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Coop oltre Kyoto, un premio per l’ambiente

Premio_Coop_Kyoto.jpgDall’inizio del progetto, oltre dieci anni fa, e fino al 2015 compreso, si sono risparmiate attraverso le azioni virtuose dei fornitori, oltre 300mila tonnellate di CO2.

È questo il contributo che Coop dà alla salvaguardia dell’ambiente attraverso una delle sue molteplici iniziative messe in campo allo scopo. Quella di cui parliamo, Coop oltre Kyoto, coinvolge in particolare i fornitori dei prodotti a marchio Coop che nel tempo si sono impegnati a condividere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sanciti dal Protocollo di Kyoto, attraverso azioni per tagliare i consumi energetici.

I produttori vengono valutati e cinque di loro premiati ogni anno. Nel 2016, l’anno dell’accordo globale sul clima, hanno partecipato in 317 con 469 stabilimenti interessati a questo “contest” per l’ambiente, che si è svolto nello spirito positivo della Cop 21 di Parigi.

«Il progetto – spiega Renata Pascarelli, direttore qualità di Coop Italia – che inizialmente era denominato Coop for Kyoto, si è evoluto dal 2005 in Coop oltre Kyoto per rispondere a una visione di sostenibilità che non racchiuda solo la riduzione delle emissioni di CO2, ma abbracci anche altre tematiche quali l’attenzione allo spreco di risorse, l’acqua o le certificazioni ambientali. Nel 2016 abbiamo fatto un ulteriore altro passo avanti affiancando la comunicazione dei fornitori virtuosi con i risultati del progetto Life + Climate-change E-R, di cui la Regione Emilia Romagna è capofila (http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/climatechanger/) e del quale la stessa Coop è partner». Questo perché obiettivo del Life + Climate-change E-R era individuare buone pratiche lungo alcune filiere produttive (carni bovine, ortofrutta, pasta, latte, pomodoro industriale, conserve vegetali industriali, parmigiano reggiano), con conseguente riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti. Insomma, un buon viatico verso Parigi.

I fornitori, italiani e stranieri, sono stati valutati in corso d’anno nei rispettivi settori di appartenenza. Cinque erano i gruppi individuati: grocery alimentari, freschi, non alimentari (comprendente chimica ed extra non alimentare), freschissimi carni e freschissimi ortofrutta.

A tutte le aziende è stato chiesto di misurarsi su temi quali la gestione dell’energia e progetti inerenti, l’acqua, gli imballaggi, la lotta allo spreco di materie prime e prodotti, e altri aspetti ambientali tra cui certificazioni di filiera, rapporti di sostenibilità, compensazioni di emissioni di CO2 ecc. Al termine è stato dato un risultato finale complessivo per fornitore, espresso come percentuale rispetto al totale ottenibile. Come dire, la “pagellina” di ecosostenibilità.

I 5 fornitori più virtuosi, distintisi nel settore di appartenenza, sono risultati nel 2016 i seguenti: nei freschi Cérélia Italia srl con paste fresche ad uso dolciario domestico, nel grocery alimentari Hipp Italia srl con i prodotti alimentari per l’infanzia, nei freschissimi ortofrutta La Linea Verde soc. agr. spa con le verdure di IV gamma, nei non alimentari Ontex BVBA con prodotti a base di cellulosa assorbenti, nei freschissimi carni O.P.A.S. sca con le sue carni suine fresche.

Ma che tendenza si può ricavare dal comportamento di tutte queste… classi? I dati medi mostrano nel complesso una maggiore sensibilità per le tematiche legate allo spreco di materie prime e di prodotti, nonché al risparmio di acqua. Mentre meglio si potrebbe fare, secondo Coop, sul tema degli imballaggi.

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