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Dall’Ara, uno stadio storico che sposa la modernità

Veduta aerea dello stadio Dall'Ara di notte, illuminato a giorno con posti a sedere multicolori e un campo verde e rigoglioso.

Il primo campo di allenamento e di gioco del Bologna fu ricavato nell’immensa distesa della Piazza d’armi presso i Prati di Caprara, fuori Porta San Felice, nell’area dove oggi sorge l’Ospedale Maggiore. Le porte non erano fisse, ma venivano montate e smontate all’occorrenza.

Fu su questa irregolare superficie che il Bologna vinse il Campionato Emiliano 1910, dopodiché la squadra fu costretta a emigrare per le troppe lune storte del pastore che utilizzava il prato – ottenuto in affitto dal demanio – per pascolare il proprio gregge. In tale pittoresco ambiente non si poteva disputare la Prima Categoria (la A di allora), cui il Bologna si iscrisse per il 1910-11, abbandonando i Prati di Caprara per la Cesoia.

Il nuovo campo fu ricavato in una zona priva di costruzioni lungo via Massarenti, che allora si chiamava strada San Vitale, nel tratto compreso tra le attuali via della Cesoia e via Paolo Fabbri. Ancora oggi, al numero 90 di via Massarenti, si trova il ristorante Cesoia, nello stesso stabile, al primo piano del quale vennero ricavati gli spogliatoi per gli atleti. Il recinto di gioco – con le porte fisse – fu delimitato da uno steccato, e vista la crescente affluenza di amici e curiosi (i primi fan!), si predispose una piccola tribunetta in legno e juta.

Sfrattati nel 1913 per un mutamento del piano regolatore, i giocatori del Bologna guidati dal presidente Rodolfo Minelli individuarono il nuovo rettangolo di verde da adibire a campo da calcio in località Ragno, sotto le pendici di Villa Hercolani, sull’allora via Toscana (oggi Murri). Il campo dello Sterlino – da “starlén”, nome dialettale di quella zona pedecollinare – venne cintato con una staccionata in legno e si innalzò una grande tribuna coperta di lamiera, con zoccolo in cemento armato.
Per i posti popolari si realizzò una gradinata in terra battuta. Il 30 novembre 1913 fu inaugurato dopo una cerimonia con discorso del celebre poeta Giuseppe Lipparini, e dopo pochi minuti dall’inizio della prima gara si notò subito il piccolo difetto: era leggermente in salita! Il dislivello, da porta a porta, superava il metro.

Al termine della Grande Guerra si rese necessaria una risistemazione dello Sterlino, che del conflitto portava evidenti segni: la nuova tribuna, molto più ampia della precedente, si dotò addirittura di una terrazza pensile, la prima in assoluto in Italia. E anche la gradinata popolare, modificata nel 1921, poté accogliere diverse migliaia di spettatori. Dopo la morte del calciatore Angelo Badini, l’impianto fu dedicato alla sua memoria, e fu su questo campo che si formarono le nuove leve che diedero poi vita al grande Bologna degli anni Trenta. Ma è dal 1927 che Bologna si è dotata di uno stadio magnifico, il “Littoriale”.

Uno dei sogni realizzati da Leandro Arpinati, podestà di Bologna, fu proprio l’edificazione di un grande stadio a Bologna: iniziato nel 1925 e inaugurato il 29 maggio 1927, il “Littoriale” fu il primo stadio italiano sorto per iniziativa pubblica. I muri erano realizzati con il tipico mattone rosso bolognese e le finestre ad arco contribuivano a renderlo un apprezzabile edificio; un’ulteriore particolarità fu conferita, oltre che dal collegamento al portico più lungo del mondo (quello di San Luca), dalla costruzione della torre di Maratona nel settore opposto alla tribuna. La capienza del “Littoriale” era da capogiro: 50.100 posti, quasi a voler spaventare le compagini avversarie che si trovassero a giocare contro il Bologna e i bolognesi.

Nel 1983 fu deciso che sarebbe stato intitolato alla memoria di Renato Dall’Ara, ex presidente del club, nel giorno del ventennale della sua scomparsa. Infine, il 10 maggio 2009 la curva che da sempre ospita i sostenitori rossoblù è stata intitolata a Giacomo Bulgarelli, il centrocampista del Bologna scomparso tre mesi prima. “Eterna bandiera rossoblù”, recita la targa collocata all’interno dell’ingresso dello stadio su via Andrea Costa.

Dall’Ara, luogo di coesione sociale

Una ricerca del 2013 mostra come il sentirsi appartenenti a un gruppo o a una comunità – di cui lo stadio rappresenta più di altri il luogo d’incontro per eccellenza – permetta agli individui di dare più significato alla vita e sia un elemento di prevenzione importantissimo per patologie legate ai disturbi dell’umore quali la depressione.
Nello sport di squadra, termini come “coesione” e “appartenenza” si riferiscono alle dinamiche di un gruppo ed è quindi necessario partire da questo concetto. Nello sport, all’interno di una squadra, la coesione consiste nel grado di unione e/o nella resistenza del gruppo: è un processo dinamico che riflette la tendenza a stare/lavorare insieme e a rimanere uniti per raggiungere gli obiettivi stabiliti.
I tifosi scendono in strada a festeggiare la vittoria di scudetti e coppe varie. Ci sono sfottò con i tifosi “rivali” e ciò si riproduce in un ciclo perenne. In alcuni casi, la vittoria dello scudetto diventa una rivincita sociale. Magari squadre che rappresentano piccole città riescono a “sconfiggere” sul campo le più potenti e ricche. Naturalmente, è un successo di grande significato per i tifosi che almeno dal punto di vista calcistico ottengono una vittoria sociale.
(L’articolo offre una sintesi tratta dal sito del Bologna FC)

“Abbracciami”, in arrivo il nuovo album delle figurine

La campagna abbonamenti del Bologna Calcio per la stagione 2024-2025 era intitolata “Abbracciami”, riprendendo le note della canzone di Cesare Cremonini. Nella stagione storica che ha portato i rossoblù in Champions League, le note della canzone accompagnavano la fine di ogni partita allo stadio Dall’Ara.
Come Coop Reno siamo stati i primi, 2 anni fa, a promuovere il primo album di figurine interamente dedicato al Bologna Calcio. Lo scorso anno abbiamo coinvolto in questa iniziativa anche Coop Alleanza 3.0, dando a tanti tifosi la possibilità di collezionare le mitiche figurine, tra le poche raccolte che appassionano indistintamente adulti e bambini. Nei supermercati abbiamo distribuito 373.080 figurine. Se a queste sommiamo anche quelle dell’anno precedente, abbiamo distribuito circa 800 mila figurine del Bologna, in totale, a dimostrazione di come questa passione sportiva coinvolga buona parte del nostro territorio.
A partire dal 12 febbraio sarà presentato il nuovo album dedicato al Bologna, contenente 216 figurine e 30 card speciali. Lo troverete nei supermercati che aderiscono all’iniziativa al costo di 3 euro, mentre i flowpack (confezionamenti in pellicola di album più figurine) costeranno 3,90 euro comprese 5 bustine con dentro 4 figurine. Il nuovo album renderà omaggio ai giocatori della squadra che, festeggiando i 100 anni dalla prima partecipazione in Europa, hanno calcato in questa stagione sportiva i campi di Liverpool, Lisbona, Aston Villa e Benfica.
Uno spazio speciale sarà dedicato allo stadio Renato Dall’Ara, che proprio in questi mesi ha visto confermato il progetto di restyling che lo riguarda: un progetto che mira a mantenere il fascino particolare della struttura in mattoni coniugandolo con la modernità.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

Tag: stadio

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