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Cara energia, così ti vorrei…

E’ tanto indispensabile per le nostre vite quanto cara: l’energia! Nel secondo trimestre dell’anno, l’energia elettrica e il gas naturale hanno subito aumenti record rispettivamente del 9,9% e del 15,3%. E da ottobre, altri rialzi sono in arrivo a causa del prezzo impazzito del metano.

Non stupisce, dunque, che gli italiani vorrebbero l’energia a buon prezzo. È questo il primo criterio di scelta quando cercano un nuovo gestore o decidono di rimanere con l’attuale, cosa che capita molto spesso perché sono abitudinari (il 53% è da più di cinque anni con lo stesso fornitore) e si dichiarano soddisfatti dei servizi, poco interessati alla liberalizzazione completa del mercato che, dopo l’ennesimo slittamento, è al momento “fissata” al 1° gennaio 2023.

L’attenzione al risparmio si conferma dunque al primo posto, ancora più saldamente a fronte dei rialzi delle bollette che anche per il nostro Paese dipendono dal forte aumento delle quotazioni delle materie prime – informa Arera, l’autorità regolatrice – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia. Un altro fattore di aumento è la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2. E «se il governo Draghi non fosse intervenuto destinando ben 1,2 miliardi alla riduzione degli oneri – ha osservato sul suo blog Romano Prodi –, le bollette elettriche sarebbero aumentate del 20% e non di un già pesante 9,9%». Che cosa significa questo in termini di effetti finali? Che per la spesa per l’energia elettrica a carico di una famiglia-tipo, nell’anno scorrevole compreso tra il 1° ottobre 2020 e il 30 settembre 2021, sarà di circa 559 euro, con una variazione del + 12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, per un aumento che su base annua è di circa 62,4 euro. Invece nello stesso periodo, la bolletta del gas sarà di circa 993 euro, con un -1,3%, corrispondente a una riduzione annua di circa 13 euro.

Le tendenze messe in luce Fin qui il tema “caldo” dei prezzi, ma c’è molto di più nell’indagine di italiani.coop – strumento di ricerca e analisi curato dall’Ufficio Studi Coop – la prima con il focus sul mercato dell’energia, svolta a inizio estate per conto di Alleanza luce & gas e Nova Aeg, le due società che offrono energia domestica “a marchio Coop”, controllate rispettivamente da Coop Alleanza 3.0 e da Nova Coop.

Guidati soprattutto dal portafoglio, gli italiani mettono al secondo posto, nella scelta del gestore, la trasparenza di informazioni e condizioni contrattuali, mentre cresce fortunatamente l’attenzione all’ambiente, alle fonti energetiche rinnovabili e, in generale, a non sprecare energia nell’utlilizzo di elettrodomestici irrinunciabili: la lavatrice per le donne e, udite udite, il televisore per gli uomini… Se da una parte aumenta il fastidio per le continue chiamate dei call center, dall’altra sale l’attenzione ai consumi e alle buone abitudini di risparmio.

Ma vediamo più nel dettaglio i dati della ricerca “Il futuro green è nelle nostre mani”, scaricabile per intero dal sito www.italiani.coop.it

Call center assillanti Il fastidio predominante è generato soprattutto dalle chiamate dei call center per proporre il cambio di gestore. Solo un italiano su 10 viene contattato raramente, tutti gli altri almeno una volta al mese e ben il 39% è tempestato una volta a settimana.

In 6 occasioni su 10 a telefonare sul fisso o sul cellulare è un altro gestore, che propone un nuovo contratto a chi non pensa minimamente di cambiare perché si trova bene col proprio: ben 8 su 10 sceglierebbero ancora il loro attuale gestore e lo consiglierebbero ad amici e parenti, dandogli un voto medio di 7,5, sebbene proprio dal raffronto tra le diverse offerte potrebbero scaturire i vantaggi della liberalizzazione del mercato. Ma oggi c’è un forte legame di fiducia con il propio gestore, confermato anche da altri dati. Il principale è che un italiano su tre, per risolvere problemi o dubbi, ha contattato di recente il fornitore e ai servizi di assistenza assegna uno voto sufficiente: solo un utente su 10 li penalizza con un punteggio minore di 5. I giudizi più generosi sono quelli dei baby boomers (i nati fra gli anni ’40 e ’60) e nel Nord Ovest del Paese.

Energia green e buone abitudini Un italiano su tre sarebbe disposto a pagare di più pur di sapere che la propria energia deriva da fonti completamente rinnovabili: è una delle offerte di punta delle aziende “a marchio Coop” come Alleanza luce & gas e Nova Aeg che, non a caso, vengono viste con favore dagli utenti in cerca di occasioni di risparmio e anche di una nuova forma di sostenibilità. Sette su 10 hanno ricevuto e valutato interessanti le offerte di Coop e uno su due sarebbe interessato a passare al gestore cooperativo, con una maggiore propensione nella fascia di età dei millennials.

Tra le buone notizie che emergono dalla ricerca ci sono i cambiamenti delle abitudini energetiche tra le mura domestiche: 4 su 10 sono convinti che prestare attenzione ai consumi domestici di acqua, luce e gas sia uno dei modi migliori per preservare l’ambiente, preceduto solo dalla raccolta differenziata. Oggi 8 su 10 spengono le luci se non sono in una stanza; in 7 case su 10 si chiude il rubinetto durante il lavaggio dei denti mentre ci si insapona; oltre la metà utilizzano la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico, chiudono le finestre se il riscaldamento o il condizionatore sono accesi, usano la luce solare invece di quella elettrica quando è possibile. Le buone abitudini anti-spreco riguardano anche l’uso delle apparecchiature: nella maggior parte dei casi l’elettrodomestico si cambia non quando passa di moda, ma quando ormai non ce la fa più.

Mai più senza… Le migliorie della casa hanno un certo peso: il 34% degli intervistati conta di spendere di più in energia elettrica e nella cura degli ambienti, contro appena il 13% che lo farà per affitti e mutui. E qual è l’elettrodomestico di cui proprio non si può fare a meno? La risposta unanime degli italiani è: la lavatrice. Precede il frigorifero e solo in terza posizione c’è la tv, che gli uomini tuttavia considerano più importante, oltre ad essere l’apparecchio che la maggior parte delle famiglie (il 36%) ha in animo di cambiare nel 2021, approfittando, probabilmente, del passaggio alla seconda fase del digitale terrestre.

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