Mondo Coop

Cosa c’è dietro ai mieli Coop: le garanzie del prodotto a marchio

Quanti sono i mieli Coop? Tanti, tutti buoni nella loro diversità, tutti garantiti. «Il miele col nostro marchio è il più venduto nei nostri punti vendita, anche rispetto a marchi storici e molto noti», spiega Corrado Benazzi di Coop Italia. Che continua: “Per questo abbiamo deciso di offrire mieli di alta qualità esattamente come vengono prodotti dalle api: ovvero, liquidi oppure cristallizzati, nel loro stato naturale, per soddisfare tutte le esigenze di consumo». Già perché il miele è uno dei prodotti più naturali che ci siano, e per questo è anche uno dei più fragili e preziosi.
I mieli naturalmente liquidi sono quelli di acacia, di castagno e di bosco: «Effettivamente molti credono che i mieli liquidi siano mieli più lavorati, ma non è affatto così! Queste tipologie, cioè acacia, castagno e bosco, vengono filtrate  e basta, ma non vengono sottoposte a nessun trattamento termico o peggio ancora chimico che ne comprometterebbe le proprietà». Ovviamente anche gli altri mieli Coop, dall’aspetto cristallizzato, sono del tutto naturali, al massimo omogenizzati per renderli spalmabili o più cremosi. Conosciamoli meglio.

Il millefiori è un classico: esiste in due versioni, da 500 grammi e da 1 chilo, perchè è perfetto per svariati usi in cucina e può anche essere usato come dolcificante nel tè, nel caffè, nei dolci.  «Il miele millefiori da 500 grammi è 100% italiano, quello da un chilo invece è estero, anche per tenere più basso il prezzo».

Il miele d’acacia è il miele più amato in cucina per il suo sapore neutro. Ed era anche uno dei mieli più diffusi in Italia. «Purtroppo a causa dei cambiamenti climatici e anche per la moria di api dovuta all’utilizzo in agricoltura dei neonicotinoidi, la produzione di questo miele a livello nazionale è molto diminuita. Perciò lo dobbiamo miscelare con miele europeo, dell’est Europa, soprattutto». Si tratta di un miele molto gradito ai più piccoli – proprio per il suo gusto delicato – e perciò esiste anche nella confezione “squeeze”, da spremere.

Tra i mieli biologici della linea Vivi verde, ecco nuovamente il miele d’acacia, di origine europea, e il miele di castagno,  dal gusto tipicamente amarognolo, che potrà ottimamente sostituire lo sciroppo d’acero ad esempio su dei pancakes…  «È con grande fatica che continuiamo a commercializzare questa etichetta… Scarseggia sempre di più. La raccolta diminuisce e ogni anno dobbiamo sperare che duri fino all’anno dopo».

Una grande offerta di mieli di altissima qualità è poi presente nella linea Fior fiore. Che propone tiglio, eucalipto, agrumi e bosco; tutti 100% italiani. «Non riusciamo però – continua Benazzi – a garantire la disponibilità per tutto l’anno di questi prodotti. Il problema è sempre quello delle api e del clima. Se fa troppo freddo, le api non escono e se ci sono gelate improvvise, i fiori possono cadere… Così quest’anno sono già esauriti il miele di bosco e quello di tiglio. Coop per scelta interrompe la vendita perchè i nostri disciplinari sono molto restrittivi. Sarebbe difficile trovare Altri fornitori in grado di fornire le garanzie che chiediamo come Coop. Speriamo tuttavia che col nuovo raccolto sia possibile trovarli di nuovo sugli scaffali!».

Ma chi produce i mieli Coop?  Al 70% provengono da Conapi, cioè dal Consorzio nazionale apicoltori, l’impresa cooperativa fra apicoltori soci a carattere nazionale più grande d’Italia, e tra le più importanti a livello europeo: 248 aziende, oltre 600 apicoltrici e apicoltori, quasi 100mila alveari in tutta Italia, che conferiscono mediamente 2.500 tonnellate di miele ogni anno. L’altro 30% arriva dalla toscana Apicoltura Casentinese. «Questi mieli sono prodotti già con tutte le garanzie – conclude Benazzi – da queste aziende, leader in Italia, affidabili su tutta la filiera. Noi facciamo altri controlli a campione: col “naso elettronico”, quello che nei nostri laboratori controlla anche l’olio extravergine d’oliva, per intenderci, identifichiamo i pollini e quindi la provenienza del miele. Sostanzialmente un controllo antifrode, anche se, ripeto, i nostri fornitori sono assolutamente affidabili!».

Tag: prodotto a marchio, fior fiore, api, miele, apicoltori, vivi verde

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10 Commenti. Nuovo commento

  • HO comprato nella coop di via marsala a Roma barattolo di miele acacia e non capisco da dove viene il miele, sembra dalla moldavia o da apicultura arezzo? Grazie

    Rispondi
  • Giuseppe Casiello
    27 Gennaio, 2020 4:22 pm

    Il miele di acacia non bio a marchio coop provenienza Ungheria è sicuro sotto il profilo degli eventuali rischi di fitosanitari e altre sostanze estranee?Grazie saluti.

    Rispondi
  • Salve,
    volevo sapere se il miele coop e, se sì quali tipologie in particolare, sia miele non pastorizzato.

    Cordiali Saluti

    Rispondi
  • Daniela Masotti
    8 Gennaio, 2019 12:14 pm

    Buongiorno,
    vorrei sapere se ci sono speranze di rivedere sugli scaffali il miele di BOSCO FIOR FIORE , a mio giudizio il numero 1.
    Attendo fiduciosa.

    Rispondi
    • Ciao Daniela, come certamente sai, non sempre certi mieli sono reperibili tutto l’anno, come è il caso del miele di bosco. Il nostro auspicio è che torni presto sugli scaffali.

      Rispondi
  • Buongiorno, volevo un informazione riguardo al miele millefiori della coop. dato che purtroppo ho sentito che molti mieli industriali vengono prodotti direttamente con i fiori e zucchero vorrei avere la conferma che il vostro è prodotto dalle api visto che in etichetta non si fa menzione di miele d’api e c’è scritto che è ottenuto dal nettare dei fiori…..
    Grazie & Saluti

    M. Re

    Rispondi
  • Gentile sig. Benazzi volevo farle sapere che mi aspetterei di trovare maggior qualità ITALIANA , anche se ,il prezzo non può purtroppo essere per le tasche di tutti, piuttosto di mieli di provenienza europea mescolati o sostituiti ai “nostri”.

    Rispondi
    • Gentile Monica, i mieli italiani a marchio Coop sono la maggioranza e la scelta è amplissima. Coop non fa alcuna mescolanza, nè sostituzioni, come del resto si evince anche dall’articolo. Grazie per averci scritto.

      Rispondi

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