Consumi

Buone pratiche e politiche

Secondo recenti stime della Fao, sono quasi un miliardo le persone denutrite nel mondo e ogni anno i decessi dovuti a carenza di cibo e malnutrizione ammontano a 36 milioni. Di questi, 5,6 milioni sono bambini. Per contro, oltre 1,3 miliardi di persone sono in sovrappeso o obese, e 29 milioni muoiono sempre ogni anno per malattie riferibili alla sovralimentazione: 17,5 milioni per patologie cardiovascolari, 3,8 milioni per diabete, 7,9 milioni per tumori. Questo è quello che viene definito “il paradosso alimentare”. Se a ciò si aggiunge che ancora oggi il 30% della produzione mondiale di alimenti viene distrutta o sprecata nei processi di conservazione, trasformazione, distribuzione e consumo casalingo, “risulta chiaro come, con una miglior gestione della filiera produttiva, avremmo cibo sufficiente per tutti anche nell’ipotesi di una crescita della popolazione a 9 miliardi di abitanti entro il 2050”.
A ricordarlo è Claudio Mazzini, responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia, che spiega il lavoro svolto da Coop in questo senso su vari versanti. “Sul tema dell’obesità siamo da sempre in prima fila con iniziative mirate all’informazione e sensibilizzazione. Voglio citare la campagna ‘Alimenta il tuo benessere’ lanciata nel  2007 per promuovere sane abitudini alimentari e movimento”. Ma Coop vuol fare la sua parte anche sull’obesità infantile che sta diventando una vera e propria emergenza sociale. A questo scopo ha definito “Le linee guida Coop per una corretta alimentazione dell’infanzia”, con la supervisione di un autorevole comitato scientifico. Ne è nata la linea Club 4-10 di prodotti virtuosi destinati ai bambini. “Sul tema della denutrizione – aggiunge  Mazzini – ricordo la campagna ‘Stop World Poverty, Cooperazione e Solidarietà’ contro la povertà, in atto in oltre 40 paesi del mondo. Da tempo sostieniamo lo sviluppo dei paesi del Sud del pianeta anche sui nostri scaffali con prodotti e iniziative economiche. Fin dal 1995 vendiamo, prima catena della GDO a farlo, prodotti del mercato equo e solidale, un’esperienza che dal 2001 ha portato allo sviluppo di una vera e propria linea di prodotti, la Solidal Coop, che ha segnato tra i vari brand la maggiore crescita dal 2005: + 140% contro una media del 51% per i prodotti Coop”. Altro progetto rilevante riguarda la  merce invenduta donata in solidarietà: “un progetto di sviluppo sostenibile che nasce nel 2003 dalla consapevolezza che le cooperative, per quanto operino secondo criteri volti a ottimizzare la gestione – migliorando l’efficienza dei processi e riducendo i costi – generano comunque volumi importanti di merce invendibile come risultato degli alti standard di servizio verso soci e consumatori. Nel 2011 sul territorio nazionale 492 negozi, 21 in più del 2010, si sono organizzati per raccogliere e distribuire merce invenduta, coinvolgendo 827 associazioni non profit nella distribuzione a mense o a persone bisognose”.

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