Mondo Coop

Dalla torrefazione al pane, i progetti Coop con detenuti

«Penso che il lavoro e il rispetto dei diritti – scriveCarlo Barbieri nel suo libro “Al di là delle sbarre, al di qua del muro” – possano essere il veicolo più adeguato a raggiungere il duplice obiettivo della riabilitazione e della riduzione della recidiva». Purtroppo, secondo l’associazione Antigone, sono pochi i detenuti avviati al lavoro. Il 30% è alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e in sostanza lavora all’interno del carcere. Poi ci sono i detenuti che riescono a usufruire dell’articolo 21 della legge sull’ordinamento penitenziario che consente di uscire dal carcere, recarsi sul luogo di lavoro, svolgerlo ricevendo un salario e rientrare la sera in carcere. Pur essendo la modalità più adeguata alla riabilitazione, viene svolta solo dal 4% dei detenuti.

Tra le imprese che offrono lavoro ai reclusi ci sono le cooperative di consumatori. È il caso della piemontese Nova Coop che, con la Cooperativa Pausa Café, ha supportato la nascita di torrefazioni nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, per consentire ai detenuti di iniziare un percorso lavorativo remunerato. E ancora: nel 2012 nel carcere di Alessandria inizia la produzione artigianale di pane e grissini di qualità. Il 90% circa di questi prodotti viene venduto nei punti vendita di Nova Coop. Dal 2013 il pane viene anche venduto nei negozi di Coop Lombardia e più recentemente anche in Coop Liguria. Nel 2021 parte il progetto “Farina, pane e grissini per la pace”, prodotti con grano ucraino sempre nel carcere di Alessandria e in seguito venduti da Nova Coop.

Coop Liguria invece sostiene il progetto Sc’art acquistando borse e altri manufatti prodotti con materiali di scarto dalle detenute nel carcere femminile di Genova Pontedecimo e da due laboratori esterni dove lavorano principalmente ex detenute. Commercializza inoltre pane prodotto nel carcere di Marassi e, sempre a Marassi, Coop Liguria è tra i sostenitori del Teatro dell’Arca, prima compagnia teatrale costituita all’interno di un penitenziario.

Nasce dalla collaborazione tra la Croce Rossa di Milano e la Casa circondariale San Vittore il progetto San Vittore Cook’In Heart: l’iniziativa solidale che coinvolgerà alcune detenute nella preparazione e consegna di pasti caldi da offrire alle persone senza dimora nelle zone periferiche del Comune di Milano. Tra i sostenitori del progetto c’è Coop Lombardia, che dona le materie prime necessarie alla preparazione dei pasti.

Coop Alleanza 3.0  ha attivato invece una partnership con “Sapori di libertà”, che coinvolge persone detenute nel carcere di Mantova per produrre un pane artigianale venduto poi alle mense scolastiche, aziendali e comunitarie del territorio.

Tag: Coop, lavoro, carcere, riabilitazione

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