Consumi

Ripararlo? Grazie a una direttiva europea ne varrà la pena!

Il tema dell’obsolescenza programmata si collega  quello del ciclo di vita di un prodotto e della sua riparabilità. In un’ottica di economia circolare,  che è opposta alla filosofia dell”usa e getta, la vita di un prodotto dovrebbe allungarsi riducendo così il problema dello smaltimento di enormi quantità di rifiuti.  Gli snodi sono quelli del riciclo, del riuso e, appunto, della riparabilità, una strada oggi spesso impraticabile, vuoi perché n0n esistono i pezzi di ricambio, vuoi perché è sempre “troppo costoso” l’intervento. Le statistiche, infatti, dicono che il  50% degli italiani non ripara un grande elettrodomestico e un 36% rinuncia a con un dispositivo hi-tech a causa proprio degli alti costi (Altroconsumo di settembre). In testa, troviamo il frigorifero rotto (che il 34% non aggiusta perché costerebbe troppo nonostante sia percepito come bene durevole) e gli smartphone con problemi di funzionamento (il 60% se li tiene e preferisce cambiare il telefono, superati i primi anni di vita).

Legato ai costi c’è il problema del diritto alla riparazione e alla reperibilità dei pezzi di ricambio. Qui molto importante è la direttiva europea sull’Ecodesign, che si occupa della progettazione ecocompatibile. Per facilitare la riparazione di un prodotto e “tenerlo in vita”, la Commissione Ue sta lavorando alla revisione della direttiva, recepita in Italia nel 2016, in attesa del voto del Parlamento europeo. Sarà istituito il diritto alla riparabilità, con l’introduzione di un indice di riparabilità tra i parametri dell’etichetta energetica e, dal 2021, entreranno in vigore nuove normative sui pezzi di ricambio nei grandi elettrodomestici tali da garantirne la reperibilità per 7 anni fino (per la lavatrice) a 10 anni, anche quando un prodotto è tolto dal mercato. Il tempo di consegna massimo dei ricambi dovrà essere di 3 settimane e saranno i centri di riparazione professionali a ricevere materiali e manuali, il che ha sollevato la reazione degli esperti del “fai da te”. Ai produttori verrà chiesto di impegnarsi, già in fase di progettazione, nell’utilizzare tecniche che faciliino la riparazione e una maggiore “longevità” dei prodotti.

Tag: obsolescenza programmata, elettrodomestici, riparazioni

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;