Cultura e tempo libero

In viaggio nell’habitat degli animali

Cervi in natura

L’estensione del sistema delle aree protette dagli anni ‘90 del secolo scorso ha creato le condizioni per il ripopolamento della fauna selvatica in vaste zone di Alpi e Appennini. E a volte anche problemi, compresa l’immissione in molte aree di specie non autoctone. Ma conoscere gli animali e il loro ambiente, che spesso condividiamo, affascina da sempre uomini e donne, e ancora di più bambini e bambine. Così, ora, nei parchi la mappatura degli animali e le possibilità di avvistarli sono una delle attività turistiche offerte sia dagli enti di gestione sia dalle guide turistiche (da quelle alpine fino agli accompagnatori di media montagna). Vedere gli animali nel loro habitat, dunque, è possibile, ovviamente rispettando alcune regole come il silenzio, la distanza, la precauzione di non abbandonare cibo e neppure di offrirlo agli animali. Ecco alcune delle specie più interessanti e dove trovarle. 

L’Aquila reale in volo nel Parco nazionale dello Stelvio. Aquila reale e gipeto barbuto sono letteralmente gli emblemi della fauna selvatica dell’area protetta tra Lombardia e province autonome di Trento e Bolzano, confinante con la riserva della biosfera Unesco Engiadina Val Müstair del Parco Nazionale Svizzero. L’aquila è anche presente nel simbolo dell’ente di gestione e ha sempre trovato rifugio negli habitat di questa zona delle Alpi. Il gipeto, che può avere un’apertura alare fino a tre metri, è stato reimmesso dal 1986, a partire da una coppia nella Valle del Braulio, sul versante valtellinese della zona protetta, per poi estendersi anche alle altre valli del parco, fino alla zona bresciana, quella con minori presenze mappate. I due grandi rapaci, oltre a convivere negli stessi ambienti, condividono la vita di coppia monogama.

Nel Parco dello Stelvio è possibile anche avvistare cervi, stambecchi, caprioli, camosci, galli cedroni, volpi e lupi. L’ente di gestione, nelle sue tre appendici territoriali, organizza escursioni in ogni stagione per provare ad avvistare le specie protette e immergersi nei loro habitat, seguendo le tracce che sono lasciate sul terreno o sulla neve. Ci sono anche aree dove poter vedere fauna, come cervi e caprioli, in zone recintate, adatte alle visite didattiche.

Orsi, cervi e lupi in Abruzzo, Lazio e Molise. Ha superato il secolo di vita questa vasta e preziosa zona protetta che ha contribuito alla preservazione e alla conoscenza della biodiversità, nonché al recupero della fauna selvatica. All’orso è dedicato il simbolo dell’ente, e anche l’omonimo pane, che è un dolce tipico di Scanno, in provincia dell’Aquila. Nel parco ci sono una serie di oasi faunistiche dove è possibile avvicinarsi in sicurezza a orsi, lupi e cervi allo stato semibrado.

Birdwatching in barca nel Delta del Po. Il birdwatching ha uno dei suoi centri in quell’irripetibile ecosistema formato dal Delta del Po. Tra uccelli stanziali e quelli migratori c’è una varietà di possibili “incontri” in ogni stagione. I due enti parco, veneto ed emiliano-romagnolo, organizzano escursioni e segnalano percorsi. Tra le attività di avvistamento ci sono anche gite in barca per avvicinarsi a martin pescatori, gruccioni, aironi, garzette, svassi, beccacce di mare e marangoni minori, il tutto in un formidabile ambiente di piante acquatiche e anche di allevamenti di vongole. Non mancano altre specie come fenicotteri rosa, folaghe, rondini, gallinelle d’acqua… Inoltre gli uccelli e gli altri animali censiti aumentano grazie anche alle fotografie dei fruitori del Delta del Po, a conferma della biodiversità inesplorata di quest’area.

Con i butteri del Parco della Maremma (Gr). In questa oasi è possibile vedere una grande varietà di animali grazie ai numerosi ambienti presenti. Ovviamente alcune specie sono avvistabili facilmente e altre molto meno. Tra mare, zone umide e colline sono stati censiti 250 tipi di uccelli e un gran numero di mammiferi: dai daini ai caprioli, passando per le volpi e le lepri. Anche i cinghiali sono diffusi, negli ultimi anni più in branco per il ritorno dei lupi. Nel parco inoltre è ancora possibile vedere il tipico allevamento allo stato semibrado di buoi e cavalli dei butteri, pastori che guidano le mandrie in sella ai cavalli e impugnando un bastone in mano per guidare gli animali e per aprire i recinti senza dover scendere dalla cavalcatura.

I rapaci del Parco Valle dell’Aveto (Ge). Un territorio amato dai rapaci: l’aquila reale è presente stabilmente con alcune coppie, ma ci sono altri predatori come astore, biancone, gheppio e poiana. Le specie di uccelli nidificanti mappate sono oltre 60. Ampia la popolazione di volpi, faine e cinghiali. Presenti anche tassi e puzzole, e negli ultimi anni sono ricomparsi caprioli e lupi, quest’ultimi ovviamente più difficili da individuare. 

Avvistare i gufi in Val  di Susa (To). Dal 2016 per valorizzare la Val Cenischia è stata realizzata una segnaletica per due itinerari adatti anche ai bambini, il primo dei quali parte dal centro del paese di Venaus. Tra gli altri è possibile avvistare e ascoltare anche uccelli come il gufo e la civetta. Le ore serali e notturne sono quelle nelle quali gli avvistamenti dei gufi sono più facili, anche se questo rimane un animale riservato. Nelle escursioni è possibile anche incontrare volpi, cervi e caprioli. 

Tag: Viaggi, Animali, natura

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