Cultura e tempo libero

Il racconto sonoro di Alessio Bertallot (e della sua Casa)

Bertalot.jpgAlessio Bertallot è uno degli artisti che, in Italia, meglio rappresenta, la diversità stilistica e la capacità di utilizzare media di ogni genere per costruire un racconto sonoro che spazia dal jazz al nuovo rock, dal funk alla ricerca elettronica. È stato il cantante degli Aeroplanitaliani che, alcuni anni fa, stupirono il pubblico di Sanremo con la manciata di secondi di Zitti Zitti. Adesso è un dj e produttore e il responsabile di Casa Bertallot, lo straordinario fenomeno mediatico costituito dalla web radio, che, creata con un finanziamento popolare, è diventata una emittente seguitissima in ogni parte del mondo.

Quali, tra i tanti dischi che hai ascoltato negli ultimi mesi consigli ai lettori?
La cultura digitale, la sua spinta democratica alla creatività musicale, ha fatto nascere interessanti scene sonore in ogni angolo del mondo. Ragazzi che sperimentano nuovi linguaggi e subito li condividono con un pubblico globale. Come il giovanissimo produttore australiano Jordan Rakei, che ha pubblicato Groove Curse. Poi, ho approfondito la conoscenza di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, Gyrgy Ligeti, del quale ho affrontato gli Etudès. Ma devo ancora applicarmi. Infine, grazie alla possibilità di avere tutto il mondo della musica in mano che ti dà una piattaforma di streaming come Timmusic, che dirigo, un album di vero jazz funk italiano del 1976, Sfogatevi Bestie di Roberto Colombo.

E i libri?
Cerco di conquistare ogni giorno il tempo della lettura. Mi ha affascinato, ancora una volta, il grande Corman McCarthy con il capolavoro Oltre il confine. Seguo anche i nuovi autori italiani. In particolare sono un fan di Marco Franzoso, del quale consiglio Gli invincibili. Adesso sono alle prese con Sottomissione di Houellebecq. Mi è piaciuto anche un libro ancora non pubblicato, Radio Libera di Basilio Santoro, che racconta la storia delle origini delle grandi radio milanesi.

Chiudiamo con i film…
La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, , innanzitutto. Poi ho trovato bellissimo un film in inglese tratto da un romanzo del mio scrittore preferito Cormac McCarthy, Il procuratore, con la regia di Ridley Scott. Aspetto di trovare il tempo per vedere Youth di Sorrentino, e Amy, di Asif Kapadia, il documentario sulla vita di Amy Winehouse.

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