Mondo Coop

Buon lavoro alla Coop!

Oari e turni non sono sempre facili da conciliare con vita privata e famiglia, il lavoro è impegnativo, a contatto con il pubblico, e magari non a tempo pieno. Chi è occupato nel commercio è alle prese con esigenze e problemi specifici. In risposta a queste sfide, il nuovo contratto nazionale di lavoro firmato tra le organizzazioni sindacali e le imprese della distribuzione cooperativa, come Coop, punta a migliorare le condizioni di lavoro e, in particolare, a fare largo alle pari opportunità e sostenere le donne in ogni fase della loro vita e della loro carriera. Una scelta che, per le cooperative di consumatori, è coerente con i valori e la campagna “Close the gap” per la parità di genere in tutti i contesti.

Il contratto, valido fino al marzo 2027, prevede significativi benefici per tutti i dipendenti: «Come tutti gli accordi – commenta Eufranio Massi, direttore della rivista online “Dottrina per il lavoro” – anche questo ha un capitolo importante che riguarda la parte salariale e, insieme, alcune significative novità sulla parte normativa, a mio parere rilevanti e soprattutto replicabili in altri contratti collettivi».

Più tempo per mamma e papà Per cominciare l’aumento di stipendio è di 240 euro lordi al quarto livello, insieme a un’indennità una tantum di 350 euro, che verrà riparametrata e riproporzionata per tutte le posizioni.

Ma non solo. Il nuovo contratto, in particolare, pone una grande enfasi sulla tutela della dignità e della parità di genere con misure a sostegno della genitorialità, come un incremento dei permessi di paternità e agevolazioni per le neomamme desiderose di trascorrere il primo anno di vita con il figlio.  «Oltre a quello che è già ora previsto dalla legge, per le madri si aggiunge un ulteriore mese di astensione facoltativa al 30% della mensilità lorda, il cui costo è a carico del datore di lavoro», spiega l’esperto.

E per quanto riguarda la paternità? «Le disposizioni individuate, a mio avviso, sono davvero innovative – aggiunge Massi -. Il lavoratore, futuro padre, ha diritto per legge a 10 giorni di congedo obbligatorio da fruire, accanto alla moglie o alla compagna, nel periodo che va dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento di cinque mesi del bambino. Queste giornate sono a totale carico dell’Inps. In Coop il periodo è stato aumentato fino a 20 giorni, fruibili anche in contemporanea con quello della madre lavoratrice: gli ulteriori 10 sono a carico dell’azienda. Questa opportunità riguarda tutti i lavoratori, a prescindere dalla tipologia contrattuale, quindi anche quelli con contratto a termine o apprendistato». Anche per il neopadre, inoltre, è possibile fruire di un mese aggiuntivo di astensione facoltativa dal lavoro, retribuito al 30% direttamente da Coop. 

Un aiuto a chi fugge dalla violenza Previsti anche congedi e facilitazioni per le donne vittime di violenza domestica. «Le lavoratrici già inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere – spiega il dottor Massi – hanno diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo massimo di 90 giorni con un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione. Inoltre, la donna che ha subito abusi e violenze, e che magari si è allontanata dalla città in cui risiede l’abusante, può chiedere il trasferimento in una sede dell’azienda ubicata in un altro Comune».

Nel nuovo contratto Coop vengono introdotte anche nuove norme per agevolare i ricongiungimenti familiari. «Il lavoratore extracomunitario regolarmente in Italia – dice Massi – può ottenere il ricongiungimento familiare con la moglie, i figli, il padre o la madre. In questo caso il nuovo contratto nazionale di lavoro prevede un permesso di 30 giorni, non retribuito, previa ovviamente l’autorizzazione dello sportello unico per l’immigrazione. Altrettanto innovativa – ed è la prima volta di una misura del genere in un contratto di lavoro – è la norma sulla fecondazione assistita: 30 giorni di congedo retribuito per ogni evento di fecondazione, per promuovere azioni positive a sostegno della maternità».

La sicurezza e la salute Un aspetto fondamentale che riguarda i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è poi quello legato alla questione degli appalti e della sicurezza, che per questo viene normato dal contratto. «Purtroppo, in Italia – dice Massi – assistiamo a situazioni in cui gli appalti e i subappalti avvengono con grosso abbattimento del costo del lavoro, a scapito delle retribuzioni e della sicurezza. Qui invece il contratto collettivo prevede un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, con obbligo per le imprese appaltatrici di applicare i rispettivi contratti di categoria sottoscritti dalle federazioni aderenti a Cgil, Cisl e Uil, nonché di comprovare il versamento dei contributi e di rispettare le norme previdenziali e antinfortunistiche».

In fatto di salute, inoltre, le cooperative investiranno ulteriormente nel welfare aziendale, con un aumento del contributo di 36 euro annui per lavoratore destinato al consolidamento e al miglioramento delle prestazioni sanitarie. Sul diritto alla salute è stato riconosciuto un mese di congedo retribuito per i malati oncologici al termine del periodo di comporto, ovvero il tempo massimo di non lavoro dovuto a malattia o infortunio, nel quale il datore di lavoro non può procedere al licenziamento.

Tag: contratto, diritti, lavoro

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