Truffe online che cambiano, per farci cadere nella rete. Siamo tutti i giorni sotto attacco e nessuno può considerarsi al sicuro: le truffe informatiche ci raggiungono nella maniera più subdola, attraverso gli strumenti digitali cui affidiamo la nostra vita lavorativa e privata. Sms, WhatsApp, mail, ogni strada è buona per l’inganno: in Italia nel 2024 la Polizia postale ha registrato 18.714 casi, con un incremento del 15% rispetto al 2023 e un +32% delle somme sottratte. In collaborazione con “L’informatore” e il Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) Toscana, pubblichiamo un elenco delle truffe più comuni.
Le truffe online più comuni
Truffa del Qr code
Si tratta di una truffa detta quishing – da Q(r) e (ph)ishing – perché avviene attraverso un Qr Code, il codice a barre quadrato sempre più diffuso. Se inquadrato da uno smartphone, consente di accedere rapidamente a un contenuto multimediale: spesso è un modo veloce per pagare bollette o altro. E facilmente può essere sfruttato per organizzare una truffa.
Nel “quishing tramite falso postino”, ad esempio, la vittima riceve una busta o un avviso di consegna. La comunicazione può sembrare autentica, perché usa loghi, nomi e formati grafici di enti noti o corrieri famosi. L’avviso invita il destinatario a scansionare un Qr Code per confermare una consegna, pagare eventuali costi di spedizione o tasse doganali, aggiornare i propri dati; invece veniamo collegati a un sito web che può richiedere l’inserimento di nome, indirizzo, codice fiscale, numero di telefono o informazioni bancarie, tutte informazioni che devono restare private. In altri casi, il sito può infettare con un virus che danneggia il telefono o spia le operazioni successive. Nel “quishing tramite falsa compagnia di assicurazioni” la vittima riceve a casa un Qr Code associato alla targa dell’autovettura per pagare la polizza nelle ricevitorie abilitate. In realtà, il Qr Code non contiene i dati dell’agenzia assicurativa, ma quelli del truffatore, che così riceve il denaro, mentre l’utente non ottiene la copertura assicurativa.
Come difendersi
Attenzione ai messaggi o alle sponsorizzazioni sui social network dove falsi operatori assicurativi propongono polizze a un prezzo molto vantaggioso; evitare di scansionare Qr Code presenti su lettere, pacchi o avvisi non richiesti; evitare i pagamenti elettronici tramite Qr Code quando non si è sicuri. Sappiate che esistono app per Qr Code che controllano il link prima di aprirlo.
Truffa del Caf
Consiste in un falso messaggio sms: il mittente è il Caf (Centro assistenza formativa) e il testo recita: «Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici al numero 893, 895 ecc. per comunicazioni che la riguardano». Chiamando quel numero non si entra in contatto con un operatore, ma si rimane in linea per diversi minuti, pagando la chiamata profumatamente.
Come difendersi. Diffidare dei mittenti che appaiono con acronimi generici o imprecisi e della mancanza di riferimenti ufficiali; prestare attenzione agli inviti urgenti a chiamare un prefisso “895, 893, 892” o simili, che sono quasi sempre numeri a pagamento a costi elevati. Verificare direttamente con il Caf tramite canali ufficiali – centralino fisso, e-mail istituzionali o indirizzi certificati – e tenere presente che i veri Caf non inviano sms ambigui, né chiedono di contattare numeri a pagamento.
Truffa dello Spid
Di recente si è registrato un aumento delle truffe che usano il nome dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) per rubare dati personali. Le false comunicazioni invitano a cliccare su un link per aggiornare i propri dati. Si viene reindirizzati a un sito copia di quello ufficiale dell’Inps e viene chiesto di inserire informazioni personali come dati anagrafici, codice fiscale, Iban, copia di documenti, un selfie o un video.
Con il materiale raccolto viene creato un falso Spid, poi usato per attività illecite. Si tratta di un vero e proprio furto di identità: purtroppo il Sistema Spid permette la coesistenza di più identità per lo stesso codice fiscale, se richieste a provider differenti, motivo per cui è difficile accorgersi subito del furto d’identità. Il truffatore può così accedere indisturbato ai portali della pubblica amministrazione, sottrarre crediti fiscali, modificare Iban registrati, ecc.
Come difendersi. È bene sapere che gli sms dell’Inps, relativi agli esiti di lavorazione delle pratiche o ai pagamenti, non contengono mai link cliccabili. Per accedere alle informazioni sulle proprie pratiche e i pagamenti si può usare l’area riservata MyInps, cui si accede esclusivamente tramite autenticazione con le proprie credenziali Spid o Cie.
Truffa Usi
Recentemente è stato riscontrato un aumento degli sms fraudolenti a nome Usi, organizzazione che opera nel campo della diagnostica tradizionale, analisi cliniche, fisioterapia e riabilitazione medica. Questi messaggi sembrano provenire dall’azienda, ma in realtà sono tentativi di truffa. L’utente si vede recapitare un sms dal seguente tenore: «Si prega di contattare i nostri uffici Usi al numero telefonico per una comunicazione che la riguarda».
Il gruppo sanitario però ha laboratori e centri solo nel Lazio e in Toscana e le comunicazioni arrivano unicamente dai numeri 06328681 e 0583495482. Se il messaggio arriva a un utente che non abita in una di queste regioni, dovrebbe già insospettirsi. Inoltre, Usi non ha numerazioni a pagamento (ad es. 899, 199 ecc.). Gli attacchi risultano efficaci perché fanno leva sull’argomento salute, che ci rende tutti vulnerabili.
Come difendersi. Non cliccare mai su link contenuti in messaggi di testo o di posta elettronica e non rispondere ai messaggi che richiedono informazioni personali o finanziarie. Usi non chiede mai queste informazioni tramite sms.
Le regole d’oro per difendersi
- Errori grammaticali o richieste urgenti sono segnali di allarme.
- Diffidate di Url abbreviati o differenti, anche parzialmente, dal dominio ufficiale.
- Non rispondete ai messaggi sospetti e non richiamate.
- Se ricevete un sms sospetto, segnalatelo al fornitore di telefonia mobile e bloccate il mittente.
- Assicuratevi che il software del telefono sia aggiornato all’ultima versione per proteggervi da nuove minacce.
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