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Cultura e tempo libero

L’intervista: Cesare Basile

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Cesare, quali sono i dischi che hai acquistato negli ultimi tempi?
Da qualche anno acquisto soltanto vinili, un formato che mi ha riconciliato con il piacere del “possesso” dei dischi. Quando posso, frequento i mercatini, alla ricerca non solo delle novità, ma anche dei classici. Ho appena trovato il primo omonimo album dei Black Sabbath, un’opera alla quale avevo sempre prestato poca attenzione. Invece è ricca di musica durissima, che ha influenzato i decenni successivi.
Ho comprato anche Nursery Days, un bellissimo disco di canzoni per bambini di Woody Guthrie, il grande folksinger americano, ballate deliziose con dolci melodie e testi che raccontano, ai più piccoli, l’incanto delle loro radici. Infine, The Seer, il triplo degli Swans, il mio gruppo culto, che amo perché riescono a eseguire infinite variazioni sul tema di un’unica, vertiginosa canzone.

E i libri?
La figura di Woody Guthrie è per me continua fonte di ispirazione. Insieme al cd con le canzoni per bambini ho acquistato Woody Guthrie. American Radical, di Will Kaufman. È la sua biografia, che mi ha portato sulle strade di una America che da rurale diventava urbana, una trasformazione che ha fatto nascere alcune ballate che sono entrate nella storia della canzone. Ho letto anche Stato e rivoluzione di Lenin. Ma soprattutto, mi hanno affascinato, le avevo già consumate quando ero più giovane, le pagine di Furore di John Steinbeck, che, con un gruppo di attori e musicisti, abbiamo portato in scena al teatro Coppola di Catania.

Chiudiamo con i film…
Mi piace scoprire opere minori, che spesso si vedono solo nei cineclub. Molto intenso è Parangelia, del regista greco Pavlos Tasios, la storia vera di una notte di follia in una taverna greca, causata da una canzone che un cliente aveva chiesto all’orchestra. Fotogrammi che hanno ispirato un mio brano. Poi consiglio due classici, che fanno parte della mia cineteca, Jesse James e Riso Amaro.

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