Consumi

Contaminanti chimici? Meglio senza!

merci che contengono contaminanti

L’ultimo arrivato – o, meglio, sequestrato – è il Lilial, una sostanza pericolosa che fino a pochi mesi fa era ancora ammessa e ampiamente utilizzata in creme, shampoo, saponi e deodoranti anche di marche famose. Secondo la Ue, che ha provveduto a vietarla, può infatti danneggiare il sistema riproduttivo, nuocere alla salute del feto e causare sensibilizzazione cutanea. Bandita da marzo 2022, doveva essere eliminata dai prodotti in commercio entro marzo scorso: un “salvacondotto” di un anno per consentire alle imprese di cambiare le formulazioni e smaltire le rimanenze.

Invece, dopo l’estate la Guardia di Finanza ha continuato a scovare decine di preparati che contengono ancora Lilial sugli scaffali in tutta Italia. «Abbiamo già ritirato tutti i prodotti che lo contengono. In quelli Coop invece non è mai stato presente, anche prima che uscisse il regolamento: come sempre abbiamo adottato il principio di precauzione a tutela dei consumatori – spiega Renata Pascarelli, direttrice Qualità di Coop Italia –. Ma bisogna stare sempre in guardia: i contaminanti chimici in generale sono sempre di più, è una lotta senza quartiere. In particolare, da un lato cosmetici e detergenti non hanno una precisa data di scadenza, e quindi è possibile che restino sul mercato anche quando hanno qualche anno di vita, e dall’altro la stessa sostanza chimica può essere descritta in molti modi». Il Lilial, ad esempio, si chiama anche BMHCA o Butilfenil Metilpropionale.

Prodotti banditi Dal primo dicembre, molti altri ingredienti seguiranno la sorte del Lilial in base al Regolamento Ue 2023/1490 che vieta l’utilizzo nei prodotti cosmetici di numerose sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche. «È un elenco in costante evoluzione – sottolinea Lucia Tortoreto, che segue il tema in Coop Italia –: la Ue alinea progressivamente le norme in base alle ricerche scientifiche, aggiungendo via via sostanze che prima non c’erano o non si sapeva fossero pericolose. I contaminanti possono essere tanti». 

Per legge, sono i produttori che devono provvedere al ritiro dal mercato dei lotti o dei prodotti forniti e non più conformi. «Ma, per sicurezza, – aggiunge Tortoreto – scriviamo sempre ai fornitori per ricordare quali composti non sono più vendibili e assicurarci che tutti i prodotti in arrivo siano conformi. Lo abbiamo fatto anche in questo caso e per ora l’impatto del nuovo elenco sembra limitato. Negli anni, in osservanza agli aggiornamenti, ci sono stati molti ritiri di cosmetici e detergenti». In generale, trovare giacenze “fuorilegge” nella grande distribuzione è più difficile, perché le merci arrivano direttamente dai produttori e ruotano velocemente in magazzino e sugli scaffali, mentre è sempre bene prestare attenzione ad acquistare detergenti e cosmetici in canali poco controllati e a prezzi stracciati: potrebbero essere vecchie partite ormai illegali.

Alla larga! Il problema non tocca solo i prodotti per la pulizia e la bellezza. È difficile evitare completamente sostanze discusse, come attesta l’indagine diffusa a ottobre dal Beuc con un titolo eloquente: “Onnipresenti ma prevenibili: sostanze chimiche nocive nei prodotti di consumo di tutti i giorni”. Il Beuc (Bureau Européen des Unions de Consommateurs) rappresenta 45 organizzazioni indipendenti di consumatori in 31 paesi, e ha riunito in questa pubblicazione molti test sui prodotti di consumo condotti dai suoi membri fra il 2017 e il 2023. “I risultati – spiega il rapporto Beuc – rivelano la presenza ubiqua di sostanza chimiche preoccupanti nei prodotti di consumo, evidenziando il bisogno urgente di una regolamentazione più forte e di una maggiore responsabilità delle imprese. Ma attestano anche che alcuni prodotti invece non contengono sostanze problematiche, dimostrando che è possibile per l’industria usare alternative”. Insomma, si potrebbe tranquillamente fare senza.

I beni di consumo finiti sotto la lente del Beuc sono tanti: oltre a quelli per l’igiene e la cosmesi anche abiti, scarpe, giocattoli, prodotti per la cura dei bambini, il confezionamento degli alimentari e molti altri. Diversi composti dannosi, ad esempio (ne parliamo nel box nelle pagine precedenti), sono stati rilevati in oggetti di uso quotidiano come contenitori di carta per alimenti usati dai fast food, filo interdentale, giubbotti antipioggia e spray impermeabilizzanti, oli per biciclette, creme per il viso, piastre per waffle. 

Ancora più allarmante la presenza di sostanze chimiche a rischio nei prodotti per bambini: i più piccoli, per via del loro minore peso,  possono subire effetti avversi perfino peggiori. I test Beuc hanno rivelato la presenza di sostanze pericolose negli abiti e nelle scarpe per bebè, nei passeggini, nei seggiolini per auto, nelle salviette e nelle creme da sole, nelle penne colorate, nelle biciclette…  I composti presenti in alcuni di questi prodotti possono avere potenziali effetti negativi come disturbi dello sviluppo neurologico, comportamentali e cognitivi, del sistema immunitario, asma e allergie. Tutti effetti poco conosciuti o spesso sottovalutati, dal momento che sono presenti in prodotti ritenuti più sicuri rispetto al cibo perché non vengono ingoiati o inalati.

 La selva online Anche i canali sui quali si acquista non sono tutti uguali. Sulle piattaforme di e-commerce, le organizzazioni europee di consumatori hanno individuato prodotti contenenti sostanze illegali o soggette a restrizione nell’Unione Europea come bigiotteria economica, giocattoli, cosmetici per bambini e adulti, palloncini. In alcuni casi contenevano metalli pesanti altamente tossici come piombo e cadmio e quote esorbitanti di allergeni come il nichel. Infatti, afferma il Beuc, il vasto numero di prodotti disponibili, spesso provenienti da più venditori e paesi con normative differenti, unito alla difficoltà per le autorità di ispezionare fisicamente la merce, rende difficile attuare misure efficaci di controllo in fatto di qualità e di sicurezza.

A mettere ordine sul mercato, anche online, dovrebbe essere alla fine del prossimo anno il nuovo Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti dell’Unione Europea. Mentre è attivo da anni il Safety Gate, il sistema di allarme rapido dell’Ue per i prodotti non alimentari pericolosi. Nel 2022, il 23% delle segnalazioni in Europa ha riguardato i giocattoli, il 16% le automobili, il 10% i cosmetici, il 9% gli articoli tessili e l’abbigliamento, l’8% le apparecchiature elettriche e il 34% altri prodotti. 

Tag: lilial, garanzie, prodotti a marchio, contaminanti

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2 Commenti. Nuovo commento

  • Sono contento e spero che sia vero che coop anticipa i divieti di vendita togliendo i prodotti vietati.
    Mi piacerebbe però che coop spingesse ed evidenziasse prodotti per la pulizia PRIVI di componenti per la profumazione. Ho letto che questi componenti, inutili per la funzione primaria del prodotto, sono tra i più tossici fra quelli presenti all’ interno

    Rispondi
    • Ciao Luca, grazie per il consiglio. In generale comunque i prodotti Vivi verde Coop hanno le caratteristiche che tu ricerchi nei prodotti per la pulizia.

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