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Una ventata di aria fresca

Una ventata d'aria fresca

Guida all'acquisto di un climatizzatore, per affrontatre l'estate in casa con meno patemi. Ora va la tecnologia inverter

Non tira una gran aria nemmeno per i climatizzatori, che dovrebbero difenderci dalle estati roventi e che invece, al pari di altri elettrodomestici, pagano lo scotto della crisi facendo registrare una flessione nelle vendite che per i clima è stata dell’11% a febbraio di quest’anno rispetto a marzo 2011.
Anche Coop è in linea con questo trend negativo che però è mitigato dalla progressiva affermazione della tecnologia più innovativa, cosiddetta "inverter", verso cui le più importanti aziende di produzione, quelle asiatiche, stanno spostando decisamente l’offerta.
L’anno prossimo ci dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo, perché il quadro può mutare e non vi è certezza definitiva) un significativo cambio nelle normative relative alle classi di efficienza energetica, e i condizionatori inverter sotto questo aspetto presentano indubbi vantaggi.
Occupano infatti le classi più elevate (a partire dalla A) che più difficilmente gli altri apparecchi con funzionamento tradizionale on/off raggiungono. La fame di energia dell’inverter si riduce rispetto alla tipologia on/off di un robusto 30-40% ma a una condizione, che lo si utilizza continuativamente per almeno 6 ore nell’arco della giornata. Accenderlo e spegnerlo più volte potrebbe essere addirittura controproducente.
L’inverter garantisce un risparmio di energia e di soldi perché la macchina raggiunge la temperatura desiderata e poi si mette a velocità di crociera, abbassando i giri ma senza spegnersi, come fa una moderna automobile ferma al semaforo. È un microprocessore a intervenire sul compressore e sul ventilatore del condizionatore, rimodulando di volta in volta il fabbisogno di potenza.
Gli inverter consentono di regolare la temperatura in modo più preciso e sono anche più silenziosi, perché una volta che l’ambiente ha raggiunto i gradi richiesti la macchina rallenta, mentre un condizionatore classico ogni volta che la temperatura si rialza riparte nuovamente "mettendo la prima", poi accelera a tutto gas consumando ovviamente di più.
Rispetto all’on-off, e a parità di marca e di potenza, l’inverter costa circa il 30% in più. Tuttavia se consideriamo il taglio ai consumi e i benefici all’ambiente – e per contro l’aumento delle bollette legato al caro-petrolio – gli euro spesi si recuperano. Sempre che, come detto, l’utilizzo sia continuativo e non a singhiozzo. L'inverter risulta perciò più efficace in ambienti come uffici o negozi dove le persone vivono stabilmente, o in casa programmando l'accensione nelle fasce orarie più vissute o in quelle serali e notturne.
Fisso, portatile, split
Chi intende montare un climatizzatore è bene che chiami un tecnico prima dell’estate per evitare maggiorazioni di prezzo. Dovrà per prima cosa decidersi tra un condizionatore portatile e uno fisso. Il primo può essere spostato da una stanza all’altra, ma va prevista un’apertura nel muro o nel vetro della finestra per far passare il tubo che espelle l'aria calda. Può essere monoblocco o split (mono o multisplit) a seconda che accorpi un evaporatore e un compressore o che quest’ultimo sia separato e installato all’esterno del locale, con una o più unità dislocate negli ambienti. I fissi hanno il vantaggio che possono arrivare a raffrescare tutta la casa ma presentano il problema di scegliere la potenza frigorifera giusta (espressa in btu, unità di misura anglosassone, 3.410 volte maggiore del chilowatt) e un buon posizionamento, onde evitare getti di aria fredda concentrati sulla cervicale…
Un’ulteriore distinzione è data dai condizionatori solo freddo o a pompa di calore. Nel secondo caso il clima emetterà aria calda (o meglio, tiepida) d’inverno a supporto della caldaia principale. Infine un occhio alla funzione (utile) di deumidificazione dell'aria e ai filtri (lavabili) da cui può dipendere l’assenza di batteri, polvere e allergeni nell’aria che respiriamo.   
 



Claudio Strano

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