Cultura e tempo libero

Il prezzo delle vacanze

Decolo di aereo

Prima e dopo la pandemia, viaggiare non è la stessa cosa: le vacanze oggi hanno un prezzo più alto. Aumenti generalizzati hanno infatti mortificato la voglia di riprendersi quella mobilità perduta che, nel 2022, aveva portato il turismo a una decisa ripartenza. In quell’anno di rivincita sul virus anche le vacanze lunghe degli italiani si erano avvicinate ai livelli pre-Covid, ma nel 2023 – certifica l’Istat – hanno rallentato fermandosi a -19% sul 2019, quelle brevi a –31%. I pernottamenti in meno sono stati 75 milioni (–19,6%), spia del fatto che molti sono rimasti a casa.

Una brusca frenata, dunque, nella rincorsa alla normalità, che tuttavia non spaventa gli operatori del settore che quest’anno annusano aria di ripresa, fotografata da un incoraggiante +8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nel volume d’affari del primo trimestre (dati Assoviaggi e Cst). I commenti di chi ha la testa nel settore aiutano a capire come sta cambiando il turismo tra inflazione, rincari dei carburanti e dei servizi, a fronte di salari reali fermi al palo da vent’anni: «Il segnale è che il segmento alto del mercato, che viaggia abitualmente in inverno, non ha avuto flessioni, mentre il cliente estivo avrà sicuramente l’esigenza di andare in vacanza facendo grande attenzione al prezzo». Parola di Franco Gattinoni, numero uno della Fto, la Federazione del Turismo Organizzato, nonché presidente dell’omonimo network che raggruppa 1.500 agenzie di viaggio.

Dopo le sfide economiche e climatiche del 2023, i mesi più caldi del 2024 si preannunciano anche come i più costosi. Chi vuol partire ci arriva col fiato corto e tanta voglia di protezione: ha un approccio più prudente e selettivo – dicono in agenzia –, chiede vacanze su misura coperte da formule assicurative e garanzie di assistenza. Vacanze sempre più personalizzate, orientate verso la sostenibilità e l’innovazione digitale (con largo uso dell’intelligenza artificiale anche nella pianificazione), e frazionate nel tempo (la chiamano destagionalizzazione) per via dell’allungamento della stagione turistica dovuto al surriscaldamento globale. Andare alla ricerca di climi più freddi, inseguendo luoghi ricchi di acqua in cui ristorarsi, non a caso si piazza al secondo posto fra i trend di viaggio nella ricerca commissionata da un noto portale che ha coinvolto 27 mila viaggiatori in 33 paesi del pianeta: prima c’è solo la voglia di reinventare sé stessi, oscillando tra realtà fisica e virtuale.

Nostalgia low cost. Ma sarà davvero un anno di ripresa o continuerà quella frenata lunga iniziata nel 2023? Se guardiamo al caro-voli, c’è di che preoccuparsi. Il low cost a prezzi stracciati è ormai un ricordo del passato. Sul Far West dei rincari (i voli nazionali sono cresciuti in media del 37,8%, su base annua, nel 2023) ha acceso un faro anche l’Antitrust, che vuole vederci chiaro in particolare sui prezzi per Sardegna e Sicilia nei periodi di picco della domanda, legati all’uso spregiudicato degli algoritmi (l’indagine si chiuderà a fine anno). Le compagnie low cost detengono oltre il 60% del mercato e sono responsabili di una situazione anomala nei cieli italiani. «Non fanno programmazione e spesso rifiutano di collaborare con agenzie di viaggi e tour operator», attacca Gattinoni. E c0me osserva acutamente il direttore generale del gruppo, Sergio Testi, l’impennata del costo dei carburanti non spiega poi del tutto il caro-voli: «I prezzi dei viaggi domestici e internazionali sono cresciuti proporzionalmente di più rispetto a quelli intercontinentali – analizza–: ciò nasconde una serie di fattori, non ultima la componente speculativa oltre che inflazionistica». Tant’è che un altro scatto in avanti, tra il 5 e il 10%, è previsto per i biglietti aerei nei mesi estivi, per effetto di una domanda boom (specie sul lungo raggio) che si scontra con l’offerta ridotta delle compagnie aeree, con le tensioni geopolitiche e gli scioperi.

In sofferenza sono anche i trasporti stradali per la benzina stabilmente alta, a cui dal 1° luglio si aggiunge un altro aumento, quello del telepedaggio autostradale del principale operatore di mercato (vedi box qui accanto). Nel 2023 l’automobile, che resta il mezzo più utilizzato (58,8% dei viaggi), è arretrata per il quarto anno consecutivo allineandosi al 2019 (56,5%) a favore dei mezzi di trasporto collettivi (aereo, treno, nave e pullman), tornati competitivi dopo il lockdown. L’autonoleggio può essere un’alternativa? Sì, ma occhio alle clausole vessatorie su cui si è abbattuta sempre la scure dell’Antitrust, che ha multato complessivamente per 18 milioni alcune delle principali società.

Il ben servito è a tavola. Sull’intero comparto, che si reindirizza verso nuove strade per cancellare il ricordo del Covid, gravano i rialzi delle tariffe dei servizi. Al caro-trasporti si sommano i conti di alberghi e motel cresciuti del 14%. Ci sono anche i ristoranti (+5,3%) e i parchi divertimento (+8,55%) ad aggiungere sale sulle ferite. La voce “servizi ricettivi e di ristorazione” è quella che si mantiene più alta, anche nel 2024, nell’indice Istat dei prezzi al consumo aggiornato ad aprile: più alta sia sul marzo 2024 (+2,1%), sia per tasso tendenziale su aprile 2023 (+4,4%). Il ben servito, insomma, è in tavola!

È sempre l’inflazione la prima a salire sul banco degli accusati quando si parla di aumenti generalizzati dei prezzi. Ma è in decisa flessione rispetto al 2023, mentre i rialzi si sommano tra loro alimentando un effetto domino senza fine. I pacchetti vacanza richiedono oggi un portafoglio più gonfio mediamente del 16,1%. E quando i prezzi salgono, è difficile che poi scendano: «L’Italia è da sempre soggetta a un incremento dei prezzi decisamente “isterico” – commenta Franco Gattinoni –. Nel nostro mercato interno se la stagione dell’anno precedente ha registrato buone o ottime vendite, riscontriamo grandi crescite di prezzo senza valutazioni di altro genere. Mentre se la stagione è stata critica, come massima azione sull’anno c’è il mantenimento. Un comportamento dovuto principalmente alla scarsa presenza di catene alberghiere in Italia e al fatto che l’atteggiamento dei singoli albergatori non tiene conto dei trend degli ultimi 3/5 anni, delle potenzialità di nuovi mercati, ma si basa sui risultati degli ultimi 3 mesi dell’estate precedente».

Il prestito vacanze. In un quadro del genere, in cui la programmazione soccombe sotto i colpi dell’interesse a breve termine, la mappa del turismo viene ridisegnata dalle nuove tendenze sì ma anche, parallelamente, dall’esigenza di contenere le spese che – denunciano le associazioni di consumatori –, rischiano di negare a un’ampia fetta di popolazione il piacere di una vacanza che è anche salute e benessere personale. La compressione dei redditi e la difficile congiuntura geopolitica, aggravata dalle ultime guerre, assieme all’aumento dei costi dei servizi è temuta dall’82% delle agenzie di viaggiohttps://consumatori.coop.it/?p=64564&preview=true e tour operator, secondo l’analisi della Federazione Turismo Organizzato. Gli italiani hanno voglia di viaggiare ma sono sempre più in difficoltà a farlo, mentre crescono gli arrivi in Italia degli stranieri: in patria e all’estero, i turisti “non” siamo più noi.

C’è un post-pandemia, allora, di cui tenere conto dal 2022 in avanti, che vede un viaggiatore più informato ed esigente, che richiede servizi personalizzati (62% del campione). Ma rischia di esserci anche un periodo post-inflazione, in cui vorremmo tutti poter viaggiare; peccato che non abbiamo i soldi per farlo, se non chiedendo un finanziamento o un aiuto a chi, come nonni e genitori, le vacanze le ha già fatte in lungo e in largo, in tempi migliori.

Dove andremo quest’anno. Le preferenze di viaggio stanno cambiando, orientandosi principalmente verso destinazioni nordamericane, seguite da oceano Indiano e Caraibi. Suscita interesse anche l’Italia: crescono coloro che pensano di tornare a viaggiare nel Belpaese (il 68%,+8% sul 2023, secondo il rapporto Coop sui consumi), ma anche all’estero (il 42%, pari a un +7%). Tra il primo quadrimestre 2024 e lo stesso periodo del 2023, i dati del gruppo Gattinoni dicono che, a livello di prenotazioni, il Nord America sale del 46%, l’oceano Indiano del 59%, l’Africa del 40%, l’Oriente vola a +166% (tra Thailandia, Vietnam e India; da solo, il Giappone quota +99%). In forte frenata sono invece Medio Oriente e Nord Africa a causa dei conflitti in corso (–45%) e segna il passo l’Europa (–3%), soprattutto verso le destinazioni confinanti con i teatri di guerra.

I paesi più cari. Sono Spagna e Portogallo, che prima della pandemia erano i paesi più appetibili in termini di convenienza e fascino delle città, ad avere perso il maggior numero di posizioni a causa degli aumenti dei prezzi: oggi la penisola iberica si trova allineata o quasi alle capitali più gettonate del Nord Europa. In maglia nera troviamo anche Olanda, Belgio, Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

Tag: agenzia di viaggio, carovita, vacanze, Viaggi, viaggio aereo

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