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Siti pirata, diffida nel giro di 2 giorni

hacker.jpgSono i tempi rapidi la principale novità del regolamento che l’AgCom, l’Agenzia garante delle comunicazioni, presenterà il 24 maggio per contrastare ogni violazione di copyright su Internet. Il commissario Antonio Preto ne ha anticipato al quotidiano La Repubblica i contenuti.
A fronte di segnalazioni circostanziate, una squadra speciale dell’AgCom in due giorni al massimo comunicherà formale diffida al sito pirata che commercializza software illegalmente. Dopodiché il titolare del sito avrà 10 giorni per difendersi davanti allo stesso Garante delle Comunicazioni. Trascorsi altri 15 giorni. il processo andrà obbligatoriamente chiuso.

“In passato i tempi per chiudere i processi ai sospettati arrivavano a 60 giorni. Una soluzione che la Commissione UE ha poi bocciato. Ora noi vogliamo quasi dimezzare l’attesa, portandola a soli 35“, ha precisato Preto. La velocità di intervento è dettata dal fatto che l’industria cinematografica e quella musicale patiscono maggiormente la pirateria che gioca d’anticipo sulle novità. Un film o un disco ricevono i i danni più violenti nei primi 7 giorni dall’uscita dell’opera. “È in questi 7 giorni che noi dobbiamo intervenire prima che i buoi siano scappati”, ha aggiunto il Commissario.

Quanto alle modalità d’intervento, non sarà oscurato l’intero sito di pirateria online, ma verranno disattivati i link che portano alle opere trafugate. Lotta anche alla pubblicità contattando i broker e i network come Google, Yahoo!, Media Shakers  e Openx, società che alimentano il circolo. E saranno coinvolti i sistemi di pagamento (PayPal) e le società di credito (Visa) per bloccare il mercato dei servizi premium. In Francia il Rapporto Hadopi 2103 ha stimato introiti mensili fino a 2,3 milioni di euro per i siti di streaming e P2P illegali, tutti per lo più generati dagli abbonamenti.

L’ AgCom ha deciso di smuovere le acque nel settore online, e a quanto pare c’è un riflesso anche per Google, invitata a stringere un accordo con gli editori analogo a quello siglato in Belgio e in Francia, che prevede un compenso per i contenuti indicizzati e visualizzati su Google News.

24 aprile 2013

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