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Elettricità: dal 1° luglio addio al mercato tutelato

Onda elettrica

Che la completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica fosse più complessa rispetto a quella del gas e che l’iter previsto fosse più tortuoso si sapeva. Ma ci siamo: tra molte incertezze, dal primo luglio si cambia e prende il via una transizione lenta che interessa innanzitutto quei circa 4,5 milioni di clienti che oggi si trovano ancora nel mercato tutelato dell’energia elettrica, che ha prezzi regolati. Per loro l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) – come abbiamo scritto su Consumatori di gennaio-febbraio – ha previsto il nuovo Servizio a Tutele Graduali (STG), ovvero un regime transitorio che durerà un triennio, dal 1° luglio di quest’anno al 1° luglio 2027 al massimo. Fino ad allora, le condizioni economiche e contrattuali saranno verificate da ARERA, in modo da tutelare i clienti data la fine del Servizio di Maggior Tutela. Un “paracadute” nell’atterraggio sulla liberalizzazione del quale potrebbero tornare ad avvalersi anche i milioni di utenti che hanno già scelto un fornitore di elettricità privato e che, volendo, possono ancora tornare nel regime di Maggior Tutela come tappa per approdare al nuovo Servizio a Tutele Graduali.

Il passo indietro nel regime tutelato, infatti, è riconosciuto come un diritto, fino al 30 giugno, a tutti i clienti domestici di elettricità non vulnerabili dalla stessa ARERA, che è l’autority dello Stato la cui funzione è favorire lo sviluppo dei mercati concorrenziali. Andando incontro alla richiesta delle associazioni di consumatori, l’ente ha predisposto un apposito motore di ricerca per facilitare chi volesse tornare al vecchio regime. Insomma, liberalizzazione sì, ma a passo di gambero.

Ritorno alla base? Chi è nel Servizio a Tutele Graduali o ci ritorna, viene automaticamente assegnato al fornitore di energia elettrica della sua zona che ha vinto, a gennaio, l’asta in una delle 26 aree in cui è stata suddivisa l’Italia. In questo modo può usufruire per un triennio della tariffa finale unica, agganciata ai prezzi all’ingrosso, che sarà comunicata a ridosso del 1° di luglio, data del traghettamento da un mercato all’altro.

Ne vale la pena, per chi è già nel mercato libero? Dipende, visto che i vantaggi economici iniziali in bolletta, che secondo ARERA al momento ci sono, potrebbero non durare nei prossimi mesi: il libero mercato, per via della competizione, porta generalmente a un abbassamento dei prezzi, e a maggior ragione quello molto affollato dei gestori della luce, dove ci si dà battaglia per conquistare i consumatori. Tra i fornitori di energia a marchio Coop, ad esempio, sono in arrivo nuove proposte commerciali come quella di Accendi luce & gas, la società di cui è capogruppo Coop Alleanza 3.0, che ha lanciato fino al 30 giugno un prodotto riservato ai soci Coop (Accendi Unica Coop), che sconta il carrello della spesa e la bolletta. O come le offerte EnerCasa Coop ed EnerWeb Coop, i marchi tramite i quali Nova Aeg (società di Nova Coop), da sempre, offre ai soci Coop sconti e convenzioni (Punti socio, ricariche Coop Voce, ecc.).

Rialzi illeciti. Intanto, alle proposte allettanti si affiancano quelle poco limpide da parte di alcuni degli oltre 700 fornitori di luce censiti da ARERA. Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad aumenti ingiustificati (l’Antitrust, nella sua relazione al Parlamento, ha parlato di “rialzi illeciti di luce e gas”, con “picchi tariffari mai raggiunti prima”, pari a 4 o 5 volte nel quadrimestre tra ottobre 2023 e gennaio 2024), ma anche a offerte di fornitori di energia improvvisati che hanno ridotto o cancellato le previste tutele. L’Antitrust ha aperto istruttorie su chi non ha dato comunicazione scritta sul rinnovo contrattuale, per aver preteso 10 giorni invece dei 90 assicurati dalla legge come termine di preavviso del cambio di contratto, per aver minacciato l’interruzione della fornitura che invece è garantita sempre, e altri abusi e scorrettezze.

Per scegliere sul mercato libero, va ricordato che in qualunque momento si possono cambiare le condizioni contrattuali e che non sono previsti costi per il cambio di fornitore, salvo eventuali imposte di bollo, deposito cauzionale o altra garanzia se previsti dal contratto. Sarà il fornitore subentrante ad attivare la procedura (switching) per la nuova stipula e la cessazione del vecchio contratto (recesso). Né sono previsti vincoli, anche se qualcuno mette delle penali sulle offerte fisse o su quelle dual (gas + luce) per non farsi scappare i clienti, contravvenendo così allo spirito della liberalizzazione che, se sarà vera, dovrebbe favorire le scelte e portare vantaggi al consumatore finale. Sul tema il governo ha fatto partire la campagna “Mercato elettrico, facciamo luce” per informare e rassicurare, con l’ingegner Lumi (un’icona) che invita le famiglie a usare il Portale offerte e il Portale consumi energia (vedi sotto) per fare una scelta consapevole.  

Tutelati gli utenti vulnerabili. Gli utenti vulnerabili, lo ricordiamo, rimangono nel mercato di maggior tutela anche dopo il 1° luglio (ma se vogliono possono uscirne come tutti gli altri), e appartengono alle stesse categorie già viste per il gas.  Sono i clienti domestici che, alternativamente, come precisa ARERA, si trovano in condizioni economicamente svantaggiate (ad esempio percettori di bonus); versano in gravi condizioni di salute tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate dall’energia elettrica (oppure presso i quali sono presenti persone in tali condizioni); sono soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 legge 104/92; hanno un’utenza in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi; hanno un’utenza in un’isola minore non interconnessa; hanno un’età superiore ai 75 anni.

Tag: consumi, elettricità, liberalizzazione

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