Coop Reno

Insieme per il lavoro, una giornata con il cardinal Zuppi

Una foto dedicata ai partecipanti di "Insieme per il lavoro"

In visita pastorale a Spazio’TENGO, è intervenuto sul tema “Il valore della fiducia nel lavoro: dialogo tra imprese e comunità”. Ad ascoltare il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, c’erano più di 200 persone, lo scorso 27 novembre, in rappresentanza di 110 imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali. Una bellissima iniziativa ospitata nel teatro Auditorium del nuovo centro direzionale di Coop Reno, uno spazio che ha visto, dall’inizio del 2025, oltre 2.350 partecipanti agli eventi organizzati dalla Cooperativa. “Insieme per il lavoro” si è aperto con i saluti istituzionali e gli interventi dei sindaci di Castel Guelfo e di Castel San Pietro.

Prendendo la parola, il primo cittadino di Castel Guelfo Claudio Franceschi ha ribadito le linee politiche della sua azione di governo: «In questi anni abbiamo cercato di dimostrare una grande attenzione al mondo del lavoro – ha detto il sindaco –, impegnandoci come amministrazione per attrarre nuove imprese, far crescere l’occupazione e consolidare le attività produttive già in essere. Non dobbiamo mai dimenticare che il lavoro rappresenta la base della vita di ciascuno di noi». Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, ha sottolineato che la sua amministrazione lavora «per una nuova alleanza e il rilancio di un impegno condiviso con le imprese e con tutto il tessuto sociale: un modo per riconnettersi con le persone, con le storie, con i bisogni e le competenze che servono in futuro. Dialogando con tanti imprenditori – ha aggiunto – sento ripetere che il tema delle competenze è importante. Io credo che dobbiamo prenderci a cuore non solo i migliori curriculum ma quelli delle persone più fragili. Il compito delle istituzioni è fare in modo che il futuro sia non solo più veloce, ma più equo del presente».

Michela Pasini, dello sportello del Lavoro di Castel San Pietro, ha quindi raccontato la sua esperienza: «Attivi dal 2013, siamo un servizio di supporto alle famiglie. In questi anni abbiamo incontrato centinaia di persone in cerca di un lavoro, collocandone circa 70 all’anno». Un excursus sulle attività di “Insieme per il lavoro” è stato fatto da Ambrogio Dionigi, che si occupa di Politiche e servizi per il lavoro della Città metropolitana e Comune di Bologna. “Insieme per il lavoro” è un progetto attivo da 8 anni promosso da Comune di Bologna, Città metropolitana e Arcidiocesi, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna. Un progetto nato nel 2017 unendo le forze con l’obiettivo di promuovere e accompagnare l’inserimento lavorativo di persone disoccupate o sottoccupate, garantendo un tutoragg all’interno delle aziende, secondo un modello che il professor Stefano Zamagni definisce «di sussidiarietà circolare». “Insieme per il lavoro” è accessibile e gratuito, disponibile per tutte le persone che vivono a Bologna e per le imprese. Un progetto innovativo che oggi coinvolge più di 900 tra aziende, associazionied enti di formazione, che danno vita tutti insieme a una comunità di “datori di fiducia”. Dalla nascita a oggi, sono questi i suoi numeri: 12.601 persone iscritte, 9.359 partecipanti ai colloqui, 3.407 inserite infine nel mondo del lavoro. A seguire ha preso la parola Patrizia Zini, della Camera di Commercio di Bologna, che ha dato uno spaccato della presenza delle imprese a Bologna. «Una ogni 10 persone è il dato – ha detto – il che significa che in questo territorio c’è l’istinto a fare impresa. Nel confronto con le altre città italiane, a vincere è Milano con 4-5 persone in media che lavorano in un’impresa, ma Bologna viene subito dopo. Questo è un dato importantissimo. Molto spesso, nel parlare ai ragazzi, ci rendiamo conto che non è diffusa tra loro questa consapevolezza: faticano a capire che anche il bar è un’impresa, così come lo è aprire un sito web o un distributore di benzina. Bisogna far capire ai giovani che vogliono svolgere autonomamente un lavoro che in qualsiasi impresa, piccola o grande che sia, si troveranno ad agire in gruppo e saperlo fare è molto più importante che acquisire le necessarie competenze scolastiche. Infatti, chi non ha attivato nel tempo la capacità di stare e lavorare con altre persone, farà molta più fatica degli altri a rimanere sul mercato».

Nel suo intervento conclusivo, molto atteso, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha voluto ricordare anzitutto papa Francesco. Nel 2017, durante un incontro, «disse che attorno al lavoro si edifica l’intero patto sociale, sta qui il nocciolo del problema: quando non si lavora o si lavora male, quando si lavora poco o si lavora troppo, è il patto sociale a rompersi e la democrazia a entrare in crisi. Il papa citò l’articolo primo della Costituzione italiana, che è molto bello e recita che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. In base a questo principio, possiamo dire che togliere il lavoro alla gente, sfruttarla con un lavoro indegno o malpagato è anticostituzionale. Bisogna guardare senza paura, ma con senso di responsabilità, alle trasformazioni tecnologiche dell’economia – ha aggiunto l’arcivescovo di Bologna –, non rassegnarsi all’ideologia che sta prendendo piede ovunque, disegnando un mondo in cui solo la metà o forse i due terzi dei lavoratori saranno attivi e gli altri mantenuti con un assegno sociale. Deve essere chiaro a tutti che l’obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti, perché senza lavoro non c’è dignità. Sono contento di quanto ho ascoltato in questo incontro e credo che sia in linea con la visione della Chiesa che mette sempre al centro la persona, la sua dignità e quindi un lavoro che si apre all’uomo e non viceversa. Mi sembra davvero una grande alleanza sociale che ci aiuterà, spero, a guardare con più fiducia al nostro futuro. Ringrazio tanto “Insieme per il lavoro” – ha concluso Zuppi –: da quando è nato questo progetto, dieci anni fa, è cambiato tanto, però è rimasto lo stimolo positivo a cercare qualcosa in più, senza lasciare indietro nessuno, come afferma la dottrina sociale della Chiesa».

 

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Tag: lavoro, Matteo Zuppi

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