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“Smart toys” a prova di privacy, ecco i consigli del garante

La scheda con i suggerimenti del garante per la privacy sugli “smart toys” è un esempio di come i nostri dati siano costantemente esposti, per cui anche una festività come il Natale può rivelarsi insidiosa. Ma cosa sono anzitutto gli “smart toys”? Sono giocattoli capaci di interagire (tramite microfoni, fotocamere, sistemi di localizzazione e sensori) con le persone e con l’ambiente e di connettersi alla rete per navigare online e comunicare con i device, cioè smartphone, tablet, pc e altri “smart toys”. Bambole, peluche, robot e giochi educativi sono, oggi, sempre di più strumenti che raccolgono, elaborano e comunicano dati e informazioni, con possibili rischi per la privacy, soprattutto dei minori.
Ecco allora alcune semplici regole da seguire:

1.  Informiamoci su quali e quanti dati tratterà il giocattolo intelligente, leggendo bene l’informativa sul trattamento dei dati personali raccolti. È importante comprendere anche quali e quante informazioni saranno acquisite direttamente dal giocattolo (ad esempio, tramite fotocamera o microfono) e come potrebbero eventualmente essere utilizzate (solo per far funzionare lo “smart toy” o anche per altre finalità).

2. Limitiamo la possibilità di raccolta e memorizzazione di dati da parte del giocattolo. Ad esempio disattivando strumenti di rilevazione non indispensabili per il funzionamento, come la geolocalizzazione.

3. Non diciamo troppe cose allo “smart toy”. Facciamo attenzione a fornire solo le informazioni necessarie per la registrazione ed eventualmente usiamo pseudonimi per gli account, soprattutto se riferiti a minori.

4. Alcune app di gestione possono richiedere l’accesso alla memoria, al microfono, al wifi o al bluetooth dello smartphone o del tablet su cui vengono installate. Meglio evitare di concedere queste autorizzazioni se non strettamente necessarie per il funzionamento del giocattolo.

5. Password, impostazioni privacy e sistemi antivirus rendono un gioco sicuro: come per tutti i dispositivi elettronici, una regola di base è impostare password di accesso complesse per la connessione a Internet, oltre che eventualmente per l’accesso al giocattolo o alla app che lo gestisce, e attivare gli anti-virus.

6. Se non lo usiamo, spegniamolo per limitare l’acquisizione (tramite ascolto delle voci) e la trasmissione di dati, come ad esempio i nostri gusti e abitudini, e disconnettiamolo dalla rete quando non utilizzato.

7. Social sì, ma non troppo: in alcuni casi, l’app di gestione dello “smart toy” consente di condividere online foto e video. È buona abitudine non lasciare che i più piccoli utilizzino questa funzione da soli.

8. Se diamo via il giocattolo, non diamo via anche i nostri dati, ma disattiviamo gli eventuali account personali e provvediamo alla cancellazione di tutti i dati eventualmente registrati al suo interno o sulla app di gestione.

9. Nel caso di dubbi sull´effettivo rispetto delle norme o sul corretto uso dei propri dati personali, ci si può rivolgere al garante scrivendo a urp@gpdp.it. Il codice privacy (in particolare l’art. 3) e il regolamento Ue/2016/679 in materia di protezione dei dati prevedono che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali. Tali regole devono essere conosciute e rispettate anche dai produttori ed eventualmente certificate.

Tag: privacy, giocattoli, internet, smart toys

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