C’era anche la sindaca di Genova Silvia Salis, con il suo passato da atleta olimpionica nel lancio del martello, tra i relatori della tavola rotonda “Esercizio fisico e socialità: gli impatti positivi su salute e benessere”, organizzata da Coop Liguria lo scorso 19 giugno a Genova, nell’ambito dell’Assemblea generale dei delegati dei Soci che ha approvato formalmente il bilancio 2025 della Cooperativa, moderata dal giornalista Gilberto Volpara.
La sindaca Salis: lo sport è una medicina
«Sono convinta da sempre che lo sport sia una medicina – ha dichiarato Salis – esattamente come lo è il cibo: se usati correttamente sono alleati preziosi e cambiano la vita a tutte le età, ma in particolare danno beneficio alle persone anziane. Per questo abbiamo attivato in tutti i Municipi il programma “Sport senior”, promosso in collaborazione con l’Università, che offre la possibilità di praticare sport gratuitamente e soprattutto insieme. Un progetto che aiuta a costruire reti relazionali, importantissime per contrastare l’isolamento, la depressione e il decadimento neurologico. Credo che il ruolo dello sport come attivatore di coesione sociale e per contenere la spesa sanitaria sia ampiamente sottovalutato e Genova, che è una delle città con l’età media più alta d’Europa, possa dare l’esempio per cambiare le cose».
Anche Coop Liguria si impegna da più di quarant’anni nella stessa direzione, con i programmi di attività sociali “Coop Incontri”, “Corsi & Percorsi”, “Camminiamo insieme” e “Quattro passi insieme”, che coinvolgono migliaia di persone in iniziative culturali o in camminate volte a scoprire le bellezze del territorio.
«C’è un fenomeno che stiamo studiando a fondo – ha spiegato il direttore Soci e Consumatori di Coop Liguria Andrea Mantero – ed è la cosiddetta “prescrizione sociale”, cioè la possibilità di curare alcune forme di disagio come isolamento, sedentarietà, depressione, eccetera, attraverso la socializzazione, il volontariato e la partecipazione ad attività culturali e ricreative. Si tratta di una modalità riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e largamente sperimentata in Inghilterra, dove ha dato risultati interessanti. La formula delle nostre attività sociali è pienamente in linea con quell’idea innovativa di “cura”, perché grazie al lavoro di circa 300 volontari offre proposte culturali e aggregative di qualità, incentivando la costruzione di legami forti tra le persone che partecipano e garantendo un supporto a chi si ritrova solo».
Solitudine che talvolta riguarda anche i giovani, ai quali il CUS Genova offre un modo sano e fortemente educativo di stare insieme, attraverso la pratica sportiva, intesa non solo come attività fisica, ma anche come impegno, formazione e aggregazione sociale. «Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il benessere non è solo assenza di malattia – ha ricordato la dirigente CUS e rugbista Sofia Ghersina – ma uno stato di equilibrio fra le componenti fisiche, mentali e sociali. Come sportivi lo sperimentiamo ogni giorno e cerchiamo di trasmetterlo agli altri. Coop Liguria ci sostiene perché condivide i nostri stessi valori e ha scelto di avere un occhio di riguardo per il rugby femminile, che ha una valenza ancora più importante: fa comprendere che non ci sono corpi giusti o sbagliati, perché ogni fisicità, in campo, trova il suo ruolo e la sua giusta collocazione. Il rugby, inoltre, punta soprattutto sul senso di comunità e questo è importante anche per contrastare l’abbandono sportivo, un fenomeno particolarmente marcato nelle ragazze».
Sport e prevenzione
Incoraggiare le persone a fare sport e metterle in condizione di continuare a farlo per tutta la vita è invece ciò di cui c’è bisogno per avere una società più sana. «È scientificamente provato – ha spiegato la dottoressa Alessandra Murialdo, dirigente medica dell’Unità operativa di Neurologia e Coordinatrice DMT (Disease Management Team) Malattie cerebrovascolari dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova – che la salute si difende prima di tutto con gli stili di vita: muoversi e coltivare la socialità producono effetti clinici misurabili. L’attività fisica, meglio se fatta in gruppo, riduce l’infiammazione cronica, che è un killer silenzioso perché logora gli organi e può portare a ictus, infarto e malattie neurodegenerative. L’attività fisica rende le pareti delle arterie più elastiche, diminuendo il rischio di arteriosclerosi e pressione alta, migliora il metabolismo, porta a una migliore irrorazione del cervello e incide positivamente sulla plasticità neuronale. È acclarato che il 90% degli ictus e degli infarti dipendono da stili di vita scorretti: fare sport, controllare il peso, evitare il fumo, scegliere una dieta ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi fanno la differenza, con una riduzione del rischio di oltre il 30%. L’attività fisica incide positivamente anche sulla prevenzione delle demenze e del Parkinson e la costanza è più importante dell’intensità. Un altro elemento chiave è il sonno: è importante dormire prima di mezzanotte, perché si aumentano le ore di sonno Rem, che ripulisce il corpo dalle tossine».
Occorrono investimenti
Nonostante gli effetti positivi conclamati dell’attività fisica e a dispetto dell’inserimento del diritto allo sport in Costituzione, la possibilità di accedere alla pratica sportiva, così come a un cibo sano, resta condizionata dalla disponibilità economica e la politica continua a non dare il giusto peso agli stili di vita. «Come Comune – ha ribadito la sindaca Salis – prestiamo grande attenzione a contrastare lo spreco di cibo e la grande distribuzione ci deve aiutare. Vogliamo creare un sistema di recupero più efficiente e Coop sta già facendo tanto in questo senso. Da atleta ho sempre trovato inspiegabile il disinteresse verso gli evidenti effetti positivi dello sport e trovavo frustrante che chiunque venisse considerato idoneo a occuparsi di questo tema, anche senza avere alcuna preparazione. L’importanza dello sport è sottovalutata perché non si comprende quanto sia veicolo di valori positivi, come socialità e rispetto delle regole. Per incidere davvero servirebbero investimenti che richiedono una programmazione a lungo termine, ma nessun politico è interessato a progettare oltre i limiti del proprio mandato. Prendiamo le palestre scolastiche: solo una su cinque è agibile, ma per sanare questa situazione servirebbero ingenti risorse e un piano di interventi che, come un testimone, passi da una coalizione all’altra. Per fare il bene dei cittadini, non bisogna essere gelosi dei propri progetti o ostili ai progetti validi degli altri: anche per questo stiamo lavorando al risanamento degli impianti, anche portando avanti operazioni iniziate dalla Giunta precedente».
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