Coop Lombardia

Educare alle emozioni i cittadini di domani

Coltivare la competenza emotiva e l’empatia fin dall’infanzia significa formare individui consapevoli e rispettosi. Per Anna Scavuzzo, vicesindaco e assessora all’Istruzione del Comune di Milano, la scuola è il primo spazio pubblico in cui bambine e bambini imparano a riconoscersi come cittadini.
Una visione condivisa da Coop Lombardia e dal progetto Alimenta l’Amore Ets, che hanno sostenuto l’iniziativa fotografica di Silvia Amodio, “Scatti d’animo”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca

Il più recente progetto di Alimenta l’Amore Ets in collaborazione con Coop Lombardia è dedicato all’osservazione delle emozioni nei bambini.

Da dove vengono le emozioni che i bambini ci raccontano? È l’interrogativo che guida il lavoro scientifico di Viola Macchi Cassia, professoressa ordinaria di Psicologia dello sviluppo e direttrice del Bicocca Child&BabyLab del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-
Bicocca, da anni impegnata nello studio delle origini evolutive delle emozioni e delle competenze sociali nella prima infanzia.

«Già nei primissimi anni di vita, i bambini sono protagonisti di un processo di sviluppo sorprendentemente complesso – spiega la docente –. Quando un bambino riesce a descrivere ciò che prova, la gioia che accompagna un sorriso, la paura che spalanca gli occhi, l’imbarazzo che colora il volto, sta mostrando un’abilità fondamentale: la “competenza emotiva”».

In psicologia dello sviluppo, la competenza emotiva indica l’insieme di abilità che permettono di riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni e di comprendere quelle degli altri. È una capacità centrale per la vita sociale, perché consente al bambino di orientarsi nelle relazioni e di costruire legami basati su comprensione e reciprocità.

«Le ricerche mostrano che le basi di questa competenza si formano molto presto, nei primi mille giorni di vita, quando biologia ed esperienza interagiscono in modo continuo. Fin dalla nascita il bambino dispone di un cervello altamente plastico e di sistemi neurali, come quelli del cosiddetto “cervello sociale”, predisposti a rispondere ai segnali emotivi. I neonati sono attratti dai volti, in particolare da quelli sorridenti, e utilizzano sguardi, espressioni e intonazioni vocali degli adulti come potenti strumenti di apprendimento».

«Con lo sviluppo motorio ed esplorativo – prosegue Macchi Cassia – intorno ai sette-otto mesi, il bambino inizia a usare consapevolmente i segnali emotivi dell’adulto per orientarsi in situazioni nuove o incerte: è il fenomeno del “riferimento sociale”, un passaggio chiave nella costruzione della competenza emotiva. Parallelamente si sviluppa la capacità di regolare le emozioni, grazie alla maturazione delle connessioni tra amigdala e aree frontali della corteccia cerebrale, un processo fortemente influenzato dalla qualità delle relazioni di cura».

Questa dimensione relazionale dello sviluppo emotivo trova un’eco nelle riflessioni di Paola Fossati, garante per la tutela degli animali del Comune di Milano, che sottolinea come «l’empatia non sia solo una disposizione individuale, ma una competenza da coltivare anche nei contesti urbani. Bambini e animali – osserva Fossati – condividono una condizione di vulnerabilità e di bisogno di riconoscimento: nel loro incontro si esercitano gesti fondamentali per l’educazione alla convivenza, come l’ascolto, il rispetto dei limiti, la capacità di non dominare».

Il rapporto con gli animali diventa così un terreno privilegiato per allenare l’empatia fin dall’infanzia. Imparare a riconoscere i segnali di paura, disagio o disponibilità di un animale significa allenarsi a leggere le emozioni dell’altro, sviluppando sensibilità, autocontrollo e rispetto. Se sostenuta da adulti e istituzioni attente, questa esperienza contribuisce a formare cittadini più consapevoli, meno inclini all’indifferenza e alla prevaricazione.

«Come emerge tanto dalla ricerca scientifica quanto dall’osservazione della vita quotidiana, lo sviluppo della competenza emotiva è un processo continuo e dinamico – aggiunge il presidente di Coop Lombardia Alfredo De Bellis –. Le sue fondamenta si costruiscono molto presto, come evidenziano gli studi del Bicocca Child&BabyLab. Questi risultati ci mettono di fronte alle nostre responsabilità come cooperativa e ci impongono di rafforzare il nostro impegno nel sostenere iniziative che mettano al centro i bambini e le famiglie, facendo dei nostri punti vendita non solo luoghi di acquisto, ma spazi di relazione, ascolto e responsabilità sociale». (Andrea Pertegato)

 

Per una scuola che ascolta

Anna Scavuzzo Vicesindaco e assessora all’Istruzione del Comune di Milano

La scuola è il primo luogo pubblico in cui bambine e bambini imparano a riconoscersi come persone, a riconoscere e dare un nome alle emozioni, a rispettare le proprie e quelle degli altri. Educare i più piccoli chiede di offrire loro strumenti per leggere il mondo, e per abitare le relazioni con empatia, cura e responsabilità. Una scuola che ascolta, accoglie le differenze e accompagna fin dai primi anni lo sviluppo della consapevolezza di sé è una scuola attenta a ciascuno e allo stesso tempo contribuisce a costruire una comunità, con persone capaci di rispetto reciproco e di attenzione verso le persone, gli animali e l’ambiente.

Tag: fotografia, emozioni, apprendimento, empatia, cittadini consapevoli, bambini

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;