Coop Liguria

L’ipercoop Le Terrazze ora è “autism friendly”

L’Ipercoop Le Terrazze della Spezia è il primo punto vendita “Autism friendly” della rete di Coop Liguria, realizzato in stretta collaborazione con Fondazione AUT AUT E.T.S., che ha fornito le indicazioni necessarie per adeguare la struttura ai bisogni delle persone con autismo. «In sostanza – spiega il direttore dell’Ipercoop Stefano Accurso – abbiamo aggiornato la comunicazione del negozio, collocando delle figure a colori accanto alle scritte che identificano i prodotti contenuti in ciascuna corsia. Accanto alle immagini abbiamo inserito anche il logo di Luna Blu, associazione parte di Fondazione AUT AUT che qui alla Spezia è una vera istituzione, perché le persone con autismo lo riconoscono e le rassicura. Importantissima è stata la formazione del personale: tutta l’equipe di Direzione ha trascorso una giornata presso l’associazione, per conoscere meglio le sindromi dello spettro autistico e calarsi nei panni di chi vive quella condizione e ha percezioni molto più acute delle nostre. Nell’occasione, abbiamo avuto anche modo di conoscere alcuni dei ragazzi seguiti e di incontrare le loro famiglie: un’esperienza che ci ha arricchiti moltissimo. Il personale ha invece effettuato un corso di formazione online che abbiamo realizzato con Axioma, registrando interventi di esponenti di Fondazione AUT AUT e Luna Blu, nel quale sono stati integrati anche alcuni contenuti di Coop Lombardia, che da anni collabora con PizzAut.
Questa formazione è stata proposta anche al personale del superstore spezzino di Via Saffi, che diventerà anch’esso “Autism firendly” a stretto giro. Su suggerimento dell’associazione, abbiamo poi istituito l’ora blu, cioè un momento della settimana, scelto tra quelli di minore affluenza, nel quale rendere l’ipermercato ancora più accogliente per le persone con autismo: da ora in avanti, quindi, ogni mercoledì dalle 14 alle 15, attenueremo le luci e inibiremo gli annunci, comunicando l’iniziativa ai nostri Soci e clienti, affinché anche loro evitino di produrre rumori forti e disturbanti. Nel superstore di via Saffi, invece, l’ora blu sarà il mercoledì, dalle 15 alle 16».

L’inclusione è un tema importante per Coop Liguria, che porta avanti diversi progetti per garantire a tutti analoghi diritti, a partire dall’accesso ai punti vendita. «Se la sperimentazione avrà successo – spiega il presidente di Coop Liguria Roberto Pittalis – siamo pronti a esportarla, realizzando punti vendita “Autism friendly” anche in altre aree della regione, sempre ricercando la massima collaborazione con le associazioni locali e forti del fatto che Fondazione AUT AUT svolge un ruolo di coordinamento a livello regionale. Intanto ci stiamo muovendo anche su altri fronti. Stiamo avviando una collaborazione con l’Istituto Chiossone, per capire come rendere i nostri negozi più accessibili per i ciechi; sosteniamo progetti per l’inserimento lavorativo dei carcerati e dall’anno scorso, grazie alla collaborazione con il cappellano della comunità ucraina a Genova, abbiamo offerto lavoro a molti rifugiati.  Siamo una cooperativa, quindi siamo abituati a costruire ponti e a fare rete con il territorio, per offrire risposte efficaci a tutti i cittadini, anche quelli che hanno necessità speciali. Recentemente la nostra Cooperativa ha ottenuto la certificazione per le pari opportunità: un traguardo importante che però non può rimanere circoscritto all’ambito della parità uomo/donna. Ci sono molte altre forme di discriminazione e noi vogliamo combatterle tutte, lavorando per l’inclusione».

«Credo che esperienze di questo tipo siano molto importanti – sottolinea Paolo Cornaglia Ferraris, presidente di Fondazione AUT AUT- perché richiamano l’attenzione su un problema che solo nella nostra provincia riguarda un numero consistente di famiglie. Chi è portatore di autismo non è riconoscibile al primo sguardo, quindi spesso non viene capito: le sue reazioni bizzarre possono essere scambiate per mancanza di autocontrollo o maleducazione. Ma la sensibilità si coltiva soprattutto con la voglia di approfondire e di mettersi nei panni degli altri. Per questo la formazione è così importante. Chi è affetto da autismo non percepisce il mondo come gli altri: i rumori improvvisi lo spaventano, le luci troppo forti lo feriscono e uscire dalla routine gli genera uno stress talvolta insopportabile. Alcune azioni ripetitive, come sfarfallare le mani, servono proprio a dissipare almeno in parte questa tensione. Quando i ragazzi manifestano disagio, le persone attorno possono essere di aiuto solo se sanno come comportarsi per non peggiorare la situazione. È importante essere accoglienti e rassicuranti, senza però cercare il contatto fisico, che non sarebbe gradito. A volte un sorriso e una frase gentile sono sufficienti e non fanno bene solo a chi li riceve, ma anche a chi li elargisce, perché ci ricordano che le fragilità sono tante e andrebbero tutte trattate con sensibilità e rispetto». (Silvia Pizzorno)

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;