine è cautela”

"Per Coop la parola d'ordine è cautela"
Intervista a Maurizio Zucchi, direttore qualità di Coop Italia

"Un’adeguata alimentazione e un corretto stile di vita sono fondamentali per migliorare e soprattutto prolungare la qualità della vita. Non bisogna cadere nella falsa illusione che esistano rimedi miracolosi che possano riequilibrare gli effetti negativi di uno stile di vita sregolato. In generale il mondo scientifico guarda con estrema prudenza prodotti arricchiti o privati di macro e micronutrienti che vantano proprietà positive per il consumatore. Tuttavia, Coop riconosce l’utilità degli integratori alimentari in particolari condizioni di carenza (non ascrivibile a quadri patologici) e per limitati periodi di tempo o di alimenti funzionali che possono apportare un effettivo beneficio alla salute".
A parlare è Maurizio Zucchi, direttore qualità di Coop Italia, cui abbiamo chiesto di spiegare come Coop, per l’appunto, affronta le novità legate al rapporto tra alimentazione e salute.
"Per la progettazione di prodotti a marchio Coop, arricchiti o privati di nutrienti – spiega Zucchi – deve essere, di volta in volta, effettuata preventivamente una indagine approfondita sulla validità scientifica della proposta. Per quanto riguarda invece i prodotti arricchiti di vitamine la politica sui prodotti a marchio Coop stabilisce quanto segue: il ruolo positivo delle vitamine per l’organismo è innegabile, e, in alcuni stadi della vita, la loro integrazione è addirittura essenziale. Tuttavia, la loro aggiunta indiscriminata può arrecare problemi di accumulo o di interferenze nell’assorbimento ancora da studiare, sulle quali il mondo scientifico è scettico o contrario. Inoltre, le diverse modalità tecnologiche di dosaggio nel processo produttivo non sempre garantiscono l’omogeneità dei valori dichiarati in etichetta e la stabilità degli stessi per tutta la shelf life dei prodotti".
"Visto anche il quadro normativo – prosegue Zucchi – che stabilisce come requisiti per l’aggiunta di vitamine gli stati carenziali accertati nella popolazione (o in gruppi specifici di popolazione) ed i benefici che le vitamine stesse apporterebbero allo stato nutrizionale della popolazione (o a gruppi specifici della stessa), riteniamo utile adottare politiche di estrema cautela nel percorrere la strada dell’aggiunta di vitamine. Esse, infatti, non si devono sostituire né alle buone pratiche di produzione né alla corretta alimentazione. Meno problematica dal punto di vista nutrizionale è l’ipotesi del reintegro, strada già intrapresa sulle bevande Coop alla frutta".
"Complessivamente – conclude Zucchi – con il boom dei functional foods e dei più disparati integratori, il mercato risulta ricco di alimenti che vantano proprietà benefiche, a volte in maniera equivoca o non supportata da sufficienti elementi scientifici. Da qui nasce l’intervento della Commissione Europea e di Efsa, volto appunto a ‘fare ordine’ tra la moltitudine di prodotti e di claims. Con il progressivo recepimento da parte della Commissione Europea dei pareri emessi da Efsa, viene ulteriormente rafforzata l’esigenza di supportare quanto dichiarato in etichetta con specifici studi e di documentare scientificamente gli effetti salutistici vantati. E questo è a totale vantaggio dei consumatori".   

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