Cultura e tempo libero

Alla scoperta del paesaggio sui treni d’epoca

La scoperta del paesaggio attraverso i viaggi lenti, a tappe, dei treni d’epoca. È stata una crescita quasi carsica quella delle ferrovie turistiche, iniziata trent’anni fa per la passione di alcuni abitanti delle zone dove c’erano binari dismessi, sottoutilizzati, o su itinerari panoramici. Oggi è ormai diventata un’apprezzata offerta di gite e vacanze sostenibili, grazie anche alle iniziative degli anni 2000 organizzate da associazioni ambientaliste, per la mobilità dolce e di appassionati di treni. Tra le più partecipate c’era la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

Per agevolare e regolamentare di questi itinerari è stata approvata dal Parlamento nel 2017 un’apposita legge, mentre la scorsa estate è nata la FS Treni Turistici Italiani, dedicata allo sviluppo di queste proposte. A 600 chilometri di viaggi su antiche rotaie è dedicato anche il progetto Binari senza Tempo, sempre di FS. Ecco qualche idea per salire in carrozza.

Sebino Express Nel 1994 l’esperienza pionieristica del Treno Blu della Ferrovia del Sebino riattivò la linea dismessa Palazzolo sull’Oglio – Paratico/Sarnico, tra le province di Bergamo e Brescia, dalla bassa pianura lombarda al lago d’Iseo. La tenacia dei volontari e la loro collaborazione convinsero le Fs a riaprire la linea, che dal 1966 era solo merci, ai passeggeri. Dieci chilometri immersi nella natura delle gole del fiume Oglio, che terminano alle torbiere del Sebino, dove si può salire sui battelli, e a sud sono collegati con Milano. L’itinerario è percorso da storiche vetture trainate anche da locomotive a vapore, che ne hanno decretato il successo. Per questo la linea verso il lago d’Iseo è stata raddoppiata anche dalla Brescia – Pisogne, sulla quale sono organizzati altri viaggi con treni d’epoca che attraversano i vigneti della Franciacorta. In questo caso si tratta di una linea in funzione e in via di ammodernamento che nei prossimi anni sarà alimentata a idrogeno invece che a diesel.

Valsesia La Novara – Varallo Sesia è un viaggio di 54 chilometri nell’Ottocento e nelle sue architetture liberty. Anche in questo caso si parte dalla pianura e dalle risaie, prima di addentrarsi fino alla media valle, transitando anche nei paesaggi vitati delle colline di Ghemme. I binari terminano ai piedi di uno dei più importanti Sacri Monti, i complessi artistico-religiosi diffusi tra Piemonte e Lombardia, Patrimonio dell’Umanità Unesco.
La ferrovia, ora solo turistica, è stata chiusa nel 2014 all’esercizio commerciale, ma dovrebbe essere di nuovo utilizzata anche a questo scopo nel 2026.

Porrettana È una linea passeggeri funzionante e i suoi 99 chilometri di collegamento tra Bologna e Pistoia sull’Appennino sono spettacolari. Per unire le due città ci sono 47 gallerie e 35 tra ponti e viadotti, anche se il servizio è soprattutto da Porretta verso le due città. Per superare il notevole dislivello, sul versante toscano ci sono pure due tornanti, tra Pracchio e Pistoia. Dal 2019 sono organizzati i Porrettana Express per scoprire il territorio, la sua natura, e anche il Deposito Rotabili Storici di Pistoia, un pezzo di storia ferroviaria italiana dove avvengono i restauri dei treni d’epoca.

Ferrovia della Val d’Orcia La riattivazione della tratta tra Asciano, in provincia di Siena, e Monte Antico, in quella di Grosseto, sta consentendo una molteplicità di offerte di convogli che percorrono uno dei paesaggi più noti d’Italia, quello delle crete senesi, dal 2014 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tra le colline con bassa vegetazione e vigneti ci sono ampie zone di calanchi, formazioni argillose erose dalle piogge.

Ferrovia dei Parchi I 128 chilometri di rotaie tra le montagne di Abruzzo e Molise, nel Parco Nazionale della Maiella, sono uno degli itinerari più frequentati, per il susseguirsi di vallate, strapiombi, altopiani, viadotti e gallerie. La Sulmona – Casteldisangro è infatti un classico del turismo ferrato italiano, pur avendo una nuova prospettiva di utilizzo recente, dal 2012, rispetto alle ferrovie ricreative pioniere. La sua fama per i paesaggi, spesso innevati,  le opere di ingegneria e i beni artistici dell’itinerario era però già nota da decenni.

Tag: ferrovia, Viaggi, Sostenibilità, treni

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